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24 aprile, il giorno del Metz Yeghern

Tragedie della Storia: il genocidio degli Armeni

Il Grande Male è per gli Armeni un ricordo indelebile. Il giorno dello Metz Yeghern (24 aprile di ogni anno) ricorda una tragedia che ancora attende di avere un posto di rilievo nella storia: si tratta dell'Eccidio degli Armeni scattato 103 anni fa, nel maggio del 1915 per mano dei Turchi del Sultano Abdul Hamid II, terzo ed ultimo sultano dell'impero ottomano il quale - dopo aver soppresso nel sangue a fine '800 le richieste autonomiste delle comunità armene (morirono almeno 200.000 armeni tra 1894 e 1896) -  diede corso ad una vera e propria pulizia etnica con deportazioni di uomini donne e bambini trucidati per strada da bande curde, avanzi di galera sguinzagliati proprio per compiere lo sporco lavoro dal despota.

Fu una strage: pochissimi armeni rimasero in vita del milione e mezzo che aveva vissuto fino ad allora in Asia Minore.

Quattro anni fa Papa Francesco si attirò le ire della Turchia ma il  Pontefice aveva detto solo una grande verità. Quella verità che il governo turco tace da sempre. E' stato come se il Papa leggesse un libro di storia perché quella "è" la storia del popolo armeno:  perseguitato e annientato all'inizio del '900 dalla Turchia.

A più di un secolo da quel tragico eccidio che portò alla formulazione del concetto di "genocidio" applicato poi anche agli Ebrei, 3 decenni dopo, è uscito un libretto "Pro Armenia - Voci Ebraiche sul genocidio armeno" (ed. Giuntina) che raccoglie testimonianze di quel periodo da parte di ambasciatori e diplomatici che furono testimoni diretti di fatti. Il volumetto, con prefazione di Antonia Arslan merita di essere letto perché la rituale retorica sulla Shoah Ebraica non escluda le altre Shoah rimaste orfane di memoria e di pagine nei libri di storia. Ed accanto agli ebrei vada pure ricordata la tragedia armena che precedette quell'orrore, nonché la sistematica eliminazione dei disabili e  degli omosessuali che il regime nazista portò avanti in nome della purezza della razza.

Nonostante ciò un duro attacco da Ankara è stato mosso a Papa Francesco, dopo le parole  a San Pietro sul genocidio armeno: il ministro per gli affari europei Volkan Bozkir ha detto che il pontefice ha parlato cosi perché viene dall'Argentina, un paese "che ha accolto i nazisti" e nel quale "la diaspora armena è dominante nel mondo della stampa e degli affari".

E il Papa ha tirato dritto: la sua è la scelta della verità non delle parole che piacciono alla diplomazia.

A ricordare questa tragedia c'è il Museo del genocidio degli Armeni, inaugurato nel 1995, in occasione dell’80° anniversario del genocidio del popolo armeno, avvenuto nel 1915. Sorge sull’altura di Tsitsernakaberd, dove è stato collocato un monumento commemorativo e dove sono rari i turchi a recarsi in pellegrinaggio: per paura di ritorsioni o perché vittime della "disinformazia" di regime: per la Turchia semplicemente non c'è mai stato.

 


Autore: Corona Perer

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