
La lezione di Staffan de Mistura sulla pace
''Tutti possiamo fare qualcosa''
''Tutti possiamo fare qualcosa''. La lezione di Staffan de Mistura sulla pace punta sulle responsabilità individuali, che sono sempre collettive.
Quale ruolo hanno le comunità per gestire la pace? ''Un grosso ruolo, mai sottovalutarlo'' afferma il diplomatico italo-svedese.
E' sua convinzione che bisogna essere consapevoli. Tutti, nessuno escluso. "I cittadini di domani devono aiutare i cittadini di oggi a capire che la guerra non porta da nessuna parte. Non ci sono guerre giuste, non ci sono guerre belle''.
''Con i miei occhi ho visto ventuno guerre, una dopo l'altra, l'ultima quella in Siria. Non ci sono angeli perché, anche chi è dalla parte giusta, fa degli orrori perché in quei momenti esce la parte peggiore delle persone. Quindi cercare di lavorare e costruire per la pace. L'obiettivo è far vincere la pace. A volte è facile, molto facile, troppo facile vincere una guerra se si hanno grandi strumenti militari oggi tecnologicamente avanzati. Fondamentale è il dopo, come vincere la pace. Quella pace che diventa pace sostenibile e duratura".
Quando era venuto a Trento e Rovereto, per la consegna de premio “Testimone di pace” istituito da Ipsia del Trentino (era il 2020), De Mistura aveva affermato che “le comunità locali hanno un ruolo fondamentale perché, la pace, è fatta di piccoli e grandi gesti di ogni giorno. La comunità locale, la gente comune, la gente normale è quella che, per prima, deve dare la mano e aiutare anche e soprattutto chi è stato sconfitto”.
Come possono quindi agire? “I cittadini di domani devono aiutare i cittadini di oggi a capire che la guerra non porta da nessuna parte. Non ci sono guerre giuste, non ci sono guerre belle. Con i miei occhi ho visto ventuno guerre, una dopo l’altra, l’ultima quella in Siria" ha detto Staffan de Mistura, già inviato speciale delle Nazioni Unite da parte del Segretario Generale dell'Onu in Siria, Afghanistan, Libano e Iraq.
"Non ci sono angeli perché, anche chi è dalla parte giusta, fa degli orrori perché in quei momenti esce la parte peggiore delle persone. Quindi occorre cercare di lavorare e costruire per la pace. L’obiettivo è far vincere la pace. A volte è facile, molto facile, troppo facile vincere una guerra se si hanno grandi strumenti militari oggi tecnologicamente avanzati. Fondamentale è il dopo, come vincere la pace. Quella pace che diventa pace sostenibile e duratura”.
Il premio “Testimone di pace” è stato istituito dall'Ipsia del Trentino (l'ONG delle ACLI) che ha insignito Staffan de Mistura nel 2020, in occasione del 75° anniversario dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki e della nascita delle Nazioni Unite.
Grazie per averci ricordato che tutte le guerre ci riguardano e che per tutte possiamo sempre fare qualcosa.
Autore: Corona Perer
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