Arte, Cultura & Spettacoli

Carla Fracci raccontata da Lucia Baldini

''Los Abrazos'' mostra all'Istituto di Cultura di Città del Messico

“In Inghilterra quando si dice Elisabetta tutti capiscono che si allude alla Regina, in Italia quando si dice Carla tutti capiscono che si allude a Carla Fracci” così scrisse Fernanda Pivano

Protagonista della danza mondiale, uno stile superlativo, una straordinaria costituzione fisica che la rende ancora unica, hanno fatto di Carla Fracci un mito. Una mostra la celebra insieme all'arte della fotografa che per 12 anni l'ha seguita: Lucia Baldini. "Los Abrazos" è un evento internazionale che è stato inaugurato lo scorso 22 agosto all'Istituto di Cultura di Città del Messico.

Luca Baldini ha collaborato con la Fracci  dal 1996 al 2008, un periodo molto interessante della carriera dell’étoile, anni in cui la Fracci ha interpretato ruoli meno convenzionali della cultura del balletto, proponendo figure femminili dominate da forza, fragilità, amore, disperazione.

Negli scatti di Lucia Baldini emerge la donna, l’artista, la ballerina. Lo sguardo della fotografa coglie una donna che ha messo (e continua a mettere la sua vita) a disposizione dell’arte.

L’ampia galleria di ritratti fotografici in bianco e nero è costituita da fotografie analogiche, di formati diversi: fotografie in scena  su palcoscenici italiani e internazionali, contatti, collaborazioni, coreografi e ballerini: Carolyn Carson per la Biennale di Venezia, Micha Van Hook per raccontare i “Giorni Felici” di Beckett, “L’apres midi d’un faune” reinterpretando i costumi e le coreografie di Nijinsky e dei Balletti Russi, ma anche il Nijinsky dei giorni tormentati in manicomio. Un’interpretazione maestosa di Isadora Duncan, l’appassionata Filumena Marturano che Edoardo De Filippo volle per lei. E un Amleto insolito, inventato da Beppe Menegatti, in cui la Fracci è proprio Amleto e tutti gli altri ruoli, maschili e femminili, sono interpretati esclusivamente da danzatori maschi.

"Questo progetto è come un castello di destini e di sguardi incrociati. Vi confluiscono molte storie: di artisti, di spettatori, di teatri. Ma soprattutto è la storia di una ballerina, Carla Fracci, tra le più grandi del Novecento, seguita nelle tappe dell’ultimo decennio da una fotografa artista, Lucia Baldini, che è a sua volta un caso raro. Tutto questo non sarebbe possibile senza una intesa straordinaria tra chi guarda e chi è guardato. È bello scoprire, con Lucia Baldini, come la fotografia, oggi così propensa a pubblicizzare i fasti dell’apparenza più che a rappresentare l’essere, in realtà non abbia perso la capacità di cogliere immagini della vita interiore. Forse all’origine di tutto c’è lo stesso atteggiamento amoroso che ha accompagnato Carla Fracci nella sua lunga carriera" scrive Enrico Gatta.

Lucia Baldini vive a San Giovanni Valdarno, ha lavorato come fotografa di scena per molte compagnie e festival di teatro e danza. Dopo essersi dedicata al tango argentino, con lo spettacolo “Omaggio a Nijinsky”, diretto da Beppe Menegatti, inizia nel 1996 la collaborazione con Carla Fracci. Ha lavorato anche nel cinema, come fotografa di scena per il film “La Giusta Distanza” e “la Passione” di Carlo Mazzacurati. Dopo una parentesi di studio sul nudo maschile ha firmato numerosi libri/reportages fino al 2015 quando ha creato la casa editrice “in Alto edizioni”: un laboratorio di sperimentazione editoriale dove suoi progetti fotografici e concettuali diventano libri d’artista. Conduce da alcuni anni laboratori e seminari sulla fotografia di spettacolo e sull’identità attraverso l’auto rappresentazione. Sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private italiane ed estere.

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