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Contagio di ritorno: cosa è?

Il 2 marzo il primo caso: il 19 marzo erano già 189

(nella foto: l'aeroporto di Pechino) - La sensazione è che l'emergenza non sarà lunga: sarà lunghissima e condizionerà i nostri spostamenti per molto tempo. Il 2 marzo scorso infatti la Cina, mentre festeggiava già la vittoria sul virus, ha registrato il primo caso di "contagio di ritorno" del coronavirus: una donna rientrata da Milano a Qingtian, contea dello Zhejiang, il 28 febbraio che aveva contratto il virus in Italia. Dodici giorni prima lievi sintomi di febbre e tosse, si stava curando, ma poi è partita.

La donna era rientrata in Cina in aereo e, dopo aver fatto scalo a Mosca, è atterrata a Shanghai per poi raggiungere la contea di Qingtian a bordo di un'auto noleggiata.La donna è ora in quarantena al Qingtian people's hospital. Ora per tutti i viaggiatori che entrano in Cina è stata decretata quarantena obbligatoria.

ll 19 marzo i casi "di ritorno" erano già 189. Dopo 81.000 casi e 3.277 morti (la stragrande maggioranza dei quali concentrati a Wuhan e nello Hubei) la Cina riprende a lavorare e vivere ma con una spada di Damocle sulla testa.

Cosa significa? Che non ci sposteremo più come prima. Questo ormai è chiaro. La quarantena sarà messa in valigia insieme al pigiama e al dentifricio.

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