Scienza, Ambiente & Salute

Terza età, come invecchiare bene

Piccoli supporti da indossare aiuteranno le persone anziane

Piccoli supporti da indossare, come bracciali, orologi o fasce aiuteranno le persone anziane, malate o a ridotta mobilità a svolgere le proprie attività quotidiane in tutta sicurezza. Ma anche lavoratori in età matura impegnati in lavori di tipo intellettuale che, attraverso l’intelligenza artificiale, potranno contare su un supporto da remoto per affrontare varie difficoltà in ambito professionale (ad esempio legate alla rapida digitalizzazione o allo stress).

Per mettere a punto supporti tecnologici per sostenere l’invecchiamento attivo della popolazione sono arrivati quasi quattro milioni di finanziamento. È il budget complessivo di “Coadapt”, il progetto internazionale finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del programma Horizon 2020, in cui è coinvolta anche l’Università di Trento.

Una buona parte del finanziamento (circa 700mila euro) saranno destinati al gruppo di ricerca del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione (DISI) per lo sviluppo di sistemi automatizzati di controllo e gestione personale.

Il progetto è ambizioso: obiettivo è la progettazione, l’addestramento e la valutazione di sistemi di intelligenza artificiale per supportare medici, pazienti e persone che svolgono mansioni di assistenza nella gestione del cambiamento, applicato alla salute personale.

«Questo sistema integrato permetterà al medico di mettere a punto terapie personalizzate o elaborare raccomandazioni sulla base dei dati specifici raccolti su vari fronti» spiega il professor Giuseppe Riccardi, coordinatore del gruppo di ricerca del DISI.

«I dispositivi (personal healthcare agents) saranno in grado di decodificare l’ambiente circostante, interpretare il comportamento sociale della persona e, allo stesso tempo, rilevare i dati di funzionamento dei principali organi nel corpo dell’individuo. Ad esempio, sanno ascoltare una voce, leggere un testo, interpretare uno stato d’animo, un significato, un’emozione di base ma anche uno stato emotivo complesso. I dati vengono raccolti tramite collegamento wifi e bluetooth con i vari dispositivi, muniti di sensori di prossimità e di illuminazione e per rilevare le pulsazioni, gps per la posizione, microfono, touch screen, foto e videocamera. Sensori che abbiamo definito “fisiologici” perché ci aiutano a descrivere a tutto tondo il soggetto e la situazione. Tutti questi dati, raccolti in tempo reale, saranno interpretati, rielaborati e messi a disposizione dell’operatore (caregiver) che si prende cura della persona anziana».

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