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Quegli abbracci che fanno male

''Corrado Augias, restituisco la mia Gran Croce''

Ricevuto in pompa magna, con un Macron che in barba ad ogni evidenza di cronaca (la mano autoritaria sull'Egitto non è una "diceria", ma una verità confermata da testimonianze, Ong e organi di stampa certificati) conferisce la Grande Croce della Legion d'Onore della Repubblica francese al dittatore d'Egitto Al-Sisi. Trattasi della onoreficenza più importante del Paese.

Non era consigliabile un po' di understatement, un minimo di misura? Mentre in Italia arrivano le conferme che le sevizie e la morte di Giulio Regeni portano la firma dei servizi segreti, mentre nelle carceri si marcisce e si muore di tortura anche solo per essere omosessuali, mentre Patrick Zaki si vede incarcerato per qualche post su facebook, la Francia con la sua grandeur fa piazza pulita delle responsabilità di un dittatore che vieta accuratamente di fornire risposte precise ad un paese "amico" come l'Italia.

Per inciso giova ricordare che Giulio Regeni fu seviziato per 9 giorni con lame e bastoni. Lo dicono gli atti dell'inchiesta e i 4 uomini dei servizi segreti egiziani responsabili di questa tragedia sono noti e certificati persino da un video che li inchioda.

Le violenze che portarono alla morte il giovane ricercatore furono crudeli come crudele fu abbandonarlo sul ciglio di una strada con tutti i segni delle lesioni che gli erano state inflitte alla testa, lungo la schiena e agli arti. I genitori di Giulio lo denunciano da anni, ma il problema è che questo tipo di tragedie proseguono nell'Egitto governato da Al-Sisi che evita accuratamente di farsi vedere in Italia, ma va in Francia a prendersi una onorificenza.
L'Italia non dovrebbe solo richiamare l'ambasciatore in Egitto, ma anche quello di Parigi e da subito interrompere ogni tipo di rapporto, anche perchè sono "abbietti" quelli in corso: vende armi al regime egiziano.

E quindi l'abbraccio del presidente francese a quello egiziano fa male all'Italia e all'Europa. Che il presidente di uno dei paesi fondatori dell'Unione Europa conferisca  ad Al-Sisi una così alta onorificenza dovrebbe provocare un sussulto: ci sarà?

Intanto un intellettuale pacatissimo come Corrado Augias ha deciso di restituire la sua Gran Croce. "Io come Al Sisi? No" si è detto. Onore al merito a Corrado Augias: lo ha fatto con una lettera:

Signor Ambasciatore,
le restituisco le insegne della Legion d'Onore. Quando mi è stato concesso, il gesto mi ha commosso profondamente. Ha dato una sorta di consacrazione al mio amore per la Francia, per la sua cultura. Ho sempre considerato il vostro Paese come una sorella maggiore dell'Italia e come mia seconda patria, ci vivo da molto tempo, intendo continuare a farlo. Nel giugno 1940 mio padre soffrì fino alle lacrime per l'aggressione dell'Italia fascista contro una Francia già quasi sconfitta.
L'assassinio di Giulio Regeni rappresenta per noi italiani una ferita sanguinolenta, un affronto, e mi sarei aspettato dal presidente Macron un gesto di comprensione se non di fraternità, in nome dell'Europa che - insieme - noi proviamo così duramente a costruire.
Non condivido questo onore con un capo di Stato che si è reso oggettivamente complice di criminali.
Non voglio sembrare troppo ingenuo.
Conosco bene i meccanismi degli affari e della diplomazia, ma so anche che esiste una misura e che, come scrive il poeta latino Horatio: Sunt certi denique fines, quos ultra citraque nequit consistere rectum.
Credo che in questo caso la misura dei giusti sia stata ben superata, addirittura oltraggiata.
Con i miei più profondi rimpianti ".

Corrado Augias

 


Autore: Corona Perer

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