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Alex Leon, pittore sopravvissuto all'orrore

La Shoah dei Romeni al Museo Ţarii Crişurilor di Oradea

Il Museo Ţarii Crişurilor di Oradea in Romania conserva le opere di una tragica pagina di storia: la Shoah. Sono opere particolari realizzate da artisti che hanno intuito, nella calma che li circondava, il male invisibile, la cancrena sempre più estesa – anche se ben nascosta per un po’ – della società e della normalità. E che condurrà allo sterminio di massa.

Sei gli artisti rumeni che morirono durante l’Olocausto: Ernő Tibor, David Jándi, Jószef Klein, Ernest Grűnbaum, Barát Móric e Leon Alex. Molti di loro nacquero oppure studiarono arte ad Oradea, Furono inghiottiti senza aver avuto alcuna colpa, molti di loro nella piena creazione artistica, a causa di un odio che in quei tempi ossessionava l’Europa. Il Direttore del Museo di Oradea prof. Aurel Chiriac, cura e raccoglie opere dei pittori ebrei "scampati" o morti a seguito dell'Olocausto.

"Le opere parlano di orrore all’interno della normalità" spiega Chiriac "sono le grandi vertigini della storia, le tenebre nei destini individuali e collettivi, quando le degenerazioni ideologiche, sociali o religiose hanno avuto il potere di mettere nella categoria di chi non deve esistere gli ebrei" afferma.

Fra loro anche Alex Leon, le cui opere graffiano il cuore. Sono grafiche di forte impatto emotivo. Cani fanno intuire il latrare nella notte dell'uomo Lupo; topi fanno immaginare fame, annientamento umano e psicologico, dolore e paura. Incubi riportano all’assurdità di quell’umiliazione.Lui in campo di sterminio morì. Da quelle nebbie non fece mai ritorno.

Coloro che sopravvissero all’Olocausto continuarono a lavorare così come avevano fatto prima degli anni di terrore. E molti di loro (Victor Brauner, Iosif Iser) conservarono lo stile, il tema, la visione artistica precedente. Infatti, questo sarebbe stato l’unico modo possibile per recuperare e ridefinire la normalità nel campo sociale, artistico e umano.

"Alcuni artisti avevano intuito già prima dell’Olocausto il terremoto ideologico e morale che avrebbe portato agli stermini di massa. Perciò dobbiamo essere molto attenti ai lavori degli artisti contemporanei: essi potrebbero prevedere cose che pure i nostri incubi odierni rifiutano" sottolinea il Direttore del Museo di Oradea . A Chiriac però sta a cuore che questa lezioni risuoni forte e chiara in questi anni di paura. Sono orrori che secondo lui potrebbero ritornare.

"Sopravvivere agli inferni della storia fu possibile grazie all’arte che non è solo un modo per esprimere se stessi, ma è anche una variante di sopravvivenza.”

Le opere nel gennaio 2015 arrivarono in Italia grazie a Fondazione Caritro per la  mostra a Palazzo Calepini  "Tra normalità e orrore: Artisti plastici ebrei di Oradea e il dramma dell’Olocausto” che ha proposto lo straordinario stress di questi artisti: dalla normalità interbellica all’orrore e poi al ritorno alla vita normale attraverso l’arte, dopo che le cose sembrarono stabilizzarsi.
L'arte ebbe la capacità di ripartire dopo una terribile malattia della storia, come la Shoah.
Un miracolo.
 


Autore: Corona Perer

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