
Fiorirà il deserto
Voci e volti dal Mar Morto al Monte Carmelo
Sandra Manzella mantovana e docente di Lingue straniere è una viaggiatrice appassionata di archeologia biblica, membro attivo di Agorà delle Religioni per la promozione del dialogo interreligioso.
In ''Fiorirà il deserto - Voci e volti dal Mar Morto al Monte Carmelo'' edito da Oligo, raccoglie suoi articoli scritti negli ultimi due anni, in cui emergono differenti volti della società israeliana, diversamente toccati dalla guerra israelopalestinese. Tutto ciò che scrive è ricavato da esperienze sul campo grazie alla sua assidua frequentazione di quelle terre. Il libro quindi più che un saggio, un diario di viaggio spirituale e culturale che cammina anche sui dettagli - apparentemente trascurabili - della vita. Tra i suoi reportage ricordiamo Gerusalemme, viaggio al centro del mondo (Unicopli 2018), L’Oasi delle Rose, il lebbrosario del Cairo (Edizioni Dehoniane 2020) e Gerusalemme ancora (Oligo 2024). Per CN ha pubblicato i racconti Orizzonti in verticale (2023).
Grande importanza tra le pagine, le testimonianze e le interviste viene dedicata allo spartiacque segnato da quel 7 ottobre 2023, in cui l'attacco di Hamas ha segnato pesantemente la vita in Israele e in Cisgiordania ed ha dato il via al genocidio di Gaza.
Stupisce che il libro non dedichi la dovuta attenzione alla domanda delle domande: come potesse Israele non sapere (persino allentare le difese) che hanno permesso ad Hamas di fare ciò che ha fatto. A fare luce su questo aspetto dal 2023 ad oggi ci sono state tante illustri testimonianze, per esempio quella del giornalista Gideon Levy autentica icona del giornalismo israeliano, voce autorevole e attendibile.
Ad ogni buon conto ciò che è seguito da quel 7 ottobre viene definito il ''sanguinoso conflitto di Gaza'' e ci sia consentito far notare che la parola ''conflitto'' presuppone che ci siano due eserciti a fronteggiarsi: sappiamo tutti che nel momento in cui è una popolazione inerme ad essere colpita si deve parlare di altro, non una guerra ma una brutale soppressione di un popolo in quanto tale. Del resto conosciamo tutti come il popolo palestinese sia percepito da ministri della stazza di Ben Gvir, tanto per fare un esempio. La rete abbonda di gesti, parole, provocazioni filmate e messe in rete dallo stesso esponente di governo.
Ciò che è venuto dopo ovvero la devastante guerra con l’Iran e - per arrivare ai giorni nostri - al conflitto in Libano, ha ulteriormente destabilizzato i già precari equilibri internazionali. E il peggio è che non se ne vede la fine.
Ma il merito di Sandra Manzella sta nel dimostrare che esistono, nonostante tutto, operatori di pace che credono nel dialogo culturale, ecumenico e interreligioso, nell’impegno sociale, nella promozione umana: le loro esperienze offrono uno sguardo di riconciliazione e restano segni di speranza dove la quotidianità diventa incontro e perseveranza coraggiosa.
Il libro richiama anche le parole di Pierbattista Pizzaballa Patriarca di Gerusalemme dei Latini. “Sandra Manzella ha il piglio sicuro e l’attenzione minuziosa di chi conosce luoghi e persone, ma soprattutto di chi ama ciò che conosce e vuole renderne partecipi altri” afferma il cardinale.
In prefazione il teologo Brunetto Salvarani appunat che l'autrice cammina sui faticosi sentieri del dialogo ecumenico e interreligioso (a quelle latitudini, a dispetto di quanto ci si potrebbe attendere, così difficili) nelle città che fan parte della narrazione cristiana da Betlemme a Gerusalemme, ma si spinge a Qumran, il monte Carmelo e il lago di Tiberiade.
Il libro si chiude con le ''Donne del Muro'' organizzazione femminista che fin dagli anni '60 chiede di poter pregare con scialli e filatteri, toccare e leggere la Torah, cosa vietata alle donne dal Gran Rabbinato. Questo movimento si reca cioè al Muro del Pianto cercando di abbattere un secondo muro fatto di tradizione e pregiudizi, e spesso vengono persino aggredite. Della tensione è testimone anche l'autrice. Un integralismo che certo non giova al dialogo tra le religioni e che giustamente l'autrice lascia a chiosa di un libro che muove fra le molte ombre e le rare luci di un paese chiamato sin dall'antichità Palestina.
Il problema sta sempre nei radicalismi. Lo stesso accade se si pretende di dare alla Bibbia anche presupposti geopolitici. "Sosterrò tutto ciò che permetterà agli ebrei di avere una terra grande, vasta e forte e un rifugio sicuro per noi, per i nostri figli, che io sostengo. Il più possibile'' sono le parole del leader dell'opposizione israeliana Yair Lapid. Fin qui tutto bene è quando si passa al miraggio della "Grande Israele" che si deraglia e si capisce come chi governa e chi si oppone (a chi governa) siano dentro visioni che portano fuori strada: ''...Il nostro mandato sulla terra di Israele è biblico - ha detto Yair Lapid - e i confini biblici di Israele sono chiari. Credo che il nostro diritto alla terra di Israele sia la Bibbia. Pertanto, i confini sono i confini della Bibbia''.
***
Sandra Manzella
Fiorirà il deserto. Voci e volti dal Mar Morto al Monte Carmelo
Prefazione di Brunetto Salvarani
Pagine 150, 15 euro
OLIGO
Autore: Corona Perer
www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*
AVVISO: Le foto di questa pagina







Commenti (0)
Per lasciare un commento