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Festival Economia2024 ''Quo Vadis?''

I dilemmi del nostro tempo alla XIX edizione

Per rispondere alla domanda  “QUO VADIS? I dilemmi del nostro tempo” tema della 19° edizione del Festival dell’Economia di Trento (23- 26 maggio 2024) sono a Trento 5 premi Nobel, 22 ministri, oltre 80 relatori provenienti dal mondo accademico, 40 tra i più importanti economisti internazionali e nazionali, 60 rappresentanti delle più importanti istituzioni europee e nazionali, 40 relatori internazionali, 57 tra manager e imprenditori.
Il Festival dell’Economia di Trento è organizzato dal Gruppo 24 ORE e Trentino Marketing per conto della Provincia autonoma di Trento e in collaborazione con il Comune di Trento e l’Università di Trento.
I 5 Premi Nobel sono: James Heckman, Premio Nobel per l’Economia 2000, Michael Spence, Professor Emeritus of Management and Former Dean in the Graduate School of Business alla Stanford University e Premio Nobel per l'Economia 2001, Edmund Phelps, Premio Nobel per l’economia 2006 Muhammad Yunus, che ha ricevuto il Nobel per la pace nel 2006  e Tawakkol Karman, Nobel per la Pace nel 2011.

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MA L'EUROPA CONOSCE LA DEMOCRAZIA?
La democrazia europea nello scenario globale


Produzione di beni pubblici, difesa comune e un nuovo organismo che - svicolandosi dal diritto di veto dei paesi membri - riprenda quanto scritto dai fondatori nel 1957 garantendo all’Europa un’adeguata rappresentanza governativa, oggi assente e quanto mai necessaria.
Sono queste le sfide che secondo il politologo Sergio Fabbrini possono segnare il passo e aprire all’Europa una nuova fase, consentendole sia di affrontare sfide per le quali oggi non è attrezzata - assorbimento di nuovi stati membri, potenziamento della capacità decisionale su temi di interesse comune - sia di avere un peso maggiore sul mercato internazionale, che la vedono oggi in una posizione di debolezza rispetto a Usa e Cina.

“Oggi l’Europa non è ancora un’entità politica e con i mezzi in suo possesso non può affrontare le sfide che ha di fronte - le sue parole -. Non è ammissibile che un singolo stato possa mettere un veto sull’intera azione europea. Si sta tendendo sempre più verso un modello dell’ Europa dei governi, un modello che indebolisce l'intera l’Unione Europea”.

Per uscire da questa dimensione, Fabbrini auspica che l’Europa investa per potenziare la visione europea vincolando, ad esempio, parte delle risorse distribuite ai singoli stati alla produzione di beni pubblici europei - infrastrutture, tecnologie - non legati ai singoli paesi ma disponibili a tutti gli stati membri. In questa direzione si dovrebbe ragionare secondo Fabbrini anche sul tema della difesa comune.

Circa il contesto internazionale e il rapporto con Stati Uniti d’America e Cina, secondo Fabbrini l’Europa non può posizionarsi come terza potenza tra la democrazia americana e l’autocrazia cinese pensando di poter agire da sola. Per il professore “l’Europa è dotata di priori strumenti di azione e legittimazione per dare concretezza ai quali occorre l’impegno di una élite che uscendo dagli attuali organi europei dia vita ad un nuovo organismo che riprenda quanto scritto nel 1957”.

Fabbrini ha appena dato alle stampe ''Il Cigno senza collo''. Spiega il titolo: “Ho scoperto che i cigni allungano il collo con il passare dell’età, mentre al contrario le democrazie lo riducono con il consolidamento democratico'' le sue parole.

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L'ECONOMIA DEGLI INFLUENCER: SONO ANCORA CENTRALI?

L'influencer è molto di più di una moda passeggera, e i numeri lo testimoniano: un mercato che lo scorso anno ha raggiunto in Italia un valore di 323 milioni di euro di investimenti, in crescita del 10% rispetto al 2022, mentre a livello globale, superando i 30 miliardi di dollari nel 2023, si proietta verso la soglia dei 50 miliardi nel 2028. Ma c'è un ma e  le Direttive europee cercano di trovare argini alle clausule abusive, la pubblicità ingannevole, il commercio elettronico, devono definire i diritti dei consumatori, la fornitura di contenuti e servizi. Questo progressivo sforzo per mettere paletti stabilisce responsabilità precise e una cornice di maggiore trasparenza su obblighi e conseguenze sul piano contrattuale.

Il fenomeno è complesso e sfaccettato: coinvolge anche dinamiche sociali di interazione online, costruzione di comunità e generatività dei contenuti che si intrecciano con tecnologie digitali a basso costo e a rapida diffusione, capaci di avere impatto su larga scala.

Un esempio, citato da Gianluigi Ballarani, imprenditore tech e creator Co-Founder di Hudi, è quello del caso GameStop, in cui tanti, tantissimi "piccoli" hanno unito le loro forze fino a sfidare i giganti del mercato finanziario mainstream. Nello spontaneismo delle community c'è tutta l'energia delle tecnologie di finanza sottile e decentralizzata, che implica però inevitabilmente responsabilità e cognizione delle conseguenze delle proprie azioni da parte di chi crea, diffonde, capitalizza.

In altre parole, c'è un bisogno emergente di educazione e formazione, un'azione di literacy ampia per evitare che le nuove opportunità si trasformino in trappole. L'educazione finanziaria non è mai abbastanza, basti pensare ad esempio che metà della popolazione italiana non conosce la distinzione tra un'azione e una obbligazione. Un esempio utile in tal senso è l'iniziativa Young Finance promossa dal Sole 24 Ore.  

Laura Corbetta, Presidente di OBE - Osservatorio Branded Entertainment, ha sottolineato l'importanza della formazione / educazione per i tanti e differenti attori di questo comparto effervescente che, dati alla mano, ha una dimensione rilevante ma, ancora, un quadro di regole frammentario, in corso di definizione.  

Su quest'ultimo aspetto si è soffermato Alessandro De Nicola, Presidente di ‘The Adam Smith Society’. Attraverso il commento di una serie di casi di studio, ha descritto le iniziative nazionali ed europee di carattere normativo che cominciano a configurare le regole del gioco.

Anche in Italia le autorità indipendenti AGCM, AGCOM e Antitrust hanno cominciato a esercitare la loro azione, sia attraverso iniziative di soft law come le linee guida AGCOM che spiegano il Testo Unico delle Comunicazioni (principi di "buon senso" che se vengono violati possono far incorrere in sanzioni ingenti, dell'ordine anche di centinaia di migliaia di euro), sia attraverso provvedimenti ancora più severi come nel caso del pandoro Pink Christmas, in cui gli aspetti giuridici, non irrilevanti, riguardavano normative del codice per la protezione del consumatore.

Chiosa l'Avv. De Nicola: “Gli influencer dovranno per forza rivolgersi alla seconda professione più antica del mondo, la mia: cari influencer, pensavate di esser entrati nel regno della libertà assoluta ma lo Stato adesso si occupa di voi”

 

Ph: Domenico Salmaso
 

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