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Siria, dramma disumano senza fine

Dopo l'offensiva a Idlib, migliaia in fuga

Chi farà giustizia degli orrori del suo padre padrone Bashar al-Assad, del quale la stampa non parla più? E chi degli orrori dell'Isis che sembravano sconfitti grazie ai curdi? E chi degli 'altri' orrori, quelli causati dalle armi usate da coalizioni diverse che hanno impedito di capire  - giorno dopo giorno, anno dopo anno - chi combatteva cosa? Chi farà giustizia dell'irresponsabilità americana, di quella di Putin, delle ondivaghe posizioni di Erdogan, della controffensiva della Turchia dopo i raid siriani a Idlib?
La comunità intermazionale pensa al virus come in passato pensava ad altro e questa guerra prosegue da anni senza che si sia fatto davvero qualcosa per fermarla. In Siria tutti sembrano combattere contro tutti.

Nelle ultime ore le truppe di Ankara hanno lanciato un contrattacco "neutralizzando" 329 soldati del regime di Assad e colpendo oltre 200 obiettivi nemici. Il governo turco ha annunciato che non fermerà più i migranti che vogliono andare in Europa.  Secondo fonti di Ankara, è stata data indicazione alle polizia di frontiera di ignorare di fatto il passaggio dei profughi, e alla guardia costiera di non bloccare più i natanti in partenza dalla costa egea verso le isole greche. La Grecia ha però chiuso il valico di terra con la Turchia a Kastanies Evros, impedendo a centinaia di migranti di entrare nel Paese.

Nel freddo e nella fame (la lira siriana ha perso il 100% del suo valore) la popolazione muore. Altro che virus influenzale.

28.02.2020

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La Guerra infinita - di Corona Perer
Ecco come è cominciata

(ottobre 2018) - La situazione è tragica da anni: i bambini che sono nati e cresciuti in guerra, si suicidano o bevono da una pozzanghera per dissetarsi. Attorno un mondo che non sa come fare e se è vede è strabico: perchè da qualche parte le armi arrivano. Finissero le munizioni, non finirebbe forse la guerra? Ma come è cominciata? Tentiamo di fare il punto.

Ricordate la cosiddetta Primavera araba? L'ubriacatura di libertà in Tunisia, e poi l'Egitto, l'insurrezione a Sanaa nello Yemen....? Ebbene la guerra in Siria, nasce come guerra civile siriana, proprio in quei giorni, nel marzo 2011, quando la popolazione si solleva manifestando contro il regime del presidente Bashar al-Assad, succeduto al padre ininterrottamente al governo dal 1971 al 2000. Il regime reprime con forza le manifestazioni, causando centinaia di morti, ma le proteste proseguono. Si parla di almeno 58.000 desaparesidos, di 18.000 persone incarcerate e torturate (Amnesty al riguardo ha pubblicato diversi dossier).

Ed è così che nasce la resistenza armata di quelli che poi sono diventati “i ribelli” a cui si sono uniti alcuni soldati siriani disertori. Insieme creano l’Esercito Siriano Libero (FSA, Free Sirian Army) che conquista numerose città. Ecco, la confusione inizia qui. Esercito del governo o contro il governo? Esercito contro, che poi però si confonde nelle nostre cronache con l'Isis, perchè ad inizio 2012 si affiancano all’FSA altri gruppi: il Fronte al-Nusra, braccio siriano di al-Qaida e dello Stato Islamico dell’Iraq (ISI). Al-Nusra è costituito da fondamentalisti sunniti che vedono nella guerra in Siria un’opportunità per rovesciare il regime di Bashar Al-Assad e per la nascita di uno Stato Islamico in Siria.

