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Un anno dal crollo del Ponte Morandi

Il ponte crollato, la tragedia di tante famiglie, la triste politica e...un camion

Il crollo del ponte Morandi fu per tutti un trauma. Anzitutto per le 43 famiglie che hanno perso i loro cari, ma anche per l'intero paese che ha poi assistito al triste rito dello scaricabarile, in una continua altalena tra miserie (ministeriali) e serietà: quella espressa da chi ha dovuto governare la crisi da commissario straordinario che è poi il sindaco di Genova. Il primo cittadino ha dovuto subito confrontarsi con percorsi alternativi, servizi, ipotesi, soluzioni. Un anno dopo è caduto l'ultimo moncone e una via per quanto provvisoria che collega la città c'è.
Un anno dopo è tornato a casa anche quel camion rimasto fermo a tre metri dal baratro sul Polcevera, con il suo autista sbigottito che scende, lo abbandona e torna indietro a piedi correndo e pensando che la terra prima o poi gli crollerà sotto i piedi. Luigi Fiorillo, 37 anni, racconterà: «Sono salvo per miracolo» e queste parole, ne siamo certi risuonano anche oggi nel suo cuore e nella sua mente.
Dicevamo: è tornato a casa anche Basko.

Era stato messo in vendita dopo essere diventato il simbolo del crollo del ponte Morandi: stato ricomprato dal marchio Basko, che lo aveva venduto a una società di Dalmine (Bergamo), l'Italcar. Quest'ultima era infatti esasperata dalla "febbre" da selfie scatenatasi attorno al mezzo, preda di curiosi che si avvicinavano non per acquistarlo, ma per fotografarlo.L'operazione è stata condotta Sogegross, proprietaria del marchio Basko.

Riacquistato per il valore simbolico - "Quando abbiamo saputo che era stato venduto, abbiamo deciso di acquistare nuovamente il mezzo per riportarlo a Genova. Pensiamo sia questa la sua 'casa', visto il grande valore simbolico di speranza che questo camion ha assunto dopo la tragedia", ha affermato Lucia Bruzzone, responsabile delle relazioni esterne del Gruppo Sogegross. "Proprio per il suo significato simbolico, non abbiamo ancora valutato come utilizzarlo", ha concluso.
(cperer)

 

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IL TRISTE RITO DELLO SCARICABARILE
Inguaribilmente italiani -  di Isabella Bossi Fedrigotti -

Si pensa, anzi si pensava che una tragedia come quella capitata a Genova potesse servire, come succede in caso di  gravi lutti, a unire il paese, a indurre i politici a scordare i contrasti  per congiungere gli sforzi in nome di una rapida ricostruzione al fine di allievare le sofferenze della popolazione colpita.

Invece i  morti sotto le macerie del ponte sono stati immediatamente usati come armi contundenti che i politici si lanciano a vicenda.

E c'è da stare certi : continueranno. La tragedia non unisce.


Autore: Isabella Bossi Fedrigotti

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