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Liberate Patrick Zaki

Alla Biblioteca Classense di Ravenna le sagome dello studente

Alla Biblioteca Classense di Ravenna è stato trovato un modo originale per raccomandare il distanziamento: usare una sagoma con l'immagine di Patrick Zaki lo studente egiziano dell'università di Bologna in prigione da oltre dieci mesi con l'accusa di propaganda sovversiva su Facebook

L'iniziativa oppone una presenza ...ad una assenza e nell'atto di promuovere il distanziamento, innesca la presa di coscienza di un problema: Patrick deve essere scarcerato. Le accuse a carico dello studente sono basate su dieci post di un account Facebook che i suoi legali considerano fake ma che hanno configurato fra l'altro il reato di diffusione di notizie false, incitamento alla protesta e istigazione alla violenza e al terrorismo.

Patrick, rischia fino a 25 anni di carcere e la custodia cautelare in Egitto può durare anche due anni.

Il caso come noto è alla Corte d'assise del Cairo, dove si deve decidere se Patrick Zaki, deve restare in carcere e certo non rasserenano il clima gli arresti di altri tre dirigenti dell'ong egiziana per la difesa dei diritti umani "Eipr" per la quale Patrick era ricercatore in studi di genere.

La pagina Facebook "Patrick Libero" curata da attivisti che chiedono la scarcerazione dello studente riferisce che le forze di polizia hanno represso le manifestazioni delle ultime settimane utilizzando gas lacrimogeni, manganelli, pallini da caccia e in un caso proiettili veri e arrestando centinaia di persone, molte delle quali sottoposte a sparizione forzata.

In Egitto non esiste più la libertà. Altro che primavera araba. Solo un lontano e tiepido ricordo.

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