Arte, Cultura & Spettacoli

Itinerari d'arte: il Martes, il Museo d'Arte Sorlini

A Calvagese della Riviera (Bs) entroterra del lago di Garda

C'era anche  Gabriella Belli Direttore Fondazione Musei Civici di Venezia  alla presentazione alla stampa del MarteS che apre i battenti il 31 marzo. La forte personalità di Luciano Sorlini che ha lasciato un immenso  patrimonio di dipinti, pare aleggi tra le stanze del meraviglioso Palazzo che le custodisce. Alla presentanzione ci sono anche le istituzioni locali, lo staff del museo e Giuseppe Stolfi Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province  di Bergamo e Brescia.

A ricordare la sua passione per il 'bello'  e per la sua straordinaria vita, è il figlio Stefano Sorlini Presidente  della Fondazione Sorlini. Il papà aprì uno stabilimento a Calvagese della Riviera (Bs) nel 1960, e in seguito acquista il palazzo oggi sede del Museo.

Traspare il ritratto di un uomo di forte personalità dedito al 'bello'  e se il 'bello ' è legato all'Arte,  la mente corre a rifugiarsi nel mito, agli antenati più famosi nella storia. Le sale sono ricche di  storia, e di miti grazie ai 184 dipinti che le adornano.  Il probabile fiuto per gli affari, la concretezza, una profonda sensibilità e gusto, convalidano in lui una vena artistica al pari dei pittori che tanto ama, tale è l'animo di questo collezionista sopraffino, esempio unico di come ci si può lasciar condurre dal cuore e  dalla saggezza del proprio istinto.

A Venezia, città amata fin dall'infanzia, rilevò un palazzo sul Canal Grande, come pure a Montegalda Vicentina, investimenti che lo spinsero ad addentrarsi nel mondo dell'arte unendo, oltre alla passione personale, l'esigenza di arredo delle dimore acquistate;e il 700 veneziano dà inizio a questo suo viaggio itinerante. Acquista con orgoglio le  prime opere, per godersele nella sua casa (pare le tenesse in camera per osservarle costantemente, per respirarle nei passaggi dei secoli prima di trovare una giusta collocazione a parete). Incontra  anche persone che saranno importanti nella sua crescita, e che lo indirizzeranno nella conoscenza, tra questi Egidio Martini.

Il Luciano collezionista acquista opere, e più ne acquista più aumenta il piacere di portarle a casa e studiarle, custodirle. Da qui il passaggio da arredatore a collezionista che si palesa rapidamente, lui stesso riconosce questa sua immagine e allarga l'obiettivo.

La sua collezione diventa sempre più importante e raffinata. Per la scelta dei pezzi, non ne faceva una scelta di firma, o di risonanza sul mercato, le sue scelte erano dettate principalmente dal sul gusto, dallo stato conservativo dell'opera,e dal feeling che lo attraeva al quadro. Nel 2000 crea la prima fondazione a suo nome,  e le sue opere cominciano ad essere divise tra il palazzo di Calvagese, appositamente acquistato nel 1988 e la casa di Venezia.
La Fondazione muove i primi passi, le prime aperture al pubblico, guidate dalla sua 'gelosia' per le opere: provava sofferenza nell'esporre i suoi oggetti più cari.

Il MarteS,  ad esempio, è stato restaurato da lui stesso sotto la sua diretta supervisione, senza l'impiego di professionisti semplicemente con  una  schiera di imbianchini, artigiani, muratori, molti  dei quali provenivano da Venezia, appositamente chiamati  perchè si fidava del loro gusto. Chi usava le tinte migliori, a suo dire, erano gli artigiani di Venezia. Di fatto era un luogo non completo con alcuni dipinti ma con una superficie importante. Luciano Sorlini non ha mai abitato le sale di rappresentanza di questo palazzo barocco, non era nel suo stile, abitava la parte più semplice .

