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Cambiamenti climatici, la terra soffre

Amare la Terra, un dovere. Dovrebbe essere interesse di tutti

9 agosto 2021 - Codice rosso: la crisi climatica è inevitabile e irreversibile: occorre tagliare i gas in atmosfera. L'ultimo rapporto "Cambiamenti climatici 2021" parla chiaro. Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres commentandolo afferma che senza profondi tagli immediati delle emissioni, l'obiettivo di un riscaldamento globale non superiore ai 1,5 gradi Celsius si fa più vicino con effetto devastanti.

"L'odierno Rapporto è un codice rosso per l'umanità. I campanelli d'allarme sono assordanti e le prove sono inconfutabili: le emissioni di gas serra dovute alla combustione di combustibili fossili e alla deforestazione stanno soffocando il nostro pianeta e mettendo a rischio immediato miliardi di persone", ha rilevato Guterres.

 

Gli studiosi, fra cui ci sono tre italiani del Cnr, affermano che il climate change riguarda ogni area della Terra e tutto il sistema climatico e avvertono che forti e costanti riduzioni di emissioni di Co2 e di altri gas serra sono ancora possibili e in grado di limitare i disastri provocati dai cambiamenti climatici a cui stiamo assistendo in alcune parti del mondo. Il richiamo è ancora una volta al drastico e immediato taglio dei gas serra per abbassare la febbre del pianeta, in particolare della Co2 che permane nell'atmosfera per centinaia di anni. Durante i lockdown causati dalla pandemia, infatti, nonostante la riduzione globale del 7% dell'anidride carbonica non c'è stato alcun effetto apprezzabile sulla temperatura della Terra.

Il continuo aumento del livello del mare è uno dei fenomeni dei cambiamenti climatici già in atto. Il rapporto parla di un riscaldamento che procede molto velocemente e fornisce nuove stime sulle possibilità di superare il livello di global warming di 1,5 gradi centigradi nei prossimi decenni. A meno che non ci siano riduzioni immediate, rapide e su larga scala delle emissioni di gas serra, limitare il riscaldamento a circa 1,5 o addirittura 2 gradi centigradi sarà un obiettivo fuori da ogni portata. Lo studio mostra che le emissioni di gas serra provenienti dalle attività umane sono responsabili di circa 1,1 gradi di riscaldamento rispetto al periodo 1850-1900. Mediamente nei prossimi 20 anni, la temperatura globale dovrebbe raggiungere o superare 1,5 gradi di riscaldamento.

Durante i lockdown dovuti alla pandemia si è avuta la riduzione in tempi brevissimi delle emissioni di inquinanti atmosferici e gas serra, ma "mentre la riduzione delle emissioni inquinanti ha portato a un seppur temporaneo miglioramento della qualità dell'aria a livello globale, la riduzione del 7% delle emissioni globali di Co2, una riduzione enorme mai sperimentata nei decenni passati, non ha prodotto alcun effetto sulla concentrazione di Co2 in atmosfera e, conseguentemente, nessun apprezzabile effetto sulla temperatura del pianeta". Così gli esperti dell'Ipcc spiegando che "mentre la riduzione delle emissioni dei principali inquinanti, che permangono in atmosfera per alcuni giorni o, al massimo, per alcuni mesi, ha un rapido effetto sulla loro concentrazione con un considerevole beneficio sulla salute umana e sull'ambiente in generale, al contrario, per contrastare il riscaldamento climatico sono necessarie riduzioni della concentrazione di Co2, che permane in atmosfera per centinaia di anni, e degli altri gas serra che siano sostenute nel tempo e di grossa entità fino alla completa decarbonizzazione".

Tutti i più importanti indicatori delle componenti del sistema climatico (atmosfera, oceani, ghiacci) stanno cambiando a una velocità mai osservata negli ultimi secoli e millenni, affermano gli scienziati

 

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Fridays for future lancia l'allarme siccità

#Fridays for future, i venerdì per il futuro, è stata una grande presa di coscienza collettiva che parte dai giovani. Che un'adolescente abbia potuto smuovere il mondo fa pensare. E del resto il mondo è proprio delle nuove generazioni che ereditano un pianeta malato.

La pandemia da Covid19 ha fermato tutto, il movimento e le masse che stava facendo nascere, sono cosa difficile da riproporre ora. Ma il dramma del Pianeta è confermato: soffre la Terra, soffre l'Uomo.

L'estate bollente con temperature massime superiori di 2,2 gradi la media di riferimento e il vistoso calo di precipitazioni ha provocato una crisi idrica di portata storica. Gli incendi dolosi hanno aggiunto danno al danno. La tempesta Vaia che ha devastato soprattutto le foreste del Trentino e del Veneto e ci ha messo di fronte ad una delle conseguenze drammatiche del riscaldamento globale del Pianeta Terra.

"Di fronte alla tropicalizzazione del clima se vogliamo continuare a mantenere l’agricoltura di qualità, dobbiamo organizzarci per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi con interventi strutturali che non possono essere più rimandati. Occorrono interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali, creando bacini aziendali e utilizzando le ex cave e le casse di espansione dei fiumi per raccogliere acqua" affermano da tempo in Coldiretti.

Caldo e siccità sono un mix esplosivo. I fenomeni estremi solo il colpo di grazia. Una situazione che rende prioritarie nuove politiche. E nuova consapevolezza. Grazie Greta.

 

 

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