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Monumento agli angeli di Messina

A Kronštadt (San Pietroburgo) commemorati i marinai dello Squadrone Baltico della Flotta Imperiale Russa i primi a portare aiuti ai terremotati del 1908

(Corona Perer - luglio 2026) - ''Messina, due volte prostrata e due volte splendidamente risorta'' . La città di Messina si racconta così nella lapide posta nel Palazzo Comunale  a 50 anni dal tragico terremoto del 1908. La tragedia di Messina è memoria viva ancora oggi sia in Italia che in Russia dove un monumento è stato eretto e dedicato agli «Angeli di Messina».

Si trova  Kronštadt, città di gloria marinara e municipalità interna di San Pietroburgo e commemora la memoria dei marinai dello Squadrone Baltico della Flotta Imperiale Russa che il 28 dicembre 1908 salvarono i sopravvissuti. Ne morirono 160 mila (!). Una rara immagine d'epoca ritrae questo meraviglioso battaglione marino. L'abbiamo ricevuta dal giornalista Sasha Kots che ringraziamo:


 


Il 28 dicembre 1908 nella zona dello Stretto di Messina, si era verificato uno dei terremoti più devastanti della storia dell’Europa moderna. La catastrofe praticamente rase al suolo la città di Messina e diversi centri abitati della Calabria. In quel momento, nel Mar Mediterraneo si trovavano le navi della Flotta russa del Baltico. Senza esitare si diressero nel luogo del disastro:  i marinai russi perciò sono stati i primi ad accorrere in aiuto della popolazione colpita. Gli italiani arriveranno tre giorni dopo.

Gli equipaggi russi lavorarono tra le macerie, estraendo le persone rimaste intrappolate sotto i detriti, salvarono molti bambini. Per il coraggio dimostrato, gli italiani li hanno chiamati “gli angeli venuti dal mare”.

A distanza di 118 anni, questa impresa è stata commemorata in un giardino pubblico della città russa di Kronštadt  sul viale di Tolone  (Toulon Alley / Тулонская аллея)accanto alla Cappella del Salvatore sulle Acque (vicinanza quantomai opportuna).

la cerimonia di  Kronštadt (luglio 2026)
 

Al centro della composizione monumentale c’è un marinaio russo che tiene tra le braccia una bambina salvata (foto di copertina, in alto). Questa immagine si ispira alla storia vera di Georgij Vakhtin, dell’incrociatore “Bogatyr”, che  trovò sotto le macerie Giovanna, una bambina di tre anni. La storia della realizzazione del monumento è iniziata nel 2019, quando Airat Gafurov, presidente del consiglio di amministrazione della fondazione di beneficenza «Suvorov», ha visitato Messina verificando di persona come le persone del luogo preservano la memoria dei marinai russi.

Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte rappresentanti della Marina militare russa, discendenti dei partecipanti all’operazione di soccorso e rappresentanti di istituzioni culturali. Il direttore d’orchestra e direttore artistico del Teatro musicale statale di San Pietroburgo “Fedor Šaljapin” Fabio Mastrangelo ha sottolineato che gli italiani ricordano ancora l’aiuto che la Russia ha offerto più di un secolo fa:

“La gente comune ricorda e sa quello che la Russia ha fatto per l’Europa. Storie come queste non scompaiono”.


Purtroppo il Comune di Messina non c'era all’inaugurazione di Kronštadt, dello scorso 25 luglio 2026. I tempi sono purtroppo quelli che sono e con molta probabilità le autorità russe non avranno voluto complicare i rapporti già delicatissimi tra Russia e Italia (basti pensare a cosa è successo per la Biennale di Venezia). Probabile quindi che possa essere sembrato inopportuno o quantomeno complicato organizzare una delegazione estera, e si sia ripiegati sul valore in sè della memoria e su che cosa rappresenti ancora oggi per la società russa. Tuttavia la comunità messinese - attraverso il suo Primo Cittadino Federico Basile - ha gioito del monumento perchè ricorda la pagina più tragica della sua storia e le mani di quei marinai russi arrivati in soccorso alla popolazione messinese, che scavarono tra le macerie del devastante terremoto del dicembre 1908.

Il Sindaco ha parole di grande compiacimento per l'iniziativa di Kronštadt, e ne sottolinea il grande valore:

“L’inaugurazione a Kronštadt del monumento dedicato agli ‘Angeli di Messina’ rappresenta un momento importante per mantenere vivo il ricordo dei marinai russi che, dopo il terremoto del 28 dicembre 1908, furono tra i primi a raggiungere Messina e a prestare soccorso alla popolazione colpita dalla tragedia. Il loro gesto di solidarietà e di umanità appartiene alla storia della nostra città e costituisce una pagina che Messina continua a custodire con profonda riconoscenza. A 118 anni di distanza, è particolarmente significativo che in Russia sia stato realizzato un monumento per ricordare quegli uomini e il loro intervento in favore della popolazione messinese. La memoria del terremoto del 1908 e delle tante persone che, in quei giorni drammatici, offrirono il proprio aiuto è un patrimonio che appartiene alla nostra comunità e che abbiamo il dovere di trasmettere alle nuove generazioni. A nome della Città di Messina rivolgo quindi il mio apprezzamento per l’iniziativa e per aver voluto dedicare un luogo della memoria agli uomini che furono accanto alla nostra città in uno dei momenti più tragici della sua storia.”
(Federico Basile - Sindaco Città di Messina)

