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Ergastolo al boia serbo bosniaco Ratko Mladic

Responsabile dell'eccidio di Srebrenica

L’ex leader militare serbo bosniaco Ratko Mladic ha avuto quel che Carla del Ponte (per molti anni procuratore capo del Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia) sperava: l'ergastolo per crimini di diritto internazionale - tra cui genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra.

Giustizia dunque è stafa fatta ad oltre 20 anni alle decine di migliaia di vittime del conflitto armato della prima metà degli anni Novanta in Bosnia ed Erzegovina.

"Condannandolo all’ergastolo, il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia ha riconosciuto le responsabilità individuali di Mladic, in quando comandante dell’esercito serbo bosniaco, così come la sua partecipazione a un’impresa criminale volta a terrorizzare la popolazione di Sarajevo ed eliminare la popolazione musulmano bosniaca di Srebrenica" ha dichiarato John Dalhuisen, direttore di Amnesty International per l’Europa.

Il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia ha riconosciuto Mladic colpevole di 10 imputazioni su 11. L’ex generale serbo bosniaco è stato giudicato responsabile, tra l’altro, di genocidio, persecuzione per motivi etnici e religiosi ai danni di musulmani bosniaci e croato bosniaci, sterminio, deportazione, omicidio, terrore, attacchi illegali contro i civili e cattura di ostaggi.

Mladic è stato assolto dall’accusa di aver commesso genocidio in sei comuni del nord della Bosnia ma è stato giudicato colpevole dell’impresa criminale volta a espellere le popolazioni musulmane e croate da quei territori.

Il processo è stato uno dei più lunghi della storia, a causa della vastità delle accuse, della quantità di prove (compresi 592 testimoni) e dei vari tentativi della difesa di ritardare o far terminare il procedimento giudiziario. Gli avvocati di Mladic hanno annunciato ricorso.

“Il verdetto di oggi pone fine ai tentativi di Mladic di evadere le sue responsabilità per la morte, lo stupro e la deportazione di migliaia di vittime musulmane bosniache e croato bosniache. È anche un importante monito: 20 anni dopo la fine della guerra della Bosnia Erzegovina, restano migliaia di scomparsi e molte vittime e i loro parenti continuano a vedersi negate giustizia, verità e riparazione” ha concluso Dalhuisen.

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