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Non spegnete l'attenzione su Nasrin Sotoudeh

Sarebbe stata trasferita dalla prigione ad un reparto pschiatrico

Nel giugno 2019 Amnesty International ha consegnato all'Iran più di un milione di firme per chiedere l'annullamento della condanna e la scarcerazione dell'avvocata e difensora dei diritti umani Nasrin Sotoudeh.

Come si ricorderà la nota avvocata e difensora dei diritti umani iraniana fu condannata a 33 anni e sei mesi di carcere e a 148 frustate per le sue attività in favore dei diritti umani, tra cui l’opposizione alla pena di morte e alle discriminatorie norme sull’obbligo del velo.

Notizie inquietanti arrivao dall'Iran: pare che la coraggiosa avvocata sia intanto stata trasferita dalla prigione di Evin al reparto pschiatrico dell'ospedale Imam Khomeini, nella capitale Teheran.

"Ancora una volta temiamo che le autorità iraniane stiano giocando con la salute e il benessere di Nazanin" afferma Ellie Kennedy, di Amnesty International Regno Unito, a seguito della notizia che la detenuta anglo-iraniana Nazanin Zaghari-Ratcliffe sarebbe stata trasferita dalla prigione di Evin al reparto pschiatrico dell'ospedale Imam Khomeini, nella capitale Teheran.

Nel corso degli anni in carcere le condizioni fisiche e psichiche di Nazanin sono peggiorate. Dopo la condanna, la disperazione è arrivata a tal punto che Nazanin ha scritto al marito confessandogli di pensare al suicidio. Recentemente ha sviluppato noduli al seno e secondo il marito Richard, che da Londra porta avanti la campagna per la scarcerazione, non ha mai ricevuto cure mediche adeguate.

Nazanin Zaghari-Ratcliffe era  stata arrestata il 3 aprile 2016 quando stava per lasciare l’Iran con la figlia Gabriella, che allora aveva solo 22 mesi, per tornare nel Regno Unito dopo aver visitato la sua famiglia a Teheran.

Prima di essere presa in custodia, è riuscita a lasciare la figlia ai nonni materni, che l’avevano accompagnata all’aeroporto. Le autorità però hanno confiscato il passaporto britannico della piccola Gabriella che ancora oggi, a distanza di oltre tre  anni, è bloccata in Iran.

Dopo mesi di detenzione in isolamento senza poter contattare un avvocato, nel settembre 2016 è stata condannata a cinque anni di carcere per “spionaggio": un'accusa infondata, dal momento che fino al momento del suo arresto Nazanin Zaghari-Ratcliffe lavorava come project manager alla Thomson Reuters Foundation, un ente non-profit che promuove il progresso socio-economico, il giornalismo indipendente e lo stato di diritto.

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