
La cucina povera fatta di tradizione
C'era una volta il Ristorante Bosco dei Pini Neri
C'era una volta uno di quei posticini che restano nel cuore : il Ristorante Bosco dei Pini Neri a Pozza di Trambileno dove ingredienti semplici e poveri assumevano forme da gran gourmet.
I titolari Mauro Nardelli e la moglie Rita non si fregiavano del titolo di chef ma erano orgogliosi di essere cuochi di un tempo, come accadeva di incontrare nelle trattorie fuori porta.
"Siamo ristorante come dicitura, ma ci ispiriamo alla trattoria. La nostra cucina si ispira alla tradizione, ha radici nel passato ma vive nel presente. Si sperimenta, si lavora nella solitudine della cucina, un lavoro duro che racchiude molti ingredienti dalla cultura del territorio e chiede conoscenza del prodotto''.
La loro resta una bella lezione che merita di essere conservata. Ecco l'intervista raccolta nel 2020.
Cosa proponete che gli altri non fanno ?
La nostra proposta di pietanze è naturale, fresca, nasce nella tradizione. E' una cucina senza tempo che prende ispirazione dalla cucina delle nonne senza dimenticare le origini. Lo cucinavano con quello che offre il territorio e secondo la stagionalità. Amiamo quindi rispettare la natura supportati da produttori di eccellenza.
Quale è il primo pensiero nella costruzione di un piatto?
Quando pensiamo di proporre un piatto partiamo dalla materia fresca disponibile, dal racconto del nostro ricordo al ricordo da dare al nostro ospite. Una proposta che cambia settimanalmente , secondo il prodotto fresco reperito, cercando di offrire qualità distinzione dei sapori, una cucina di sostanza.
Quindi siete dei cercatori di materia prima...
Esatto, la ricerca della materia prima ti offre: la patata migliore per fare i gnocchi o il rotolo di patate con le erbe del orto. Servono erbe fresche e di montagna per risotti profumati e la farina più adatta per il pane casalingo. Usiamo formaggio di capra e miele del luogo. Serviamo le nostre mostarde e composte per l'antipasto, o le sarde del lago di Garda per i nostri bigoli. Per la guancetta di vitello brasata, usiamo il vino Enantio e verdure del nostro orto. La nostra polenta vene fatta con tre farine, usiamo uova del pollaio, cerchiamo insomma la qualità di quello che ci sta intorno e poi lo cuciniamo.
Cene tematiche e di degustazioni: funzionano?
Fin dall'inizio abbiamo proposto la Carta degli oli evo “Il giro d’ Italia degli oli evo''.
Le cene a tema sono degustazioni di pietanze trentine accompagnate con oli evo e presenza dei produttori. Degustare un olio è un'arte, significa scoprire profumi, sapori, aromaticità, retrogusto.
Piacciono anche le cene di degustazione su pietanze elabrate con le erbe di montagna, il miele e le verdure delle Valli del Leno e della Val di Gresta. Sono cene che diventano esperienza e i commensali vanno oltre il ristorante, si aprono a una visione del territorio, all'arte del fare, e capiscono il cibo sano, buono e di qualità .
Quindi una cucina....comunicazione?
Proprio così. Il nostro motto (fin dalla apertura del locale nel 2009) è divulgare, farci ambasciatori del territorio e della autenticità della nostra tradizione gastronomica. La promozione del territorio passa dal gusto e per questo abbiamo creato il brand "Pino Nero in Viaggio": insieme ai produttori del territorio siamo spesso fuori dal Trentino per promuovere la terra trentina e i suoi sapori. Un ristoratore deve conoscere e divulgare il territorio facendo del piatto una narrazione emozionale.
La vostra ambizione?
Essere un ristorante che tocca tutti i sensi del viaggiatore con la storia, le ricette, la riscoperta di sapori antichi.
Quale è stata la soddisfazione più grande finora?
Sembra banale, ma la nostra migliore soddisfazione è la soddisfazione del cliente, vederlo interessato e appagato alle nostre proposte, partecipe. Ecco quello è il momento più bello e la nostra più grande soddisfazione.
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