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Bratislava celebra i 100 anni della Slovacchia

Da visitare la città vecchia ricca di musei e il castello che domina la città

Nel 2018 ricorre il centenario della fondazione della Cecoslovacchia. Sì, certo: bisogna subito ricordare anche il 1993 quando consensualmente Repubbliche Ceca e Slovacca si separararono. Questa ricorrenza è dunque un festa per due e nel corso dell’anno saranno numerose le numerose iniziative congiunte per celebrare l’anniversario della liberazione dagli austro-ungarici. In questo 2018 si ricordano anche i 50 anni della Primavera di Praga (1968)

Milan Rastislav Štefánik, è considerato il cofondatore della Repubblica. Un suo busto è esposto in questi giorni alla Campana dei Caduti di Rovereto che in occasione del Centenario della fine della Grande Guerra ha promosso la mostra: "Onore alle vittime. I cimiteri di guerra realizzati dall'architetto Dušan Jurkovič". All'inaugurazione era presente anche l'Ambasciatore della Repubblica Slovacca in Italia Ján Šoth perchè la mostra è stata realizzata con la partecipazione diretta di Ambasciata della Repubblica Slovacca a Roma, Istituto Slovacco a Roma, Museo Storico della Guerra Onlus.

L’Ambasciatore Šoth nel suo intervento ha ricordato come la Repubblica Slovacca abbia in Rovereto un luogo simbolo considerati i 151 caduti legionari cecoslovacchi ricordati ancora oggi all’Ossario di Castel Dante e vista l’importanza del ruolo della Fondazione nella promozione della cultura di pace ringraziando per l’ospitalità il Reggente, le autorità presenti e la vicinanza del Trentino nel ricordo dei caduti legionari cecoslovacchi nel nostro territorio.

“L’Europa di oggi vive un’unità di pace mal nel contempo è testimone della banalizzazione della violenza, è molto importante custodire la memoria del passato per non ripetere gli errori nel presente e tenere viva la memoria per le generazioni a venire per evitare ulteriori conflitti armati”. (Ján Šoth)

Nelle foto di questa pagina vediamo l'alto rappresenante della Slovacchia insieme alle istituzioni cittadine (Vicesindaco sig.ra Azzolini, e vicepresidente sig.ra Dalzocchio) accanto al busto del diplomatico, scienziato e generale delle Forze Armate Štefánik, venerato come un padre della patria. Ecco cosa ne scrive lo studioso e giornalista Sergio Tazzer, che da storico ha dedicato molti saggi a questa parte di mondo:

"Quando si parla di Cecoslovacchia, oltre a Masaryk ed a Beneš, si deve obbligatoriamente parlare di Štefánik. Si diceva allora: Masaryk pensa, Beneś dice, Štefánik fa. Milan Rastislav Štefánik nacque il 21 luglio 1880 a Košariská, allora Kosaras, Alta Ungheria (Felvidék), oggi Slovacchia. Il ricordo delle sollevazioni degli slovacchi del 1848-49, represse nel sangue, era vivo e il sentimento irredentistico si rafforzò nel tempo, con il rifiuto all’assimilazione imposta dalla classe dirigente ungherese. Il padre di Štefánik, il pastore protestante Pavel, era un fiero slovacco che allevò i numerosi figli nel timore di Dio e nella fedeltà all’idea di Nazione slovacca..." clicca qui

Ma cosa si intende oggi con Slovacchia? Si parla di un territorio  di un piccolo tassello d'Europa con 5 milioni di abitanti e un'area di circa 49.000 chilometri quadrati, che confina con Polonia, Ucraina, Ungheria Austria e la sorella Repubblica Ceca. Fa parte dell'Unione europea, della NATO e delle Nazioni Unite.  Di Austria e Ungheria  porta evidenti tracce nella sua architettura. Se Praga è molto nota ed è la capitale Ceca, meno nota è Bratislava che - vicinissima a Vienna - è la capitale della Slovacchia della quale rappresenta il centro economico e culturale. E' una suggestiva città medievale che sorge lungo il Danubio.

Nel centro storico monumenti e palazzi: spicca da ogni punto il Castello di Bratislava, simbolo della città, e tra le piazze caffè storici, pasticcerie e siti culturali.Bratislava offre molti siti storici, musei, teatri e centri culturali. La prima università del Regno d'Ungheria fu l'Accademia Istropolitana, fondata nel 1465 dal re Mattia Corvino. Oggi è un articolato ateneo composto dall'Università Comenio (Komenského Univerzita), che conta circa 30.000 studenti, dal Politecnico che ne ospita altri 20 000. L'Accademia d'Arte Slovacca e la Public University of Economics e la City University of Seattle, sono scuole trendy. L'Accademia slovacca delle scienze è il centro dei nuovi saperi. Di grande prestigio anche il Conservatorio della città, che ha formato musicisti importanti.

Da visitare: la città vecchia. L'architettura è stata influenzata da diversi popoli, ungheresi, cechi, austriaci. Il castello domina la città dall'alto di una collina. E' l'edificio più noto e parte integrante dello skyline della città. È una costruzione massiccia, a pianta rettangolare, con quattro torri angolari sorto su un sito abitato già nel periodo di transizione dall'Età della pietra all'Età del bronzo. E' di fatto una acropoli celtica che ha assistito a secoli e secoli di storia e venne trasformato in fortezza gotica in funzione anti-hussita sotto Sigismondo di Lussemburgo nel 1430, divenendo un castello rinascimentale nel 1562, ricostruito nel 1649 in stile barocco. Sotto la regina Maria Teresa d'Austria, il castello divenne dimora reale. Nel 1811 fu distrutto da un incendio e rimase un cumulo di rovine sino agli anni 1950. Oggi è il simbolo della città e luogo di visita per ogni turista.

Una curiosità: la città prese il nome di Bratislava nel 1919, in seguito ad un concorso pubblico indetto per scegliere un nome, slovacco. Prima si chiamava Prešporok, derivato da Pressburg, nome tedesco della città; nel corso della storia ebbe nomi diversi. Il primo fu Brezalauspurc, "Castello di Braslav" a cui si rifà il toponimo odierno.

 

> Centenario della Cecoslovacchia

 

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