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La tristezza del Pontefice

Papa Francesco, il pacifista per definizione

«Siamo già entrati nella Terza guerra mondiale, solo che si combatte a pezzetti», afferma papa Francesco da molto tempo. "Noi non vogliamo vincere l’odio con più odio, vincere la violenza con più violenza, vincere il terrore con più terrore. E la nostra risposta a questo mondo in guerra ha un nome: si chiama fraternità, si chiama fratellanza, si chiama comunione, si chiama famiglia", ha detto in molte occasioni osservando i molti conflitti aperti sul pianeta.

Ha lanciato un "appello accorato perché cessi la violenza" in Siria fin dal febbraio 2018. Non è successo nulla. In viaggio verso il Cile, il Papa aveva parlato anche di guerra nucleare e rispondendo a una domanda di un giornalista aveva detto:

"Si, ho davvero paura. Siamo al limite. Basta un incidente per innescare la guerra. Di questo passo la situazione rischia di precipitare. Quindi bisogna distruggere le armi, adoperarci per il disarmo nucleare".

Poi aveva distribuito un'immaginetta che ritrae una foto scatta a Nagasaki nel 1945 dal fotografo americano Joseph Roger O'Donnell. Ritrae un bambino che aspetta di far cremare il fratellino minore deceduto in seguito ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki in Giappone.

Francesco si è commosso nel vedere, per caso, questa foto, e l'ha voluto distribuire per mostrare a tutti quali siano i frutti della guerra. "La tristezza del bambino solo si esprime nel suo gesto di mordersi le labbra che trasudano sangue". Ecco i frutti della guerra: solo morte e dolore.

Ma siamo punto a capo: e Donald Trump che gli aveva portato in dono in Vaticano un ramoscello di ulivo simbolo di pace (!), sta gettando il mondo verso un punto di non ritorno. Ora l'Iran riprenderà la produzione di uranio arricchito ovvero il programma bellico nucleare che Obama era riuscito a fermare, portando Teheran al tavolo del dialogo.

La voce del Papa resta: sempre a fianco degli ultimi ed è anche per questo che lo attaccano.

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