
Siamo sicuri che il nazismo sia morto?
La Germania riprende a mandare armi a Israele
25 novembre 2025 - Il 27 gennaio 1945 - 80 anni fa - le truppe russe della 60ª Armata Russa arrivarono per prima ad Auschwitz (la città polacca di Oświęcim), scoprendo il campo di concentramento nazista e liberandone i superstiti, gli ultimi ebrei. Benigni nel suo acclamato film ''La vita è bella'' compie un errore storico quando fa arrivare i carri armati americani. Furono i russi a liberare Auschwitz. Questa è la prima memoria necessaria.
La seconda è però più amara: in tempi recenti abbiamo visto come un popolo vittima di olocausto sia diventato autore di un vero e proprio genocidio. Quanto accaduto nella Striscia di Gaza, distrutta da Israele in questi due dolorosissimi anni è la dimostrazione plastica che l'uomo non impara dalla storia. E certo non può più bastare la motivazione dell'orribile massacro di Hamas e del 7 ottobre 2023. E dopo la cosiddetta ''pace di Sharm'' le cose non sono affatto cambiate. I coloni isrealiani cresciuti a pane e odio continuano a devastare e colpire i palestinesi.
E siccome non c'è limite al peggio c'è una nuova notizia: ieri 24 novembre 2025 il governo della Germania ha deciso di annullare la sospensione delle autorizzazioni all’esportazione di armi verso Israele, precisando che valuterà “caso per caso” il loro trasferimento per l’uso nella Striscia di Gaza occupata.
''Si tratta di un provvedimento irresponsabile e illegale che trasmette a Israele un messaggio preciso, ossia che può continuare a commettere crimini di diritto internazionale (genocidio, crimini di guerra e apartheid), senza temere conseguenze, contro la popolazione del Territorio palestinese occupato: Striscia di Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme Est'' ha denunciato Amnesty International.
La Germania è seconda solo agli Usa per forniture di armi a Israele. Dal 7 ottobre 2023 al 12 maggio 2025, secondo dati governativi, ha emesso licenze per l’esportazione di armi a Israele (come munizioni anticarro e componenti per i motori dei carri armati Merkava), usate nella Striscia di Gaza, per un valore di oltre 485 milioni di euro.
''Essendo uno tra i principali stati fornitori di armi a Israele, il provvedimento sospensivo della Germania era stato una delle poche significative forme di pressione applicate dalla comunità internazionale durante il genocidio israeliano contro la popolazione palestinese della Striscia di Gaza. Non era assolutamente il momento di annullare questa decisione, considerato soprattutto che è stata presa citando il “cessate il fuoco” e la “stabilizzazione” nella Striscia di Gaza, la cui popolazione resta tuttavia in gran parte sfollata e senza rifugi adeguati e mentre Israele continua a lanciare attacchi e a limitare gli aiuti umanitari e le forniture e i servizi essenziali'' aggiunge Amensty che ricorda come tutti gli stati, Germania inclusa, devono dare seguito ai loro obblighi di assicurare il rispetto del diritto internazionale umanitario, prevenendo e punendo il crimine di genocidio, non contribuendovi e agendo per porvi fine.
E ciò significa che devono vietare il trasferimento di armi verso stati che potrebbero usarle per commettere o facilitare crimini di guerra, genocidi e crimini contro l'umanità.
L'odio si coltiva con l'odio, i palestinesi sono indubbiamente vittime di un massacro che avviene sotto gli occhi del mondo.
E che grida vendetta a Dio anche negli occhi dei veri sopravvissuti all'olocausto come Stephen Kapos (da ascoltare!)
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Giornata della Memoria? Usiamo il plurale!
Già nella “Banalità del male” di Hannah Arendt emerge la straordinaria (e sconvolgente) normalità che portò all’orrore della Shoah.
Pertanto dopo quanto accaduto si dovrebbe celebrare la GIORNATA DELLE MEMORIE, momento di riflessione trasversale e universale che ricordi tutti i genocidi e i massacri con cui l'uomo ha sporcato il concetto di umanità e la sua stessa storia. A partire dal primo vero e proprio genocidio del tempo moderno, quello contro gli Armeni di inizio '900.
Abbiamo quindi già enumerato tre genocidi: Armeni, Ebrei, Palestinesi.
Ma fu genocidio anche nel 1994, quando circa 1.000.000 di persone furono brutalmente trucidate in Rwanda. E come non ricordare quelli altrettanto recenti perpetrati a Srebreniza durante la terribile guerra dei Balcani? E come non ricordare la repressione sui Rohingya e le stragi etniche in Africa?.
