Arte, Cultura & Spettacoli

Ennio Morricone, la sua musica resterà in eterno

Diede voce anche ai sommersi, i morti senza volto di Lampedusa

La sua musica resterà in eterno. Lo si legge un po' ovunque in queste ore e forse può sembrare scontato. Ma è proprio così. La sua musica aveva qualcosa di eterno. Ennio Morricone aveva dato corpo e anima alla musica, come i grandi compositori e tra i grandi resterà. Se ne è andato in punta di piedi lasciando gli abbracci importanti e una lezione di stile "Non voglio disturbare" contenuta nel necrologio da lui stesso vergato in cui annuncia: ''Sono morto''

Riuscì a dare voce anche ai morti senza volto con  "La voce dei sommersi"  una partitura che  Ennio Morricone compose di getto per non dimenticare la tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013. Un brano di cinque minuti di musica e voci in cui il Mestro immagina e concretizza le urla dei disperati trascinati dalle onde quando ormai avevano raggiunto la meta.

"Sono rimasto sconvolto dalla tragedia" aveva dichiarato Ennio Morricone "E ho pensato a qualcosa che potesse restituire le loro la voce. Di quelle persone non sapevamo e non sapremo mai nulla, che almeno parlino con la musica". E' venuta da questo impeto "La voce dei Sommersi" diceva ai giornalisti ad un mese dalla tragedia.

L'omaggio andava alle vittime del naufragio che aveva commosso il mondo e portato l'Europa a riflettere (finalmente) sulla dramma della migrazione. Molto significativa la "prima" esecuzione alla quale erano stati invitati cristiani e musulmani a simbolo di una tragedia che superava i confini e riguardava il genere umano. Il maestro la eseguì in prima mondiale nella chiesa di Santa Maria Incoronata a Milano nel corso di un momento di preghiera comune ad un mese esatto dalla tragedia.

A Rovereto venne nel 2010 per il Premio Internazionale della Pace (che non esiste più).  Lo avevamo intervistato pochi giorni prima dell'evento sul tema della pace e sullo spartito con il quale voleva rappresentarla ( > leggi qui)

Gli volevamo consegnare il frutto di quel dialogo. C'era gente e non cera tanto tempo per parlare. Lo sfogliò e disse: "Bello questo giornale. Lei lo fa in bianco e nero come una volta... Lei ha coraggio, Brava" mi disse e mi stupì per il seguito. "Oggi il colore ti colpisce ma ti fa  dimenticare l'essenza. Anche la mia musica è in bianco e nero. Vada avanti così".

Devo dire che fui più volte tentata dal colore. Ma ogni volta mi veniva in mente Ennio Morricone.
Grande Maestro, grazie per l'incoraggiamento di allora! Troverà musica anche Lassù.

> L'intervista a Ennio Morricone


Autore: Corona Perer

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