Attualità, Persone & Idee

L'epistolario di Alcide De Gasperi

Sono 70 anni dalla morte dello Statista

26 aprile 2024 - L'epistolario di Alcide De Gasperi è disponibile in edizione digitale. Lo statista è uno di quei personaggi storici che anche a distanza di anni non cessa di offrire al presente stimoli di grande attualità e interesse.

“Quando diventerete saggi, v’accorgerete che avevo ragione, ma sarà tardi” scrisse ad Andreotti. L'epistolario degasperiano, immesso in una piattaforma online di libero accesso è fonte inesauribile per alimentare la memoria del sentimento religioso e sociale, che - appena ventenne - fece diventare De Gasperi un punto di riferimento  per le Società operaie cattoliche delle valli più periferiche del Trentino.

A 70 anni dalla morte si svolgerà a Trento ''Quel che resta di Alcide. Viaggio nelle memorie della Repubblica'' un ciclo di quattro incontri per riflettere, a 70 anni dalla morte dello statista, sulle forme assunte della memoria degasperiana.

Tra celebrazione e rimozione, tra appropriazioni e fraintendimenti, da giovedì 2 maggio e lunedì 17 giugno si parlerà di come ricordiamo e di quanto dimentichiamo grazie a 4 relatori: Marco Follini, Paolo Pombeni, Giuseppe Tognon, Maurizio Cau e Elena Tonezzer.

Negli ultimi anni diversi progetti di ricerca sono stati dedicati a raccogliere e a rendere facilmente accessibili al grande pubblico le sue lettere e i suoi discorsi. L’Edizione digitale dell’Epistolario di Alcide De Gasperi è una piattaforma che rende liberamente consultabili online tutte le lettere scritte e ricevute dallo statista trentino nell’arco della sua vita. Si tratta di migliaia di documenti, testimonianze dirette della sua vita e del suo pensiero, capaci di rievocare i sussulti e i traguardi di un’intera epoca.

info: www.degasperitn.it

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TRA LE RIGHE DI UN UOMO SEMPRE IN AZIONE

(Corona Perer - 2019) - La grande mole della corrispondenza intrattenuta da Alcide De Gasperi con grandi protagonisti della politica nazionale ed internazionale, uomini di chiesa, amici, conoscenti e semplici cittadini è un corpus monumentale, stimabile per difetto in non meno di 5.000 documenti, in parte ancora inediti se non addirittura sconosciuti agli storici. Questa corrispondenza è un monumento alla vita del popolo italiano.

La prima guerra mondiale segna uno spartiacque fondamentale: una lettera inedita ha svelato  che fra il 1915 e il 1917 non è mai potuto rientrare in Trentino perché gli era stato ritirato il passaporto. Si adopera per ottenere la scarcerazione della giovane Bice Rizzi, futura prima direttrice del Museo del Risorgimento di Trento e figura di spicco del Novecento trentino. Si esprime preoccupato sul progressivo affermarsi del fascismo, si lamenta col vescovo per l'ottusità dei preti, si chiede cosa Mussolini pensi di lui e qualche tempo dopo (è già il 1923) si dice “triste fino all’esaurimento” a causa della censura . “La stampa fascista fa di me un vero massacro.” scrive il futuro statista. Commoventi le lettere dal carcere, dove emergono fede e forza. “La mia vita non è spezzata”.

Scrivendo a Tullio Odorizzi, futuro primo presidente della Regione Trentino-Alto Adige, allora ventiquattrenne, confessa un senso di fallimento. Uscito dal carcere, ma emarginato, si sfoga con don Luigi Sturzo: “Vivo – come saprai – tra la famiglia e la biblioteca, all’ombra del Cupolone, ringraziando la Provvidenza d’avermi riservata almeno un po’ di pace esteriore”. Penoso, per lui assistere inerte all’oscuramento d’idee “...che avevano illuminato tanto cammino della nostra vita.”

A 67 anni comincia la sua grande avventura di statista. Crede nei giovani: al giovane e brillante economista Sergio Paronetto scrive : “se c'è da imparare sarò vostro scolaro” Forte e chiaro l’antifascismo di De Gasperi, non contro-ideologia, ma autentico spirito democratico. Nel 1943 è alla guida del Paese. Discute con Palmiro Togliatti del suffragio femminile, con Pietro Nenni del rischio di una guerra civile in Italia, tratta con Fanfani questioni interne alla Democrazia Cristiana,  ma sempre preoccupato della situazione del paese, della sua collocazione internazionale e della ricostruzione.

Giorgio la Pira, grande sindaco di Firenze,  nel 1948 gli manda un appello accorato: “Il tema è uno solo: manca il pane perché manca il lavoro''. Con il vescovo di Trieste-Capodistria, chiede atti utili per la questione dei confini a Fiume e Pola. “Momenti duri ci attendono” chiosa.

E attorno a De Gasperi amici, collaboratori, compagni di partito, avversari politici, capi di Stato, religiosi… Ammonisce un giovane Giulio Andreotti “Quando diventerete saggi, v’accorgerete che avevo ragione; ma sarà tardi”.

E infine, poco prima di morire, l'Europa. De Gasperi non trattiene lo sconforto con Amintore Fanfani: “...Che una causa così decisiva e universale sia divenuta oggetto di contrattazione ministeriale ...è veramente spettacolo desolante e di triste presagio per l'avvenire. Sono molto buio, e spero che forse il mio isolamento mi faccia vedere più nero di ciò''.

A dare voce a queste lettere, magistralmente, è stato nell'agosto 2019 l’attore Andrea Castelli, in una Lectio Degasperiana dal titolo “L’autobiografia di una nazione nelle lettere di De Gasperi”, che ha dato voce direttamente al protagonista, Alcide De Gasperi, attraverso inediti. L' evento  ha richiamato a Pieve Tesino, paese natale di Alcide De Gasperi, un pubblico sceltissimo e le figlie dello statista Cecilia e Paola De Gasperi.

(c.perer)

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