Scienza, Ambiente & Salute

Dinosauri in carne ed ossa a Rovereto

Affascinante viaggio nel tempo

Per motivi legati all’emergenza sanitaria nazionale, l'apertura al pubblico della mostra "Dinosauri in Carne e Ossa" era stata prima posticipata, poi rinviata. Ora finalmente c'è e resta allestita fino al 27 settembre nel Parco dell' Ex Asilo Nido Manifattura di Rovereto, in via delle Zigherane.

La mostra a cura di Simone Maganuco, è promossa dal Comune di Rovereto ed organizzata dall'Associazione Paleontologica Paleoartistica Italiana APPI in collaborazione con MUSE - Museo delle Scienze, Fondazione Museo Civico e GeoModel. E' nata da un progetto interamente italiano che unisce il lavoro di Scienza e Arte per ricostruire l'aspetto in vita dei dominatori di un mondo perduto.

A fianco delle spettacolari ricostruzioni a grandezza naturale dei dinosauri e degli altri animali preistorici che caratterizzano il format è presente una sezione multimediale a cura del Muse (Trento), dedicata alle orme fossili dei Lavini di Marco, una testimonianza vecchia 200 milioni di anni del passaggio dei dinosauri in queste terre.

La mostra a tema preistorico che ha per protagonisti i giganteschi dinosauri dominatori dell'Era Mesozoica, come il Tirannosauro e il Diplodoco, e tante altre specie vissute in un arco di tempo di 400 milioni di anni, dal Paleozoico fino ai giorni nostri: alcune altrettanto iconiche, come il Mammut e l'Uomo di Neanderthal, simboli dell'era glaciale, altre più piccole o meno note, ma non per questo meno evocative di Mondi primordiali oggi scomparsi. L'allestimento a Rovereto è molto naturale: l'erba volutamente  alta e non falciata conferisce ai modelli un contesto verosimile.

Creata da un team interamente italiano con la consulenza di paleontologi professionisti in tutte le fasi di realizzazione, la mostra, attraverso l'impatto emozionale di un allestimento spettacolare, trasmette contenuti aggiornati ai continui progressi della ricerca nel settore.

La mostra vuole valorizzare anche l'affascinante viaggio nel tempo che si può compiere a Rovereto,nel sito delle Orme ai Lavini di Marco,  nelle vicinanze della grande frana che sconvolse letteralmente il paesaggio locale, citata nel XII Canto dell’Inferno della Divina Commedia di Dante. Fu questa frana a portare alla luce le superfici rocciose calpestate dai dinosauri.

Nel 1989 il roveretano Luciano Chemini scoprì e segnalò le prime impronte di dinosauro lungo una lastra rocciosa che oggi porta il suo nome, “Colatoio Chemini”, il sito paleontologico dei Lavini di Marco a Rovereto, sul versante occidentale del Monte Zugna in Provincia di Trento. Da allora questo sito è annoverato fra i più importanti d’Europa sia per la ricchezza delle tracce fossili che per l’età estremamente antica.

Un vero e proprio giacimento, affacciato sulla Valle dell’Adige, con una miriade di orme lasciate sia da dinosauri erbivori che carnivori, animali che popolavano una spiaggia antica 200 Milioni di anni, agli albori del Periodo Giurassico.

A seguito delle prescrizioni anti-Covid la prenotazione per l'acquisto dei biglietti per l'accesso alla mostra  è obbligatoria per permettere una fruizione contingentata ed evitare assembramenti di persone, consentendo di rispettare le distanze di sicurezza (info didattica@paleoappi.it  tel: 348 0580470).

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