''Alcuni superstiti ci raccontarono che nella stessa chiesa del villaggio in cui soggiornavo, in una sola notte furono rinchiuse e uccise 3000 persone, adulti e bambini, a colpi di machete'' ricorda Stefano Manera che nel 2010 si trovava in Rwanda per partecipare a una missione umanitaria. "Parlai con i sopravissuti. Mi dissero che rivoli di sangue scorrevano dalla grande porta della chiesa".
E allora, facciamo uno sforzo di memoria. A questo mondo non sono morti solo gli ebrei. C'è stato il genocidio dei nativi americani (stimati più di 100.000.000 di morti), il citato genocidio del Rwanda (1.000.000 di morti), i massacri delle Foibe (stimati 2.500 morti e 7.500 scomparsi), l'eccidio del popolo armeno (1.000.000 - 1.500.000 morti), il genocidio cambogiano per mano dei Khmer Rossi (2.000.000 di morti), l'indimenticato massacro di Srebrenica (stimati 10.000 morti), i massacri del Darfur e del Biafra (2.500.000 morti), il massacro di Timor Est, i desaparecidos argentini, la persecuzione in Tibet e degli Uiguri.
Il genocidio silenzioso e sistematico del popolo palestinese prosegue in realtà da molto tempo. La guerra a Gaza è stata bollata anche dalla Corte Internazionale dell'Aja come un genocidio.
E ad alzare la voce contro Israele è stato un paese che ben conosce l'apartheid: il Sudafrica.
27 gennaio 2025
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Olocausto o Shoah? Nè l'uno, nè l'altro. Fu Genocidio
di Corona Perer
E' necessario usare bene le parole. Olocausto, termine usato per molti anni per indicare la tragedia dell'antisemitismo, è in realtà termine aborrito dagli ebrei, che alla parola olocausto associano il “sacrificio” (la Bibbia ci narra di molti olocausti rivolti ad Adonai sin dall’epoca dei patriarchi). E perciò applicare il termine allo sterminio nazista è improprio: forse che gli Ebrei furono o si offrirono come sacrificio? Certo che no.
Ma anche il termine Shoah non è del tutto appropriato: significa “distruzione” ma la radice semanticamente non contiene il concetto di distruzione per mano dell’uomo. Anche lo tsunami è shoah per un ebreo che sa bene la differenza con la persecuzione patita in Europa quando lo sterminio venne per mano dell’uomo. Per questo Israele è così legato a Dio. Perché non fu Dio a voler questo, ma l’uomo.
Il termine più corretto fu dunque ''genocidio'', coniato nel 1944 dal giurista Raphael Lemkin nato in una famiglia di ebrei polacchi che si interessò al genocidio armeno e propose alla Società delle Nazioni di bandire ciò che chiamò "barbarie" (lo sterminio di un'etnia) e "vandalismo" (la distruzione della cultura di un'etnia). Coniò il termine genocidio, che deriva dal greco genos (famiglia, tribù o razza) unito al suffisso latino ''cidio'' (uccisione). La prima pubblicazione in cui apparve il neologismo fu ''Axis Rule in Occupied Europe: Laws of Occupation - Analysis of Government - Proposals for Redress'', uscita nel 1944.
Da allora il termine genocidio indica la metodica distruzione di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso.
La teologia ebraica ha lavorato non poco in questi anni per tentare una risposta e permettere di parlare ancora di Dio, nonostante Aushwitz, crimine che resta ascritto totalmente alla perversione umana.
I 6 milioni di ebrei sterminati nei campi di Aushwitz, Treblinka, Mathausen, Bergen Belsen, Buchenwald per citare solo i maggiori, sono storia, la peggiore pagina di storia dell'umanità. Ma non meno scandaloso è il genocidio che viene portato avanti da Israele sul Popolo Palestinese. Doppiamneto scandaloso perchè perpetrato da un popolo che ha vissuto sulla ropria pelle la persecuzione. Davvero inspiegabile.
Per chi si avventura tra le pagine di Hanna Arendt, Anna Frank, Primo Levi, Elie Wiesel soltanto per citare gli autori più noti, c’è la possibilità di capire come l’ebreo visse la tragedia dell’annientamento ma dietro ai capi e ai gerarchi ci fu un popolo che in Germania obbedì a leggi ingiuste. Un gregge cieco che aveva spento il cuore.
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