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Orrido di Ponte Alto: la maestosa potenza dell'acqua

La forra è stata restaurata dal Servizio Bacini Montani

Oggi è tornato ad essere un prodotto turistico di grande richiamo. La cascata dell'Orrido di Ponte Alto è stata una delle prime attrazioni turistiche della città di Trento anche in passato decine di cartoline di inizio secolo raccontavano il fascino romantico dell'orrido e la forte attrazione che esercitava sui primi turisti che scoprivano il Trentino.

Il mondo dei social ha fatto subito tam tam sul restauro della Forra portato avanti dai Bacini Montani che hanno restituito l'orrido in tutta sicurezza. Questa imponente cascata determinata dal Torrente Fersina è in realtà un fenomeno antico. E' il  1537 quando la serra viene realizzata interamente in legno ad opera di un ingegnere veronese, Francesco Recanati. Ma lo sbarramento collassa nel 1542 e nel 1550 viene ricostruitoìa completamente su ordine del principe vescovo Carlo Madruzzo utilizzando questa volta pietra e cemento. Ma anche questo non basta e nel 1582 avviene un secondo collasso. All'inizio del 1600  l'opera viene rifatta: la potenza delle acque del Torrente Fersina, uno dei principali affluenti della sponda sinistra del fiume Adige, è maestosa.

Un tempo il torrente Fersina dopo aver percorso la Val dei Mocheni si dirigeva verso sud-est lungo la Valsugana e confluita nel Lago di Caldonazzo, ma circa 7000 anni fa i detriti depositati dai ghiacciai in ritiro dopo la fine dell'ultima glaciazione si accumularono proprio nella piana di Pergine creando una diga che costrinse il Fersina a optare verso ovest, cioè a dirigersi verso Trento.

Il torrente ha dovuto farsi strada erodendo strati di rocce calcaree depositate nel corso di ben 140 milioni di anni fino a creare una forra profonda un centinaio di metri conosciuta come Orrido di Ponte Alto. La "serra" di Ponte Alto doveva quindi proteggere Trento da pericolosi fenomeni di trasporto solido ma la furia delle acque l'hanno sempre messa alla prova e l'uomo con pervicacia ha insistito a ripararla. L'aspetto attuale è legato all'ultima ricostruzione eseguita nel 1850 dopo la violenta alluvione che quell'anno si era abbattuta sul Trentino.

Recentemente il Servizio Bacini Montani della Pat ha operato un cospicuo lavoro di restauro. Nel 2015 è stato progettato un intervento di manutenzione straordinaria degli accessi che si trovano in parte su proprietà pubblica in parte su proprietà privata.  È stato così possibile fare il loro completo rifacimento e due nuovi poggioli di affaccio alle due cascate nonchè un percorso di collegamento costituito da un camminamento a sbalzo coperto da una struttura paramassi in acciaio.

Il lavoro ha riguardato anche disgaggi e consolidamenti delle pareti rocciose. Ecco che La Forra è tornata accessibile sia per gli addetti ai lavori che devono controllarne e la funzionalità sia per la sua naturale vocazione turistica. Di recente è stata perfezionata anche la procedura per l'affidamento del sito al comune di Trento al fine di consentire l'avvio di una fase di attività attraverso il coinvolgimento diretto dell'ecomuseo Argentario.

L'orrido è raggiungibile con gli autobus extraurbani da Trento da Pergine.


Autore: Corona Perer

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