foto O.Galletti
foto O.Galletti
Viaggi & Reportages

Spiritualità minimalista

Capolavori di Arte Sacra - La Chiesa di St. Moritz di Augusta

(Corona Perer - giugno 2024) -  Ad Augsburg, tra tanti capolavori di arte rinascimentale, tra tante chiese barocche simbolo della ricchezza della città e della sua ''augusta'' storia, merita una visita la modernissima Chiesa di St. Moritz, un autentico capolavoro di Arte Sacra.

La scelta che è stata fatta ha voluto privilegiare l'essenziale, spingendo la spiritualità su un piano minimalista che esalta l'essenza della Fede. Un capolavoro di eleganza che, valorizzando antichi reperti e arredi sacri, parla al cuore e ...rinfresca l'anima.

La chiesa infatti esalta il concetto teologico della Salvezza portata da Cristo (''Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me'' 'Giovanni 14:6). Lo si percepisce immediatamente, entrando nella navata centrale: lo sguardo va dritto all'Abside dove - nel tutto bianco emblema della Luce della Resurrezione -  ti viene incontro il ''Christus Salvator'' capolavoro di Georg Petels noto come il 'Michelangelo tedesco'.


La chiesa a pochi passi dalla centralissima Maximilianstrasse si trovava in stato di grave degrado strutturale quando è miracolosamente entrata nei progetti di ristrutturazione cittadina. Il fattore scatenante per la riprogettazione fu proprio le sue precarie condizioni: crepe nella muratura, fuliggine sui muri, rischio crolli. Con l'occasione si pensò ad una progettazione ''nuova'', che aprisse la strada ad uno spazio sacro innovativo nel centro storico di una città rinascimentale. Con coraggio si è pensato che anche un designer avrebbe potuto metterci mano. 

E il risultato è senz'altro un capolavoro firmato dal designer londinese John Pawson che ha vissuto la Moritzkirche come una autentica sfida da realizzare con un lavoro di lighting-design (affidato allo studio Mindseye di Londra). Al termine dei quattro anni di lavoro (dal 2009 al 2013) entrambi hanno ricevuto riconoscimenti dalla stampa mondiale e numerosi premi internazionali.

Quando si entra si è proiettati nell'incontro con la Luce. Nelle Scritture, la Luce di Cristo è la Luce della Vita. La Luce di Cristo è quindi il messaggio che il fedele interiorizza subito, appena entrato. Cristo è Lux Mundi e Lux Veritatis come scrisse papa Pio Pio XI, nell'enciclica del dicembre 1931, scritta in occasione del XV centenario del Concilio di Efeso che richiama il versetto di Giovanni (8, 12): “EGO SUM LUX MUNDI” ovvero  “Io sono la luce del mondo; chi segue me,non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”.

Nel bianco risaltano con stile ed eleganza gli antichi aredi lignei della chiesa originale. Sembra di entrare in un salotto, meglio ancora: in una stanza per l'anima, dove l'anima può trovare requie e viene a mente Sant'Agostino da Ippona ''Tu sei la mia salvezza! La mia anima è la tua casa''  e il passo delle sue Confessioni in cui indica il riposo dell'anima in Dio. «Ci hai fatti per te, o Signore e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te».

Il crocifisso si staglia invece nella navata laterale dove è posizionato un piccolo essenziale Battistero. Ancora una volta viene indicata la via: la rinascita (diventare cristiani), la morte di Croce (la vita di Cristo) e automaticamente la Resurrezione che domina la navata centrale.

Ci ha colpito entrando anche l'eleganza minimalista dell'arredo floreale: fiori di campo, i più umili, quelli che troveresti a bordo strada! Subito abbiamo percepito che nella Chiesa c'è un concept vissuto da chi la abita e da chi la pratica e così - avvicinandoci alla storia della chiesa - abbiamo scoperto che c'è addirittura uno staff che lavora attorno al Pastore, chi si occupa delle pulizie, chi delle visite, chi dei servizi sacri. Nel sito (elegantissimo anche quello) ci sono quindi anche i fedeli che a titolo di volontariato si occupano di questo gioiello di architettura sacra.

Certamente tutto questo è il risultato del lavoro corale che ha accompagnato la rinascita.  Lo studio della John Pawson Architects ha cominciato a pensarci nel gennaio 2009 e in 10 mesi era pronto per presentare il progetto di St. Moritz. Ha chiesto ed ottenuto che la comunità locale fosse coinvolta affinchè si realizzasse un lavoro condiviso. Ecco che con l'architetto del progetto, Jan Hobel e il  direttore del progetto Michael Grau sono entrati nel ''team St. Moritz'' il pastore Helmut Haug, la presidente del consiglio comunale Renate Braun, e poi Sabine Stötzer (a sua volta a nome del gruppo di lavoro arte e chiesa), il custode della chiesa Michael Scheu, il responsabile diocesano per l'arte e l'architettura Werner Köhler.

La realizzazione strutturale affidata all'architetto locale, Rainer Heuberger, come direttore dei lavori è partita nel settembre 2010, ad aprile 2013 la chiesa - rivoltata come un calzino - era pronta. Durante tutto questo periodo la comunità è stata informata e invitata a visitare il cantiere. Il coinvolgimento dei fedeli era essenziale e la riapertura è avvenuta il 21 aprile 2013 con la cerimonia di consacrazione dell'altare da parte del vescovo Konrad Zdarsa.
 

Anche il progetto dell'organo è entrato nella riprogettazione. L'organo del coro di nuova costruzione (II/P/21; Orgelbau Kuhn, 2013) risponde alle logiche di simmetria dello spazio del coro. L'organo principale nella galleria ovest (IV/P/53; Orgelbau Rieger/Kuhn, 1973/2014) è stato completamente ripulito, riparato e ampliato con due registri e un sistema compositore. L'organo del coro è stato consacrato il 20 aprile 2013 dall'abate di Santo Stefano Theodor Hausmann.

Entrando in questa chiesa sembra di avvicinarsi ad un pozzo, quel pozzo di acqua che rinfresca e disseta. Torna alla mente Giovanni e il pozzo dove Gesù incontrò la Samaritana nell'odierna Sichem. "...Chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno''.

E così anche all'occhio abituato ad immaginarsi che ogni Chiesa debba per forza contenere tesori e stucchi dorati, emerge evidente l'operazione culturale che si è realizzata nella Moritzkirche: un vero inno all'essenza della fede. La persona che ne è toccata (o si lascia toccare), si disseta e si apre all'Eterno.

Corona Perer
16 giugno 2024

**

Le foto di questa pagina sono di O.Galletti | C.Perer
Quelle che seguono (qui sotto) sono invece tratte
dal profilo Instagram della Chiesa >  Moritzkirche Augsburg (@moritzkirche)

 


Autore: Corona Perer

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Commenti (0)