Attualità, Persone & Idee

Kamala Harris e l'orgoglio femminile

''Sono la prima ma non sarò certamente l'ultima''

L'ondata di entusiasmo per l'elezione di Kamala Harris in qualche modo mette Joe Biden in secondo piano. Entra infatti nella stanza dei bottoni una donna capace e tosta. E' la prima donna afroamericana a diventare vicepresidente degli Stati Uniti.

Non ha figli, ma è la 'Momala'  delle due figlie che il marito Douglas Emhoff ha avuto dalla prima moglie. "Ho avuto tanti titoli nella mia carriera ma Momala è quello che ha il maggior significato" dice Kamala.

Ex procuratrice di San Francisco e poi della California ha conquistato un seggio in Senato nel 2016, anno della vittoria di Donald Trump con il quale non è mai stata tenera, censurando i suoi atteggiamenti verso donne e minoranze. Nel 2019 non riesce ad avere la nomination alle primarie per la Casa Bianca e a Joe Biden - che ora l'ha portata nel posto più alto della Casa Bianca - non fece sconti: in un dibattito gli ricordò di aver collaborato con due senatori segregazionisti negli anni '70.

A 54 anni ha anche un compito indiretto e non meno importante: portare avanti il partito democratico e proiettarlo verso il futuro. E magari diventare la prima donna Presidente Usa. Dicono che potrebbe farcela.

Un aneddoto: Barack Obama l'aveva definita la più bella procuratrice americana. Lei era andata su tutte le furie. Kamala Harris vuole essere apprezzata per le sue capacità. La vedremo al lavoro e potremo giudicare cosa può fare una donna nella stanza dei bottoni più importante al mondo.

 

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Commenti (0)