Arte, Cultura & Spettacoli

Gabriella Giuriato ''I fiori di Ground Zero''

Asolo - fino al 17 ottobre alla Galleria Browning

(testo di Claudia Sugliano) - Gabriella Giuriato, l’artista veneziana autrice del  “Mondo di Sfere”, espone alla Galleria Browning di Asolo,  “I fiori di Ground Zero 2001-2021” .
La tematica di questa rassegna si lega all’apocalittico evento delle Torri Gemelle di New York, di cui l’11 settembre 2021 ricorre il 20° anniversario.

Fin dall’inizio la sensibilità della Giuriato, che ha sempre avuto come protagonista dei suoi lavori a collage la Grande Mela, con le audaci prospettive in elevazione, di grattacieli e torri (ispirate dalla silhouette dell’amato campanile di S. Marco, come ne Il crollo e la ricostruzione), è stata toccata dall’insensata tragedia di quel giorno, dalle macerie di Ground Zero, dal dolore di chi è sopravvissuto, perdendo, però, ogni ragione di vita.
Presente in tante sue opere, questa pietas profonda, questa vicinanza spirituale, unita all’indignazione, ritorna nella mostra alla Galleria d’Arte Browning di Asolo, arricchita di una speranza nuova, quella che il titolo poeticamente sottende.

Accanto alle sfere, ci sono quadri e plastici, a dimostrazione che l’artista continua una feconda ricerca di mezzi espressivi diversi, di un linguaggio sempre più consono al suo sentire.

Nelle sue opere gli svettanti grattacieli si rivelano segni distintivi delle città del XXI secolo, emblemi del nostro pianeta, della nostra civiltà. Se a rappresentare nella maniera più drammatica tali avveniristiche architetture sono le Twin Towers, icasticamente fissate nell’apocalittico evento di vent’anni fa, altre audaci silhouette percorrono, rendendolo unico e subito riconoscibile,  l’appassionato lavoro della Giuriato. L‘ultima sfera, realizzata per coronare la mostra di Asolo, esprime  la maturità artistica dell’autrice.

Figure michelangiolesche stringono in un disperato abbraccio la torre destinata alla distruzione, sulla quale incombe la sagoma minacciosa e mortifera dell’aereo, mentre sulla superficie si sviluppano  in modo potente ed espressivo le immagini dei protagonisti di quell’evento fatale, che segnò non solo la storia degli Stati Uniti, ma della nostra epoca inquieta.

L’arte riesce sempre a cogliere, trasfigurandoli con la profondità e la sensibilità che le sono proprie, l’essenza degli eventi e i momenti più strazianti della nostra storia, della storia del nostro universo. L’arte proprio per questo è sempre attuale, come il lavoro di Gabriella Giuriato ci conferma. A meno di un mese dall’anniversario di Ground Zero, si è tornati a parlare dell’Afghanistan, paese le cui vicende sono legate all’attentato dell’11 settembre 2001 con immagini altrettanto tragiche dall’aeroporto di Kabul.

Immergersi nella narrazione iconografica, nella riflessione di Gabriella Giuriato, non cancellerà quelle drammatiche visioni, ma ci farà almeno sperare (e qui torniamo al titolo della mostra) che in un futuro, non si sa quanto lontano, come scrisse Fëdor Dostoevskij, “la bellezza salverà il mondo”.    
                         

“I fiori di Groun Zero”
Galleria Browning
www,galleriabrowning.it
Asolo - fino al 17 ottobre

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