Scienza, Ambiente & Salute

Se anche Robert De Niro subisce la censura

Interventi - di Manuel d'Elia

Trovo sgradevole e antipatica la censura, in generale ma soprattutto nei confronti di determinati argomenti. Mi piace pensare di avere sufficiente capacità di giudizio da non aver bisogno che altri mi proteggano da contenuti che potrebbero traviare i miei pensieri.
Inoltre, e forse più importante, tendo a non avere troppa fiducia nei confronti delle reali motivazioni di chi si offre come scudo tra me il mondo esterno. Dopotutto, se “lui” non si fida della mia integrità e capacità di giudizio, perché dovrei fidarmi io della sua?
L’anno scorso è uscito il documentario “Vaxxed, dall’occultamento alla catastrofe” (Vaxxed from cover up to catastrophe) diretto da Andrew Wakefield e prodotto da Robert De Niro, doveva essere presentato al Tribeca Film Festival. A causa delle polemiche, hanno dovuto ritirarlo.
Da allora, la pellicola è stata osteggiata Al Parlamento Europeo, la ministra Lorenzin si è presa il disturbo di scrivere al Presidente Tajani, auspicando che blocchi la proiezione in programma.
Nel film la testimonianza al Congresso degli Stati Uniti del deputato Bill Posey, che accusa di frode (con trascrizioni e registrazioni telefoniche alla mano) il CDC  Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie per aver occultato e distrutto i documenti relativi alla correlazione tra il vaccino trivalente MMR (Morbillo, Parotite e Rosolia) e l’autismo.


Autore: Manuel D'Elia

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