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Gioco online oltre il fisico: i numeri del Trentino

Il gioco a distanza ha sorpassato quello fisico anche in Trentino: dai dati provinciali alla soglia d'ingresso che si abbassa.

Il gioco online ha superato quello fisico. In Trentino i numeri lo confermano. Per la prima volta il gioco a distanza pesa più di quello praticato al bancone. I dati dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli relativi al 2024 fotografano un sorpasso netto: il canale online ha raccolto 92,1 miliardi di euro, contro i 65,3 del gioco fisico. È uno spostamento strutturale, che va avanti da anni e tocca da vicino anche il Trentino. 

 

I numeri del sorpasso

In termini di quote, l'online rappresenta ormai circa il 58 per cento della raccolta complessiva, il fisico poco più del 41. La distanza si è aperta con costanza: nell'arco di cinque anni il gioco a distanza è cresciuto di oltre il 150 per cento, mentre sale e punti vendita non hanno più recuperato i livelli precedenti alla pandemia.

Cambia il luogo e cambia il modo. Si gioca dallo smartphone, in sessioni brevi e ripetute nel corso della giornata, spesso senza la percezione della spesa che dà invece il contante messo sul piatto. In valori assoluti la spesa reale dei giocatori, cioè la differenza tra le somme puntate e le vincite restituite, ha superato nel 2024 i 21 miliardi di euro. 

 

Il caso trentino

Il fenomeno si legge bene su scala locale. Secondo i dati della Provincia autonoma di Trento, in un anno sul territorio sono stati spesi oltre 406 milioni di euro, in larga parte tra scommesse e poker. Il dettaglio più significativo riguarda l'età: gli over 40 restano legati al gioco fisico, alle slot e ai gratta e vinci, mentre i più giovani, nella fascia tra i 18 e i 25 anni, preferiscono ormai il canale online.

È lo stesso quadro che emerge dalle rilevazioni sulle dipendenze, dove il gioco d'azzardo patologico viene descritto come un problema spesso taciuto, proprio perché si consuma in privato, davanti a uno schermo.



L
a soglia che si abbassa

Una parte della spiegazione sta nell'economia del fenomeno. Il digitale ha ridotto la barriera d'ingresso fino quasi ad azzerarla: sulle piattaforme con licenza ADM alcune slot accettano puntate da un centesimo, e la ricarica minima si è ridotta di conseguenza.

Non a caso, per cominciare oggi è possibile partire da un deposito pari a cinque euro su alcuni siti di casinò, una cifra che pochi anni fa non sarebbe bastata nemmeno ad aprire un conto. Con quel budget, e alla posta minima, si arriva anche a cinquecento giocate: un numero che spiega perché la soglia bassa non equivale affatto a una sessione breve.

 

Sapere come funziona

Proprio perché l'accesso è facile, conta capire i meccanismi prima delle emozioni. Sui siti autorizzati i fondi dei giocatori sono tenuti separati da quelli della società, e i giochi girano su generatori di numeri casuali certificati da laboratori indipendenti, che ne verificano l'equità.

Un particolare pratico sfugge spesso: la soglia minima del casinò e quella del metodo di pagamento non coincidono, e la stessa piattaforma che pubblicizza versamenti da cinque euro può richiederne di più con alcune carte o portafogli elettronici. La normativa antiriciclaggio, inoltre, impone dove tecnicamente possibile di incassare le vincite sullo stesso strumento usato per il versamento. Informarsi su questi dettagli, più che sulle promozioni, resta il modo migliore per restare padroni del proprio budget.

 

 

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