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Sergio Romano, l'ambasciator garbato

Putin? ''Si è impegnato nella ricostruzione dell'identità russa, rinnovando simboli, valori e ideali rimasti sepolti per secoli''

Perchè Ambasciator garbato? Perchè Sergio Romano, ex ambasciatore italiano presso la NATO e a Mosca è un gran signore, con quella eleganza antica e tipica di  un uomo che ha abitato per molti anni nelle stanze della diplomazia, ma che quella eleganza ha anche nelle proprie vene. Ha concluso la sua lunga e prestigiosa carriera diplomatica come ambasciatore a Mosca.

Conosce la Russia molto bene, ed anche la Nato. In questo momento così tragico in cui siamo davvero sospesi sull'orlo della terza guerra mondiale è chiarissimo.

“La Nato è un'alleanza politico-militare in cui esiste un esercito permanente, integrato; esiste un comando militare che lavora 24 su 24 con un comandante supremo che è un Capo di Stato maggiore di tutti i paesi dell'alleanza atlantica, ma è sempre americano... E questo capo di stato maggiore fa esattamente quello che fanno tutti i capi di stato maggiore, cioè preparano la prossima guerra. E per preparare la prossima guerra bisogna pur sapere con chi farla, perché se lei prepara una prossima guerra, quale che sia, senza avere un'idea precisa di chi sarebbe il nemico, non riesce a programmare un bel nulla. E allora bisogna che ci sia il nemico, e il nemico c'è, e guarda caso l'establishment militare americano non rinuncia a quel nemico, non ha alcuna intenzione di rinunciare quel nemico''.

E qui Romano spiega che occorre mettersi nei panni di un paese che vede avanzare verso le proprie frontiere un'alleanza politica-militare il cui scopo è quello di preparare la guerra.

''Perché dovremmo continuare a dire che la Nato è un'organizzazione pacifica? No, non mi sembra che si possa dire, e mi sembra che sia anche ipocrita cercare di farlo credere. Io capisco le reazioni della Russia, perché probabilmente avrei le stesse reazioni.”

A Trento, dove venne a parlare di sovranità dimezzata, aveva già tentato di spiegare in un  Teatro Sociale stracolmo che dire Russia significa dire Vladimir Putin. E che si trova saldamente al potere per un motivo semplice. Secondo Sergio Romano, Putin si è impegnato a fondo nella ricostruzione dell'identità russa, rinnovando un bagaglio di simboli, valori e ideali rimasti sepolti per secoli.

foto: Ufficio Stampa Festival Economia

 

Consapevole del peso della tradizione, che da Pietro il Grande al tramonto dello zarismo ha forgiato istituzioni e culture politiche della nazione, Putin ha solo saputo gestire a proprio vantaggio la memoria pubblica della Rivoluzione d'Ottobre, rafforzando al tempo stesso il ruolo della Chiesa ortodossa, cui ha garantito un nuovo spazio sociale.

''Perciò se vogliamo capire qualcosa di più della Russia odierna e del nostro presente, dobbiamo necessariamente partire dalla guerra al terrorismo in Cecenia al conflitto con l'Ucraina per l'annessione della Crimea, dalla dottrina militare anti-Nato all'intervento in Siria, che agita i fantasmi di una guerra fredda collocata troppo in fretta negli archivi della Storia.

Putin ha dunque rispolverato un'ideologia e una missione.  Ecco perchè è al potere: al suo popolo ha dato la garanzia di sapere tenere in mano le redini di un grandissimo paese.

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