Il salone, di ricevimento che ospita la presentazione non era propriamente  il suo salotto di casa, ma un luogo in cui, restaurandolo, aveva concepito la collocazione di una collezione e i bresciani non l'hanno mai visto interamente. A novembre scorso, con l'aiuto della sovrintendenza di Brescia e di Venezia sono stati tolte dalle case di Montegalda Vicentina e dal Palazzo sul Canal Grande circa 90 opere databili tra il sei e il settecento. L'aiuto degli operai degli stabilimenti sarebbe piaciuto tanto a Luciano perchè qui lavoravano non solo i restauratori, gli artigiani, ma anche gli operai e i  metalmeccaici dell'officina, con una attenzione  non comune  da parte anche di quella 'Luciano Sorlini Spa'  che l'avrebbe davvero reso ancora più orgoglioso.

Nelle sale non c'è un allestimento cronologico ma tematico. I 184 dipinti sono stati dislocati per temi  pensando all'accoglienza del visitatore senza appesantimenti sulla tecnica e/o sulle scuole veneziane. L'intento è quello di raccontare il 'gusto' di Luciano Sorlini, quindi tutte le sale raccontano come comincia: con la pittura del  seicento veneziano perchè deve arredare la casa di Venezia.

Imprenditore di vecchia scuola che forse non esiste nemmeno più, appartiene a quei personaggi bresciani che lavoravano con un criterio di perfezione innata.  Luciano Sorlini  amava anche  acquistare velivoli storci straordinari, magari acquistati non in buono stato, per  poi  metterli  perfettamente in moto e in  grado di volare.

Anche questa è una poetica che la dice lunga sulla sensibilità  del personaggio. Dopo la sua scomparsa i tre figli Cinzia, Silvia e Stefano e i nipoti Giulia, Angelica e Luigi hanno dovuto chiedersi come agire col patrimonio lasciato, perfettamente consci dell'importanza che racchiudeva. Da qui la volontà di creare il progetto MarteS che nasce dal desiderio, ovviamente, di salvaguardare le opere, ma soprattutto di istituire un luogo aperto al pubblico in grado di conservare, valorizzare e condividere tutte le opere  raccolte nel rispetto di quello che è stata la sua vita sia dal punto di vista imprenditoriale, che da  collezionista.

MarteS è una scelta concreta, anche il nome  non nasce a caso. Racchiude  in sè l'acronimo di Museo d'Arte Sorlini, ma è il logo dell'azienda che lui disegnava già da ragazzo , ancora prima di sapere ciò che  sarebbe diventato, e disegnò questo nome col compasso.

Stefano Lusardi Conservatore del Martes Museo d'Arte Sorlini, afferma la volontà di portare  questo luogo ad un regime di 5000 visitatori paganti l'anno, anche in  considerazione del fatto che appoggiando il bacino del lago di Garda,  è uno tra i più bei musei presenti. "La città di Brescia  si sta muovendo con altri musei importanti, e stanno nascendo nuovi  luoghi  dedicati al collezionismo, si prevede che  nei  prossimi cinque  anni almeno altre due case mueseo apriranno. E' davvero eccezionale'' continua Lusardi ''che Brescia  condivida  con la cittadinanza il frutto di un'opera attentissima di collezionismo da parte di imprenditori che nascono sul territorio negli anni 20.

Nella Collezione,  Sorlini tutta votata al Settecento veneziano  opere di Tiepolo, Ricci, Guardi, Canaletto, Rosalba Carriera e pittori non così noti, ma fondamentali per lo sviluppo delle arti figurative della Serenissima: Pittoni, Diziani, Molinari, Bellucci, Fontebasso. Impreziosiscono questa straordinaria pinacoteca privata, opere di Giovanni Bellini, Bramantino, Savoldo, Padovanino, Celesti, Giuseppe Bernardino Bison, Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto, Palma il Vecchio.


MarteS - MarteS Museo d'Arte Sorlini
piazza Roma,1 Calvagese della Riva (Bs)
info@museomartes.com


tutte le visite sono accompagnate da una guida
orari da mercoledi a domenica
10.00-18.00 dal 15 giugno al 15 settembre
9.00 -15.00 dal 16 settembre al 14 giugno
 


Autore: Laura Perolfi

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