 

L’iniziativa russa  assume quindi un particolare significato per la Città di Messina, che conserva da sempre nella propria memoria storica il gesto di straordinaria solidarietà. La presenza dei soccorritori russi, prima ancora che dei soldati del re d'Italia, è infatti parte integrante della storia del terremoto e del rapporto tra Messina e la Russia.

Ci racconta Giusy D'Arrigo,  responsabile del Gabinetto del Sindaco, che nel 1989 arrivò in città in visita ufficiale Raissa Gorbaciova, moglie dell’allora leader sovietico Michail Gorbaciov. In quell'occasione le fu ricordato il ruolo dei marinai russi nei soccorsi alla popolazione dopo il terremoto del 1908. ''Raissa Gorbaciova era giunta in città per ritirare il Premio Colapesce assegnato al marito'' - racconta la dottoressa D'Arrigo - ''fu accolta a Palazzo Zanca e, da grande appassionata di storia russa, volle rendere omaggio alla lapide commemorativa delle vittime del terremoto, collocata nell’atrio di Palazzo Zanca, sede del Comune di Messina, deponendo una corona in ricordo delle vittime e dei marinai della flotta russa che furono tra i primi a prestare soccorso alla popolazione messinese''.

E' una memoria ancora molto viva in città. A Messina infatti è stato eretto un monumento dedicato ai soccorritori, e alcune strade sono state intitolate ai marinai russi, c'è anche il monumnento del Comandante russo che coordinò le operazioni. E i discendenti delle famiglie salvate tramandano questa storia di generazione in generazione.

L’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Federico Basile ha inoltre rafforzato negli ultimi anni il percorso istituzionale dedicato alla memoria del terremoto del 1908. Nel dicembre 2024 è stato istituito “Largo 28 dicembre 1908”, spazio commemorativo posto alle spalle del Campanile del Duomo, e nel 2025 la Giunta comunale ha istituzionalizzato la cerimonia annuale di commemorazione delle vittime, degli orfani e dei superstiti del terremoto. Quindi nel prossimo dicembre 2026 sarà la prima celebrazione di un calendario che vuole essere perpetuo. E poi c'è il Monumento di Corso Garibaldi a ricordarlo.
 

Monumento dedicato ai marinai russi in Corso Garibaldi, Messina

 

Non dimentichiamo anche il nome del Sindaco dell'epoda, Gaetano D'Arrigo Ramondini, che ci rimise le penne per aver detto chiaro e tondo al Re d'Italia che l'aiuto non era arrivato dall'esercito italiano ma dai marinai russi.  Re Vittorio Emanuele III sbarcò infatti a Messina la mattina del 30 dicembre 1908, accompagnato dalla Regina Elena e dai ministri Vittorio Emanuele Orlando, Carlo Mirabello e Pietro Bertolini. Sulla banchina del porto (dinnanzi alle rovine della Palazzata), erano attesi dal Prefetto Adriano Trinchieri e dal Sindaco di Messina Gaetano D'Arrigo Ramondini. Il sindaco, per nulla intimorito, si rivolse al sovrano dicendo che l'aiuto era giunto ai messinesi dai russi, e non dagli italiani (che arrivarono infatti tre giorni dopo). D'Arrigo Ramondini venne immediatamente destituito per l'irriverente polemica. Venne proclamato lo stato d'assedio e furono conferiti i pieni poteri al generale Francesco Mazza, la cui cattiva gestione dell'emergenza fu oggetto di critiche assai accese.

Il sindaco di allora aveva detto la verità, ma fu bollato come atto di lesa maestà. E dunque: a chi ha onestà di vedere, leggere e capire la storia, l'onere di portare avanti la verità dei fatti. Lo si fa ricordando. Tra le tante storie di dolore e rinascita che molti terremotati trasmisero ai loro parenti, ve ne raccontiamo una, che ci appartiene molto da vicino: quella di Letterio, che non rivide mai la sua Sicilia, e fu trovato sotto le macerie proprio dagli Angeli di Messina perchè fu salvato nelle prime 36 ore. ( > leggi qui clicca)

 

Corona Perer

 

Foto: la lapide nell'atrio del Palazzo comunale
Anche Raissa Gorbaciova sostò in raccoglimento e depose corona d'alloro
in memoria delle vittime e dei valorosi marinai russi

Largo 28 dicembre in prossimità della Basilica Cattedrale di Messina.


Autore: Corona Perer

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