Inizialmente Fronte al-Nusra ed Esercito Siriano Libero collaborano con azioni di stampo terroristico, autobombe e attentati suicidi, causando moltissime vittime tra la popolazione civile. Il governo siriano ancora al potere tenta di di bloccare i ribelli e i loro sostenitori con azioni sempre più violente, provocando massacri tra la popolazione civile e cercando di attribuire la responsabilità ai ribelli. Queste azioni suscitano le reazioni a livello internazionale. Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Turchia (attenzione, qui la Turchia è contro Bashar) si schierano a supporto dei ribelli, mentre Russia, Cina, Iran e Venezuela si schierano a favore del regime di Al-Assad.

Nel corso del 2013 la guerra diventa totale con al-Nusra che conquista la città pacifica di Raqqa da cui controlla la Siria centrale e settentrionale. Ed è in questo momento che lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (ISIS) entra di fatto in Siria nella confusione più totale. L'esercito ancora fedele ad Al-Assad si oppone al contro-esercito.

Nel 2014 l’ISIS si distacca dal Fronte di al-Nusra. Il fronte dei ribelli è spaccato. Nel frattempo l’ONU indice una conferenza di Pace a Ginevra per cercare di risolvere la crisi Siriana.
A giugno 2014 al-Assan viene rieletto mentre lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante conquista molte città dell’Iraq. Il 29 giugno l’ISIS proclama la nascita del Califfato, che comprende territori tra la Siria e l’Iraq. Il caos totale si raggiunge dal settembre 2014 quando una coalizione guidata dagli Stati Uniti inizia a bombardare i territori della Siria occupati dall’ISIS che nel frattempo concentra le sue azioni al confine con la Turchia, verso la città di Kobane, dove ci sono milizie curde alleate nel 2015 dell’Esercito Siriano Libero e della Coalizione guidata dagli USA. Ora lo scontro è Isis contro Siria e coalizione.

Negli ultimi mesi del 2015 lo Stato Islamico viene bombardato dagli aerei della coalizione guidata dagli Stati Uniti mentre le forze armate russe appoggiano Bashar e l’esercito governativo siriano nella battaglia per la conquista di Aleppo dove si concentrano gli scontri. La città - situata a nord-ovest del Paese - è capitale economica della Siria (Damasco è la capitale amministrativa), qui si fronteggiano forze ribelli e regime. A partire da luglio 2016 inizia un assedio e il regime blocca cibo e aiuti umanitari destinati alla popolazione.

La follia a cui abbiamo assistito, recentemente, ora non ha più logica - se mai la guerra ne possegga una - anche per colpa della Turchia che prima era parte della coalizione Usa e poi passa con i russi: la città è bombardata dagli aerei di Assad e dai suoi alleati, vengono colpiti ospedali e colonne di soccorsi. A dicembre 2016 Aleppo viene riconquistata da Assad che ha così ricacciato i suoi oppositori.

Parte lo sgombero, è storia dei nostri giorni: di un sovrano che ha ucciso e torturato la sua gente, che doveva essere abbattuto e che sotto Natale ha trovato persino l'impudenza di visitare con la moglie un orfanotrofio. Sulla sua strada ha incontrato (è storia recentissima) Russia e Turchia. Se la guerra mai finirà,un piedino russo resterà in Siria che potrebbe diventare un suo protettorato: colonialismo 2.0, si dirà. Le immagini alle quali impotenti abbiamo assistito alla tv con le barriere, i profughi, la rotta dei Balcani e le barriere di filo spinato, straziano il cuore.

Missili scud, barili bomba riempiti di dinamite, colonne di fumo, crolli, pozzanghere per bere l'acqua. Oggi Aleppo-est è rasa al suolo, la parte ovest in gran parte distrutta. Si tentano calcoli e si va a spanne: il 95% delle vittime è opera di Assad e dei suoi alleati, 12 paesi coinvolti nella guerra, 98 i gruppi di combattenti sul terreno. La confusione regna totale e i due strani alleati - Russia e Turchia - han reso tutto più difficile. Quando si dirà basta sarà sempre troppo tardi: la guerra ha già falciato oltre 300.000 vittime e migliaia di profughi che continuano a fuggire.

(Corona Perer - ottobre 2018)
Fonti utilizzate dall'autore: Il Ponte, Amnesty

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