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Caso Amadori: Corte dei Conti condanna Valduga

La sentenza della Corte dei Conti: il direttore generale non aveva i titoli

Assunto per un giorno da dirigente e in 24 ore promosso a direttore generale. Peccato non avesse i titoli. E così I Giudici della Corte dei Conti di Trento, sulla base dell'esposto dell'ex-consigliere comunale Marco Zenatti, hanno verificato che la nomina di Mauro Amadori a direttore generale del Comune, nel 2016  fu illegittima. Il prescelto, in quanto funzionario di terzo livello, non aveva i titoli: non aveva cioè esperienza da dirigente. E bisogna dargli atto che lui stesso non affermò di averli.

Da quanto emerge il sindaco di Rovereto tramite pec affermò per iscritto che Amadori "aveva i requisiti" per ricoprire l'incarico. Lo fece in risposta ad uno dei concorrenti scartati che invece i titoli li aveva per aver barrato la casella prevista dal bando sul possesso del requisito essenziale (cioè aver avuto esperienza da direttore generale), mentre  i giudici appurano che Amadori non barrò quella casella, e quindi  non mentì sui suoi titoli: che non c'erano e per questo non incorre nel reato di falso in atto pubblico. Fu proprio per fargli maturare i titoli - e nominarlo - che ci fu una pre-assunzione di pochi giorni, poi una elevazione a dirigente di un servizio, e nello stesso giorno di quella "elevazione" la nomina a direttore generale.

Come tale ha amministrato, ricoprendo anche incarichi ad interim di Capo del personale, avendo poi preso il posto dello stesso dirigente che lo aveva assunto. Nella sentenza di condanna i magistrati contabili scrivono che la nomina sarebbe avvenuta con "dolo" cioè ben sapendo di sbagliare. Il danno complessivo è di 265.895 euro, ripartiti a vario titolo fra Sindaco, Segretario generale e Dirigente del personale, a titolo principale. Una quota minore è imputata a giunta e commissione di concorso (salvo due assolti). Intanto il funzionario "senza titoli"  è stato rinominato nel 2020, con un piccolo dettaglio: la sua riconferma è rimasta nel cassetto per 56 giorni, come ci ha segnalato  un lettore > leggi qui.

Per i Giudici aveva dunque ragione l'autore dell'esposto, l'ex-consigliere Marco Zenatti, che nel 2016 più volte aveva chiesto chiarimenti in aula sulla nomina, persino con il sostegno trasversale anche del gruppo del PD, allora ostico nemico del primo cittadino e  poi divenuto suo alleato.
Tant'è vero che oggi il PD tace.
E tace anche il Direttore Generale che senza titoli ed evidentemente anche senza parole, continua ad amministrare.

La storia di questo DG ricorda quella del Capitano svedese Thomas Salme  che pilotò aerei di linea per 13 anni senza aver il brevetto d'aereo. Una volta scoperto e condannato per falsa attestazione di titoli venne radiato, ma trovò le parole e scrisse un libro.

Le reazioni al caso Amadori, a parte quelle di circostanza e di ufficio, comunque non sono mancante:

L'AUTORE DELL'ESPOSTO (Marco Zenatti)  > "Sentenza confusa? Tutt'altro. E' chiarissima" (> qui)
LA CONSIGLIERA (Gloria Canestrini) > "Valduga si dimetta, la città si trova in regime di illegalità" (> qui)
EUROPA VERDE (Ruggero Pozzer) > "Sentenza grave, e sulla solidarietà al Sindaco bisogna distinguere" (> qui)
LA SENTENZA >  Corte dei Conti Sentenza 81/2021 ( > qui)

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A giorni l'udienza sul caso riferito alla sua nomina
ROVERETO - IL CASO AMADORI

1 APRILE 2021 - Alla selezione si erano presentati in 27, la lista dei candidati poi si ridimensionò a 6, e alla fine fu su 3 nomi che il sindaco di Rovereto Francesco Valduga scelse il suo uomo, ad "insindacabile giudizio" come previsto dalla norma. Solo che i Giudici della Corte dei Conti di Trento, verificarono che la nomina di Mauro Amadori a direttore generale del Comune, era illegittima. Aveva quindi ragione il consigliere comunale dell'epoca Marco Zenatti, autore di un formale esposto.

Dunque il prescelto non aveva i titoli. Anzi: proprio per farglieli maturare - e nominarlo - ci fu una pre-assunzione con un disacco dal servizio precedentemete svolto (l'interessato era funzionario della Provincia), una volta entrato a Palazzo la nomia a dirigente di un servizio, titolo richiesto per poter ambire ad una selezione per direttore generale e in u sol giorno, la nomina a direttore generale. Un escamotage che secondo i Giudici sarebbe avvenuto ben sapendo di sbagliare e dunque con dolo. Nell'ottobre 2020 ad elezoni svolte e sindaco rieletto, i Giudici avevano rinviato a giudizio il Sindaco.

Nell'atto di citazione Roberto Angioni e Marcovalerio Pozzato, parlavano di un concorso ad hoc che coinvolgeva oltre al sindaco, assessori, capo del personale, segretario comunale e l'intera commissione chiamata a selezionare il gruppo ristretto di candidati.

Il danno erariale ammonterebbe a 463.195,70 euro. Soldi che, in caso di condanna, dovranno essere «restituiti» al Comune. I giudici, il 14 aprile 2021, emetteranno la sentenza per stabilire se c'è stato un danno per palazzo Pretorio oppure se tutto è avvenuto secondo le regole. Poi avranno 60gg di tempo per pubblicarla, o rendere note le motivazioni (attorno al 14 giugno 2021).

Mauro Amadori, il prescelto

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