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Il Lago di Venere, bellezza infinita

Gli amanti di Pantelleria vanno...al lago

Il respiro di Pantelleria è...di fuoco. Si scorge nelle favàre (soffioni di vapore che a mezza montagna emergono dal terreno) o nel meraviglioso lago interno, il Lago di Venere, un angolo termale a cielo aperto con acqua color smeraldo e alcune pozze dove l'acqua fuoriesce con temperature comprese tra i 34 e i 56 gradi.

Il lago di Venere, a forma di cuore e dal colore smeraldo, perde ogni anno di più le sue acque, ma resta la meraviglia di un'isola verde immersa nel mediterraneo più blu.

Lo specchio di Venere è di fatto una caldàra vulcanica che ha raccolto le acque meteoriche e si alimenta con alcune sorgenti termali sotterranee. Ai bordi ci sono le pozze, delle acque calde che assicurano un bgno termale free. Lungo le rive ci si spalma il benefico fango (attenzione va pescato in un punto precis dove è più cremoso e nero).

Chiamato “U Vagnu” (il bagno) è alimentato dai “Quadareddri”. E' più alto di 2m sul livello del mare, ha un perimetro di 1800m ed una profondità massima di 12m, le sue acque hanno una temperatura che varia dai 18°C ai 56°C.  Ha un suo tesoro prezioso: i fanghi, noti per le proprietà terapeutiche e cosmetiche. La leggenda racconta che la dea Venere qui si bagnava e ritemprava.

Pantelleria è un'isola che va respirata: nei suoi ritmi, nei suoi sapori, nel suo paesaggio verde e coltivato a capperi e zibibbo. I poderi si alternano agli scogli di roccia lavica originata dal vulcano. Oggi dorme silenzioso, nel cuore di questo pezzo estremo d'Italia, ma è ancora attivo.

Per capire l'isola ed amarla, non c'è di meglio che conoscerla abitando una delle sue case: il tipico dammuso. Ve ne segnaliamo due molto speciali e a gestione  famigliare dove è possibile fare esperienza della tipicità pantesca. Sono i dammusi "Fanciullo" a Zubebi sulla prima collina di Pantelleria, a poco più di 1 chilometro dal centro del paese. Sono adiacenti alla casa padronale e incastonati in un villino dalla tipica architettura pantesca: muri in pietra lavica scura, pianta quadrata, tetto bianco e a cupola per la raccolta dell'acqua, la "ducchena" in pietra nella veranda da dove contemplare il paesaggio, che in questo punto dell'isola ha una "cuddìa", ovvero proprio una delle bocche del vulcano.

Il tutto è immerso in un podere a terrazza recintato dai tipici muretti a secco dell'isola. I proprietari Giovanni e Graziella mettono a disposizione dei turisti spazi per un massimo di 6 posti letto in unità dotate di barbecue e forno esterno. Quelle che altrove sono eccezioni alla regola, qui sono servizi-base: sono ad esempio ammessi gli animali ed è possibile farsi preparare delle ottime cene di carne o pesce (15 euro a testa). Il servizio comprende biancheria ed asciugamani e chi vuole può chiedere una tariffa comprensiva dell'auto, indispensabile per girare sull'isola. E' disponibile anche un scooter (125cc) per raggiungere cale e calette in tutta libertà.

La specialità che qui si respira risiede anzitutto nei ritmi di vita: quelli panteschi impongono al turista di staccare la spina per immergersi nel sole mediterraneo in un angolo di mondo che permette all'occhio di abbracciare in un colpo solo il porto dell'isola, in pieno Mediteraneo, e nelle sere più limpide, la Tunisia da un lato e dall'altro le prime luci della Sicilia e della costa trapanese con Sciacca a fare da avamposto.

Le prenotazione si può fare dai portali Airb&B e Booking.com (da 30 euro a persona al giorno da Giugno a Settembre) digitando ''Pantelleria Dammusi Fanciullo''.

 


Autore: Corona Perer

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