Scienza, Ambiente & Salute

Il ruolo della proteina Tau nella cura dell'Alzheimer

Terapie alternative, camminare, danzare, guardare i fiori

Attorno alla malattia di Alzheimer e alle altre demenze si discute da molto tempo in modo schematico, su argomenti tra loro separati, tra addetti ai lavori di ogni specie. Obesità, colesterolo, fumo, vita sedentaria e ripetitiva: l'Alzheimer trova in uno stile di vita sbagliato il terreno migliore. Perciò ai primi sintomi di insorgenza può essere contrastata e rallentata. Come? Con una dieta attenta e vita attiva: giocar a carte, danzare, avere un contatto costante con la natura e  anche praticare l'enigmistica possono essere alleati da non trascurare.

La scienza ha portato a importanti risultati. E' stata identificata e fotografata - ad esempio - la  proteina Tau nel cervello di un paziente con diagnosi confermata di Alzheimer. A scattare l'immagine ad alta definizione è stato un team di scienziati del Laboratorio di biologia molecolare del Medical Research Council (Mrc) nel Regno Unito e dell'Indiana University School of Medicine.

Lo studio ha una firma italiana Bernardino Ghetti che con Holly Garringer,  su 'Nature', hanno spiegato la scoperta , una delle più importanti degli ultimi 25 anni nel campo della ricerca sulla malattia di Alzheimer. In sostanza nel cervello dei malati di Alzheimer, la proteina Tau viene modificata in modo che, invece di adempiere alle sue funzioni normali, formi filamenti che si accumulano in grovigli, danneggiando le cellule nervose.

Intanto occorre però contrastare il disagio e l’isolamento del malato. Nel torinese all'interno del Castello di Miradolo, a Pinerolo, è partito il progetto "Move Your Hands For Dementia" condotto dall’A.S.L. TO3 e mirato all’inclusione sociale delle persone affette da Alzheimer e da altre forme di demenza.

Il progetto è finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del programma Erasmus Plus – settore Educazione per gli Adulti e coinvolge sei partner tra enti pubblici e privati provenienti da sette paesi europei e mira a rafforzare la "comunità amica della demenza"

Già nel 2016,  la Fondazione Cosso aveva preso parte al progetto “In giro con demenza” del Rifugio Re Carlo Alberto (Luserna San Giovanni - TO) della Diaconia Valdese Valli, ed ha lavorato per formare i suoi collaboratori, rendendo gli spazi del Castello di Miradolo accoglienti per persone affette da questa patologia, ottenendo il riconoscimento di "Luogo amico della Demenza".

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