Scienza, Ambiente & Salute

500 sindaci contro il 5G

La IoT, Internet of Things preoccupa

Come noto la questione di agevolare la diffusione della rete figura nell'elenco di priorità che la task force guidata da Vittorio Colao, ha messo in mano al governo Conte per la ripartenza del paese dopo la pandemia. La nuova tecnologia 5G, il famoso e super veloce “Internet delle cose”, traduzione di IoT, Internet of Things preoccupa.

Sono già 500 i sindaci contro il 5G. E sono venti i comuni italiani che hanno emanato un'ordinanza che vieta l'installazione di antenne e la sperimentazioni delle nuove reti.  Alla base di queste richieste un principio preventivo: la tutela della salute dei cittadini. E' proprio il Sindaco ad incarnare a livello istituzionale la prima autorità costituita. Le venti ordinanze arrivano da piccoli centri e amministrazioni bipartisan. 

Tra questi comuni vi sono Abbadia San Salvatore (Siena) Zugliano (Vicenza), San Lazzaro di Savina, in provincia di Bologna. Cogne è uno dei 120 piccoli centri scelti per sperimentare la tecnologia 5G. Il comune Valdostano ha chiesto la cancellazione dal progetto e il sindaco ha promesso un'ordinanza di sospensione (non ancora emanata). Prasco e Ricaldone (Alessandria), Caresana e Lozzolo (Vercelli), Camponogara (Venezia), Caneva (Pordenone), Dozza (Bologna), Longare (Vicenza), Marsaglia (Cuneo) e Perloz (Aosta) hanno detto no. In provincia di Padova: Albignasego, Baone, Torreglia, Tribano e Montegrotto Terme. Ordinanze di sospensione anche a Scanzano Jonico (Matera), Montecorvino Pugliano (Salerno), Castiglione Cosentino e Delia (Caltanissetta).

Le ordinanze si ancorano al principio di precauzionale dell'Unione Europea e vietano le sperimentazioni o l'installazione di infrastrutture, nella maggior parte dei casi “in attesa della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dall’International Agency for Research on Cancer”.
Ci sono stati 165 atti nella pubblica amministrazione (tra  interrogazioni parlamentari, regionali, provinciali e comunali) che hanno chiesto di bloccare la tecnologia o approfondire i suoi effetti. Ed esiste anche una “Alleanza italiana stop 5G”  che ha per obiettivo una “moratoria nazionale subito in difesa della salute pubblica”.

Si mira a costituire una rete tra i Comuni, anche perché un 5G a macchia di leopardo tra Comuni dissidenti e comun consenzienti non avrebbe senso. Dunque un principio di precauzione visto che le antenne del 5G saranno più piccole e saranno tante in assenza di studi e ricerche che possano certificarne la loro assoluta sicurezza.

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