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Nasrin Sotoudeh, l'avvocata delle donne

Colpevole di aver difeso le donne e lottato contro la pena di morte

2 aprile 2026 - Nasrin Sotoudeh, la nota avvocata iraniana per i diritti umani, condannata a 33 anni di carcere e a 148 frustate, dopo aver difeso una donna arrestata per aver manifestato contro l’obbligo per le donne iraniane di indossare il velo, è stata in carcere per molti anni dal 2018. Nel 2025 era stata liberata per motivi di saluti e il 2 aprile 2026 nuovamente arrestata: la sua colpa aver espresso un’opinione contro il regime teocratico.

Al momento non si sa nemmeno in quale carcere sia detenuta. Anche il marito sig. Reza Khandan si trova nel carcere di Evin per aver stampato un
volantino contro l'hijab obbligatorio, tema per cui l’avvocata Sotoudeh ha difeso diverse giovani ragazze iraniane in passato.
Il nuovo arresto di Nasrin Sotoudeth lascia sgomente le associazioni internazionali dei diritti umani e chiunque abbia a cuore la libertà di pensiero e chi la tutela. A sua difesa ha preso posizione anche il Consiglio dell'Ordine Avvocati di Torino.
 

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IL CASO DI NASRIN SOTOUDEH

marzo 2020 - Come si ricorderà la nota avvocata e difensora dei diritti umani iraniana fu condannata a 33 anni e sei mesi di carcere e a 148 frustate per le sue attività in favore dei diritti umani, tra cui l’opposizione alla pena di morte e alle discriminatorie norme sull’obbligo del velo.

Nel giugno 2019 Amnesty International ha consegnato all'Iran più di un milione di firme per chiedere l'annullamento della condanna e la scarcerazione dell'avvocata e difensora dei diritti umani Nasrin Sotoudeh. Pare che la coraggiosa avvocata sia  stata trasferita dalla prigione di Evin al reparto pschiatrico dell'ospedale Imam Khomeini, nella capitale Teheran.

Nel corso degli anni in carcere le condizioni fisiche e psichiche di Nazanin sono peggiorate. In cella ha anche attuato uno sciopero della fame per chiedere la liberazione di tutti i prigionieri politici detenuti in Iran.

Dopo la condanna, la disperazione è arrivata a tal punto che Nazanin ha scritto al marito confessandogli di pensare al suicidio. Recentemente ha sviluppato noduli al seno e secondo il marito Richard, che da Londra porta avanti la campagna per la scarcerazione, non ha mai ricevuto cure mediche adeguate.

Le accuse contro di lei sono la conseguenza del suo pacifico lavoro in favore dei diritti umani, inclusa la sua difesa delle donne che protestano contro l’obbligo di indossare il velo in Iran e la sua pubblica opposizione alla pena di morte. Una vergogna per uno stato che ora è in ginocchio per la pandemia e potrebbe approfittare per liberarla data anche la pressione della pubblica opinione internazionale.

(marzo 2020, fonte: Amnesty International)

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