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Fano, città della Fortuna

Week end italiani - di Corona Perer

Quando Cesare pensava a Fano sorrideva soddisfatto. E' proprio qui che aveva sconfitto i Cartaginesi, ovvero gli africani che stavano insidiando l'impero romano. Ma a Fano si arriva con il sorriso 'dentro' e lo sguardo disteso  (raggiungendola  dall'Autostrada o dalla Statale 16)  dopo aver riempito lo sguardo delle  dolcissime campagne marchigiane, che nel loro continuo degradare fra terre coltivate e pascoli fanno venire  a mente la Toscana, ma sono persino più belle.

Fano si trova alla foce del fiume Metauro e sulla riva del mare Adriatico: è città marchigiana in provincia di Pesaro e Urbino, ma la Romagna pulsa ancora molto forte nel dialetto della sua gente e nella stessa giovialità dei suoi abitanti. Fano è una città cortese: il turista lo sperimenta subito, basta gettare l'amo e la conversazione parte.

C'è una parola chiave che si incontra arrivando a Fano: è Fortuna. Benchè non si conosca l'anno esatto di fondazione della città, ma è nel primo scritto ufficiale databile al 49 a.C che compare Fanum Fortunae. Ne parla Cesare nel “De Bello Civili” riferendosi al Tempio della Fortuna eretto a testimonianza della battaglia del Metauro in cui le legioni romane sconfissero l’esercito cartaginese.

Oggi nella bella piazza XX settembre c'è il Teatro della Fortuna. L'arco d'Augusto, da sempre simbolo della città di Fano, fu in epoca romana la principale porta d'accesso alla città. È presumibile che nella Fanum Fortunae esistessero almeno altre due porte: una posta a sud e l'altra, prossima al mare, all'estremità est del decumano massimo.

Il culmine della presenza romana si ebbe sotto l’imperatore Cesare Ottaviano Augusto che costruì le mura di cinta ed elesse Fano a colonia (Colonia Julia Fanestri). Si deve a lui la “monumentalizzazione della città” con le mura completate nel 9 d.C., ben conservate per due terzi del circuito originario. Duemila anni dopo il turista odierno può camminare all'ombra dell'antico limen tra ciò che sta dentro e ciò che sta fuori  dalla porta di Augusto fino a raggiungere la quattrocentesca Rocca Malatestiana.

A metà delle mura romane si apre una porta minore di accesso alla città detta porta della Mandria dato che nel passato vi pascolavano le greggi. Aveva la funzione di consentire alla Flaminia di uscire dalla città per dirigersi a nord.

Fare una passeggiata a Fano è di una semplicità disarmate perchè siamo dentro l'urbanistica che risiede nel nostro dna: quella romana.  Nella pianta attuale della città di Fano è evidente: il decumanus maximus (attuale via Arco d'Augusto), che è di fatto il tratto finale o la prosecuzione urbana della Strada Consolare ed il cardus maximus ad esso perpendicolare, rintracciabile in parte tra l'attuale Corso Matteotti e la parallela via Nolfi. All'incontro di questi assi stradali si troverebbe il foro.

Ai due assi stradali principali si affiancano, a distanze regolari, decumani e cardini minori. Oggi gran parte di questo “recinto” di strade è Ztl e i Fanesi vanno in bicicletta. Il piacere di percorrere queste strade, dove si affacciano molti negozi in un centro commerciale vario e ben diffuso.

Ottima la sua dotazione infrastrutturale: vi si arriva dalla Statale 16 Adriatica e dall'Autostrada A14, nonché dalla linea ferroviaria Bologna-Ancona. Il collegamento con Roma è garantito dalla via Flaminia e dalla ferrovia Falconara-Orte. Fano dista 45 chilometri dall'aeroporto Raffaello Sanzio di Falconara  (Ancona) da dove partono quotidianamente voli nazionali e internazionali e 42 km dall'aeroporto internazionale Federico Fellini di Rimini.

Per un week end italiano è perfetta e pure per una vacanza estiva sulle sue spiagge. Davanti all'Adriatico tra arte e mare le occasioni a Fano non mancano. In questo periodo c'è la mostra (fino al 3 settembre) “Rinascimento Segreto” a cura di Vittorio Sgarbi occasione per visitare anche la Pinacoteca  Civica nel Palazzo Malatestiano che conserva una emozionante sezione dell'Ottocento, ritratti e pale rinascimentali di rara bellezza. In una sala è possibile ammirare anche una “malata” d'eccezione: l'Annunciazione di Guido Reni, attualmente in fase di restauro.

Nel palazzo che si affaccia in una bellissima corte interna con sopportico (dove è possibile ammirare il Mosaico della Pantera che originariamente adornava l'Arco d'Augusto) si trova anche una interessante   sezione archeologica con manufatti del paleolitico e steli funerarie, una sala per la numismatica con monete romane e altre battute dalla Zecca di Fano (che fu attiva per tre secoli dal 1414 al 1798) fino a monete del Regno d'Italia, ed una straordinaria collezione di ceramiche antiche provenienti da Pesaro, Venezia e Deruta.

A Fano tutto parla dei Malatesta a nella arena ricavata dentro il sito delle tombe malatestiane d'estate si tengono concerti jazz ed eventi culturali.  Gli ingredienti per sceglierla per una vacanza ci sono tutti.

luglio 2017
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Autore: Corona Perer

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