
Il signor G siamo tutti noi
''...è l’uomo che fa fatica a vivere e a cui crollano uno dopo l’altro i miti della giovinezza'' diceva Gaber
(Milano 11 marzo - C.Perer) ''Il signor G è l’uomo che fa fatica a vivere e a cui crollano uno dopo l’altro i miti della giovinezza'' diceva. Quindi oggi siamo tutti signor G.
''Giorgio Gaber fu un intellettuale, forse l'ultimo della sua generazione'' afferma Massimo Bernardini. ''Le parole di tutti non gli bastano, e per lui vogliono dire un'altra cosa. Perciò le deve riscoprire, ripulendole da ovvietà ed equivoci. Come l’intellettuale vero, amava il pensiero, il rigore della forma, usava i mezzi di comunicazione per quello che sono e che valgono. Infatti la sua lingua è netta, semplice, diretta. Non ha complessi d'inferiorità verso la cultura alta, narcisistica, autoreferenziale degli intellettuali all'italiana''.
Un vero intellettuale collettivo
“La mia generazione ha perso” disse all'apice del successo. Artista di classe, andava in tournèe con Mina, fu showman ante litteram, ma aveva mollato tutto per il teatro, l'impegno, il sociale.
''Ma c'è di più. Gaber è stato un intellettuale collettivo" aggiunge Massimo Bernardini. ''In teatro ha promosso un'audace convivenza di forme, dal monologo alla canzone, dalla pièce di prosa fino ai bis con la chitarra. E volta per volta, a seconda della necessità, la sua parola si è fatta sberleffo, richiamo, dileggio, emozione, disincanto, amarezza. Si è sentito per anni insieme a un'intera generazione e poi di colpo solo, sempre più solo. Credeva di aver conquistato una certa opinione pubblica ma poi l'ha sentita sempre più distaccata, impermalosita, alla fine persino polemica. In compenso, in oltre quarant’anni di carriera, ha continuato a scoprire nuovi interlocutori e sempre nuovo pubblico, divenendo intramontabile campione d’incassi a teatro e, a sorpresa, di nuovo gran venditore di dischi alla svolta del secolo.
A più di vent’anni dalla scomparsa di Giorgio Gaber, la Fondazione Gaber nata per approfondire criticamente la sua opera lo ha ricordato con “PALCO GABER” al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano, una installazione multimediale per accedere ai contenuti speciali, sociali e politici, del Signor G. e del suo archivio. Su dei totem con schermi touch, Giorgio Gaber prende forma, parla, canta, invita a riflettere, strappa un sorriso, magari amaro grazie ad una gallery di scatti inediti, video di speciali esibizioni, una playlist con le canzoni e i testi più iconici dalla discografia del Signor G. e un approfondimento biografico, con interviste e contributi di personaggi dal mondo dello spettacolo, della musica e delle istituzioni vicini a Giorgio Gaber.

“E pensare che c’era il pensiero” a cura di Lorenzo Luporini, è un podcast di Fondazione Gaber e Intesa Sanpaolo a cura di Lorenzo Luporini che offre una panoramica a 360 gradi dell’artista più rivoluzionario del nostro secolo. Certamente uno dei più grandi artisti del nostro tempo, e farebbe bene alle nuove generazioni che per ragioni anagrafiche non l’hanno potuto conoscere, avvicinarsi alla sua sottile ironia.
Ora più che mai avremmo bisogno di Gaber.
(cperer)
Autore: Corona Perer
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