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Io sono Malala

''Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo''

“Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo”. Le parole di Malala Yousafzai premio Nobel per la Pace 2014 e premio Sacharov Strasburgo, lasciarono all'ONU tutti stupiti. Era ancora una bambina. Oggi è una donna. Ha sfidato i talebani per il diritto all'istruzione, sono arrivate sui banchi degli studenti impegnati per gli esami di maturità nel 2015. Una bella scelta.

Malala Yousafzai condivide insieme a Kailash Satyarthi attivista indiano per i diritti dei bambini il premio Nobel per la Pace 2014  ritirato nell'ottobre 2014  ad Oslo.

Nel 2013 era già stata candidata ma aveva ricevuto nell'emiciclo di Strasburgo dal presidente Martin Schulz il premio Sakharov, attribuito dal Parlamento Ue per la libertà di pensiero.

 

 

Malala lotta per una libera istruzione per le ragazze. Ha dichiarato di ''non avere fatto abbastanza per meritarsi il Premio e di ''voler tornare appena possibile a casa, nella Valle dello Swat. Quello che mi interessa piu' di tutto è la causa dell'educazione. Voglio lottare per quei milioni di bambini che non possono andare a scuola, che soffrono a causa del terrorismo, che sono costretti a lavorare, che addirittura non hanno cibo o casa''.

I Talebani avevano commentato: "questo premio non se lo merita", ma raglio d'asino non sale in cielo. Così lei va avanti e ricorda al mondo una tragica verità. "Dateci penne e libri e non fucili. I Talebani hanno paura dell'istruzione".

Nel suo discorso all'Onu Malala, aveva stupito tutti per la fermezza e determinazione, infilando una dopo l'altro, un elenco di perle di rara bellezza che dicono la statura morale che può avere una adolescente già candidata al Nobel per la Pace.  La ragazza pachistana diventata simbolo della lotta ai talebani, all'Onu aveva commosso tutti.

"Ringrazio Dio. Il 9 ottobre 2012 i talebani mi hanno sparato alla tempia sinistra ed hanno sparato anche ad altri ragazzi, pensavano che i proiettili potessero zittirci,  i terroristi pensavano...hanno sbagliato. Nulla è cambiato eccetto una cosa: la paura. Perché al suo posto sono venuti forza e coraggio".

Tra un anno saranno 10 anni da quell'incidente. Di lei sentiremo di nuovo parlare intanto non sapppiamo che ne è stato di questi ultimi 10 anni, che ha fatto con la sua Fondazione. Di certo è rimasto i suo sogno: diventare Premier del suo paese, per cambiarlo e assicurare istruzione a tutti, soprattutto alle donne.  

"Se posso essere utile per il mio paese farò anche il primo ministro" disse in occasione del ritiro del Nobel. "Voglio servire il mio paese e il mio sogno è che la mia nazione diventi un paese sviluppato dove ogni bambino ricevere un'istruzione", ha spiegato. "Se posso servire meglio il mio paese meglio attraverso la politica e diventando primo ministro, lo farò". Ma la strada per lei è ancora lunga e un giorno forse ci sarà anche quello.

Nel suo cuore ora c'è sicuramente  la tristezza e la preoccupazione per quanto accaduto in Afghanistan, una guerra inutile che ha riportato l'orologio indietro di almeno 30 anni e i Talebani, con la loro sovversiva visione del mondo, di nuovo al potere.

"I talebani hanno paura dei libri e delle penne: l'istruzione li spaventa, ma le nostre parole possono cambiare il mondo. Prendiamo in mano le nostre penne. Sono la vostra arma più potente. Un bambino, un insegnante, una penna e un libro possono cambiare il mondo. I talebani hanno paura delle donne specie se istruite. Per questo uccidono: hanno paura".

Malala in un passaggio straordinario del suo discorso all'Onu aveva detto di non odiare i talebani.
"Ho pietà per loro, perché me lo ha insegnato Maometto, Gesù Cristo e Buddha. Cerchiamo la luce quando vediamo il buio, troviamo la voce quando ci mettono a tacere" afferma Malala che dimostra già una grandissima statura morale (che agli estremisti talebani farà gonfiare i polmoni dello stupido integralismo che li guida).

Malala ci ha insegnato però qualcosa in più: che si può imparare da un bambino.
Lo aveva detto anche Cristo del resto: solo chi ha cuore di bambino comprende.

 

 


Autore: Corona Perer

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