Scienza, Ambiente & Salute

Smaltimento rifiuti elettronici, prossima emergenza

Una mostra del fotografo Stefano Stranges pone la questione

Negli ultimi dieci anni, la produzione e lo smaltimento di smartphone hanno avuto un impatto significativo sul nostro pianeta, secondo un rapporto diffuso oggi da Greenpeace Usa, all’inaugurazione del “World mobile congress” di Barcellona.

Se tutti gli smartphone prodotti nell’ultimo decennio fossero ancora in uso, ce ne sarebbero abbastanza per ogni persona sul pianeta. I consumatori sono spinti a cambiare telefonino così spesso che la media di utilizzo è di soli due anni: l’impatto sul pianeta è devastante

Quando si considerano tutti i materiali e l’energia richiesta per realizzare questi dispostivi, la loro durata e il basso tasso di riciclo, diventa chiaro che non possiamo continuare su questa strada. Abbiamo bisogno di dispositivi che durino più a lungo e, in sostanza, abbiamo bisogno di aziende che adottino un nuovo modello di produzione circolare.

Greenpeace chiede all’intero settore IT di adottare un modello di produzione circolare, in modo da affrontare alla radice molte di queste sfide ambientali. Un caso esemplare è quello di Samsung, che dovrebbe impegnarsi pubblicamente al riciclo del Galaxy Note 7s, riducendo al minimo l’impatto sulle persone e sull’ambiente. Invece non è ancora chiaro cosa intenda fare con i 4,3 milioni di telefonini che ha ritirato dal commercio.

Conosciamo veramente il costo umano e ambientale del materiale tecnologico che ci circonda? Parte da questa domanda il lavoro fotografico di Stefano Stranges che racconta la vita dei scavengers ghanesi, divenuto una  ospitata dalla Biblioteca di Rovereto fino a domenica 11 giugno.

Agbogbloshie, meglio nota come  ‘Sodoma e Gomorra’ è la discarica nera: 100.000 tonnellate all’anno, compresi mobili, frigoriferi, televisori, computer. Qui vengono bruciati, aperti, selezionati, riciclati e ri-venduti, per poi entrare nuovamente nel ciclo di produzione e vendita. 80.000 è la popolazione stimata della zona, abitanti provenienti principalmente dal nord e dalle zone più depresse del Ghana.

La mostra è stata promossa dal Coordinamento delle Associazioni della Vallagarina per l’Africa. “The victims of our wealth – Life in Sodom and Gomorrah – Accra, Ghana 2017” (Le vittime del nostro benessere – Vita a Sodoma e Gomorra) presenta l’altra faccia del nostro benessere: ciò che accade giornalmente nel Ghana dove l’impatto dei rifiuti elettronici (vecchi cellulari e strumenti tecnologici vari “superati”) procura non solo danni elevati all’ambiente ma mette anche in luce la miseria di chi, per lo più ragazzini, “lavora” scavando con le mani nude nelle enormi discariche nel tentativo di procurandosi materiali preziosi per la vendita. Lo scopo è quello di sensibilizzare sull’uso, la riparazione, il riuso, il riciclo, la rivendita di cellulari e delle varie apparecchiature elettroniche che vengono poi smaltite in Africa.

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Autore: Angela Pagani

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