
La Campana dice no ai bambini di 67 paesi del mondo
La ''Reggenza'' ha rifiutato di promuovere un appello per la pace solo perchè partito dalla Crimea
(di Corona Perer - foto depositphotos.com) - E' sicuramente un altro brutto capitolo della russofobia italiana, un'altra pagina davvero sconcertante. La Campana dei Caduti di Rovereto ha detto no ai bambini di 67 paesi del mondo e rifiutato di promuovere il loro appello per la pace solo perchè... si alzato dalla Crimea.
Un rifiuto che arriva da una realtà che da sempre si professa messaggera di pace: lo scrive anche nel suo sito istituzionale, laddove dice di promuovere i valori di fratellanza, solidarietà e amicizia fra i popoli.
Che abbia deciso di dire no ad un appello per la Pace, solo perchè si è alzato dalla Crimea, con l'aggravate che questo appello arriva da 67 bambini di tutto il mondo ed è rivolto a tutti i Capi di Stato del Mondo, è un fatto che solleva molti interrogativi e sopratttto fa deragliare un istituzione per la Pace in una realtà politicamente schierata che fallisce il suo nobile obiettivo. Il tutto è avvenuto nero su bianco, ovvero formalmente.
La lettera di risposta di Marco Marsili che nel suo ruolo di ''Reggente'' (termine ottocentesco con il quale si definisce il vertice dell'istituzione) ha fornito all'associazione Aiutateci a Salvare i Bambini Aasib.org, sembra persino dimenticarsi che proprio in questo anno la Campana festeggia il suo centenario come promotrice di pace. Una lettera che il Presidente della Associazione, Ennio Bordato, definisce indegna (> video qui).
L'appello per Marsili sarebbe solo ''....un'iniziativa che ha avuto luogo in un territorio, la Crimea, oggetto dal 2014 di illegale occupazione da parte della Federazione Russa, a scapito del legittimo governo, internazionalmente riconosciuto, dell'Ucraina''. Che la Crimea abbia anche con un referendum scelto di entrare nella Federazione Russia pare che il Reggente non lo sappia benchè in passato abbia ricoperto ruoli consolari proprio in Russia.
Ecco la lettera che Bordato ha ricevuto e diffuso alla stampa:

''Una lettera indegna, perchè in quanto istituzione pubblica la Campana di Rovereto riceve finanziamenti pubblici da tutti i cittadini trentini i quali devono sapere come si comporta questo ente che dovrebbe anzitutto anteporre il valore in assoluto della pace - ha affermato Ennio Bordato nella conferenza stampa che ha indetto insieme ai due consiglieri di Aiutateci a Salvare i Bambini (Aasib.org) Alberto Fornasiero e Mauro Sala.

''Faccio anche notare che nel 2024 per un intero anno questa istituzione ha lasciato fra le 102 bandiere esposte solo 2 bandiere sfilacciate e ridotte in brandelli: quella della Federazione Russa e quella dell'Ucraina. Alle segnalazioni ricevute la Campana ha risposto con una ridicola motivazione: ovvero che il deterioramento delle due bandiere simboleggiava la guerra in atto tra i due paesi, una considerazione del tutto impropria'' ha aggiunto Bordato che ha definito il no della Campana un ''no razzista''.
''E' un no che esclude un intero popolo. La Campana non può più dirsi una istituzione di pace. Noi invece operiamo davvero per la Pace: lo facciamo per tutti i bambini della ex Unione Sovietica perchè riteniamo che tutti i bambini piangano nello stesso modo e nella stessa lingua e che non esistano differenze. Alla Campana abbiamo ricordato le vittime Beslan nel primo e nel quinto anniversario dalla strage e ci siamo sempre ritenuti dentro un contesto che promuoveva davvero il valore supremo della pacifica convivenza. Ma ora si è schierata politicamente e ha perso completamente di vista il proprio mandato istituzionale''.
L'APPELLO di ARTEK (Agosto 2025)
L'appello si è levato ad agosto 2025 da un campeggio che proprio quest'anno ha celebrato i suoi 100 anni: l'Artek, sul Mar di Crimea, dove molti bambini di russi, ucraini, bielorussi e di tutti i popoli che componevano la ex-Unione Sovietica hanno avuto modo di partecipare a servizi educativi (si calcola ne abbia accolti almeno 2 milioni). Ad Artek è morto tra l'altro Palmiro Togliatti.
Il governo d Kiev, che ne aveva giurisdizione, lo chiuse nel 1991 e il campus andò in rovina. Da quando la Crimea ha deciso di passare con un referendum sotto la Russia, ovvero dal 2014, è stato riaperto e ristrutturato per gli adolescenti russi e di tutte le nazioni del mondo che inviano i loro giovani con uno scopo ben preciso: educare le giovani generazioni all’ amicizia, fratellanza ed alla pace. In 300 mila sono finora tornati tra palestre, mense, cinema, parchi, campi sportivi e spiaggie che si estendono su 218 ettari (> fonte AASIB.org)
Ed è qui che, tutti insieme, in un anno così speciale come il 2025 in cui si celebrano i 100 anni della diplomazia popolare e gli 80 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, i bambini di 67 paesi al mondo hanno elaborato e votato una dichiarazione-appello a tutti i capi delle potenze mondiali che sarà presentata nell’ambito della sessione regolare dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Non dovrebbero forse essere ascoltati?
(C.Perer)
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DICHIARAZIONE-APPELLO DEI PARTECIPANTI
ALL’8° CAMPO INTERNAZIONALE PER BAMBINI “ARTEK”
A TUTI I CAPI DI STATO DEL MONDO
documento ufficiale
Noi, partecipanti all’ottavo turno internazionale presso il Campo Internazionale per bambini Artek, salutiamo i paesi e i popoli del mondo dalla Crimea.
Ci siamo riuniti ad Artek in occasione del suo centenario per riaffermare l’aspirazione dei bambini alla pace mondiale, basata sulla buona volontà dei popoli e sul reciproco desiderio di dialogo e cooperazione tra paesi e culture diverse.
Nonostante tutti i disaccordi e le difficoltà esistenti tra i nostri paesi, ci siamo riuniti oggi all’Artek affinché voi adulti ci ascoltiate e adottiate misure concrete per ripristinare la pace in tutto il mondo.
In relazione a ciò ci appelliamo ai capi di stato e di governo del mondo e li esortiamo a ricordare che le loro decisioni, azioni e omissioni hanno un impatto enorme sul nostro futuro. Ricordate che il mondo in cui vivremo dipende da ogni vostra parola e azione.
Invitiamo bambini di tutti i paesi ad Artek e chiediamo ai capi di stato e di governo di inviare cinque rappresentanti di ogni paese, di età compresa tra i 12 e i 17 anni, alla Conferenza mondiale per la pace dei bambini del prossimo luglio 2026.
Facciamo appello al Segretario generale delle Nazioni Unite, all’Assistente del Segretario generale per la gioventù, al Capo dell’Ufficio per la gioventù delle Nazioni Unite affinché diffondano questo appello a tutti gli Stati membri dell’Organizzazione.
Siamo insieme. Siamo bambini di paesi diversi, lingue diverse e culture diverse, ma i nostri cuori battono allo stesso ritmo: il ritmo della speranza.
Siamo i figli della Terra. Noi ci ascoltiamo reciprocamente.
Ora … che il mondo intero ci ascolti!
Agosto 2025
Autore: Corona Perer
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