
Erdogan, la reggia del Sultano
Ville extralusso, chiese che diventano moschee e l'uscita dal Trattato di Instanbul
Nel luglio del 2021 faceva notizia la villa estiva extra-lusso del sultano turco Erdogan. Molto più rumore della scandalosa uscita dallo storico trattato sulla prevenzione e sul contrasto della violenza contro le donne e della violenza domestica. Per la prima volta uno stato membro del Consiglio d’Europa si ritirava da una convenzione internazionale sui diritti umani: lo scorso anno sono state assassinate almeno 300 donne in Turchia. Erdogan però finì sulle cronache per il lusso sfrenato della sua vita da sultano.
Dopo la reggia presidenziale si è regalato una villa extralusso da 60 milioni di euro per le vacanze estive, un edificio da 300 stanze, che si trova nella località di Marmaris, sulla costa egea meridionale della Turchia: su circa 90 mila metri quadrati e vanta tra l'altro una piscina e una spiaggia con accesso privato al mare, in una delle zone di vacanza più esclusive del Paese, oltre a una pista per elicotteri.
Le immagini del 'palazzo d'estate' sono state svelate dal suo architetto Sefik Birkiye, e hanno suscitato forti critiche nell'opinione pubblica.
Quando non sono in vacanza Erdogan e signora vivono di norma in una 'casetta' da 1200 stanze in stile neo-ottomano (foto sotto).
La stampa internazionale, nel 2014 - quando la sontuosa dimora nella capitale fu inaugurata - fu prodiga di cifre da capogiro: 70 ascensori , 250 milioni di euro in vetrate, 1.150 agenti per la security e spese enormi di illuminazione calcolate attorno ai 400 milioni al mese. Infatti il palazzo è illuminato a giorno anche di notte. Conto finale: mezzo miliardo di euro.
La "sua" sicurezza ha richiesto 20 milioni di euro bunker anti-atomici e protezioni anti-hacker incluse. La residenza è più grande di Buckingham Palace (e persino del Cremlino!) e il doppio di Versailles. Della moglie ha incece scritto Dagospia che ne ha fatto un ritratto impietoso:
"...ogni regime vuole la sua regina, e la Turchia ha Emine Erdogan...Si presenta come una Sora Cecioni che è a casa a pregare e a fare le conserve, è tutto il contrario... la vita da jet-set super kitsch musulmano della first lady è fatta di viaggi costosi, aste di antiquariao, abiti firmati, sorseggia solo tè bianco (1800 euro al chilo) e a Bruxelles ha fatto chiudere un centro commerciale per il suo shopping compulsivo....il suo trionfo è il mostruoso palazzo fatto costruire dal marito e da lei decorato con carta da parati di seta 2.300 € a rotolo, 31 milioni solo per le porte...." scrisse Dagospia.
Nell'agosto 2020 si è regalato due moschee nel giro di 30 giorni.I colpi di mano di Erdogan non smettono di stupire il mondo e scuotere la cristianità. Dopo Santa Sofia, che da museo è tornata ad essere moschea è toccato alla chiesa bizantina di San Salvatore in Chora. Ora è una moschea. Anche questo edificio sacro dove verranno oscurati i bellissimi mosaici, conserva tesori inestimabili dell'arte bizantina. Venne trasformata da chiesa bizantina in moschea nel 1511. Come Santa Sofia, patrimonio inestimabile dell'Impero Romano d'Oriente e oggi dell'Umanità, la chiesa divenne museo nel 1945.
San Salvatore in Chora (Kariye in turco) è una delle principali attrazioni turistiche di Istanbul. Erdogan ha firmato il passaggio a moschea ovvero annullato il museo istituito nel 1945.
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