Viaggi & Reportages

La cucina povera fatta di tradizione

Il Ristorante Bosco dei Pini Neri a Pozza di Trambileno

E' uno di quei posticini che restano nel cuore e non solo perchè si gode un meraviglioso panorama su Rovereto  la Vallagarina, ma perchè la cucina sa coniugare tradizione e ricerca. E resta quel che era: cucina povera. Al Ristorante Bosco dei Pini Neri a Pozza di Trambileno, dal 2009 è possibile ritrovare nel piatto i sapori di una volta. E così il bollito e la polenta con il coniglio sono proprio come quelli che facevano le nostre nonne, ma la ricerca spinge avanti la tradizione e allora ecco gli strangolapreti con lo spinacino selvatico o con le verdure dell'orto annesso al ristorante.

La carne salada si mangia in tartare e viene servita su purè di patate o di sedano rapa con il tocco speciale di un uovo in camicia alla Melissa. Prelibati e preziosi per la salute sono i ravioli con impasto di ortica, serviti con una peperonata casalinga e il formaggio Caprino a km. ''0''.  Innovazione anche nel minestrone che viene fatto con il bro-brusà alla trentina: gli ingredienti sono i fagioli secchi e le patate ma a guarnire il tutto è il radicchio crudo di Treviso.

I titolari Mauro Nardelli e la moglie Rita non si fregiano del titolo di chef ma vanno orgogliosi di essere cuochi di un tempo, come accadeva di incontrare nelle trattorie fuori porta. "Siamo ristorante come dicitura, ma ci ispiriamo alla trattoria. La nostra cucina si ispira alla tradizione, ha radici nel passato ma vive nel presente. Si sperimenta, si lavora nella solitudine della cucina, un lavoro duro che racchiude molti ingredienti dalla cultura del territorio e chiede conoscenza del prodotto''. L'ambiente è accogliente, informale, adatto anche ai bambini.

I primi piatti sanno stupire: il  riso con le erbette dell'orto viene accompagnato da fiori di zucca e salvia fritti con la pastella. Il piatto del ristorante è i Tagliolini con le pere, pancetta e lardo croccante e Melissa.  Il Riso alla zucca viene cotto con formaggio caprino e servito con polvere di rapa rossa e cavolo nero. Il canederlo si fa, ma lo si reinventa in "tagliata di canederlo". E per dessert la mela cotta dei nostri vecchi diventa un'affascinante mela caramellata.

Cosa proponete che gli altri non fanno ?
La nostra proposta di pietanze è naturale, fresca, nasce nella tradizione. E' una  cucina senza tempo che prende ispirazione  dalla cucina delle nonne senza dimenticare le origini.  Lo cucinavano con quello che offre il territorio e secondo la stagionalità. Amiamo quindi rispettare la natura supportati da produttori di eccellenza.

Quale è il primo pensiero nella costruzione di un piatto?
Quando pensiamo di proporre un piatto partiamo dalla materia fresca  disponibile, dal racconto del nostro ricordo al ricordo da dare al nostro ospite. Una proposta che cambia settimanalmente , secondo il prodotto fresco reperito, cercando di offrire qualità distinzione dei sapori, una cucina di sostanza.

Quindi siete dei cercatori di materia prima...
Esatto, la ricerca della materia prima ti offre: la patata migliore per fare i gnocchi o il rotolo di patate con le erbe del orto. Servono erbe fresche e di montagna per risotti profumati e la farina più adatta per il pane casalingo. Usiamo formaggio di capra e miele del luogo. Serviamo le nostre mostarde  e composte per l'antipasto, o le sarde del lago di Garda per i nostri bigoli. Per la guancetta di vitello brasata, usiamo il vino Enantio e verdure del nostro orto. La nostra polenta vene fatta con tre farine, usiamo uova del pollaio, cerchiamo insomma la qualità di quello che ci sta intorno e poi lo cuciniamo.

Fate anche cene tematiche e di degustazioni ?
Fin dall'inizio abbiamo proposto la Carta degli oli evo “Il giro d’ Italia degli oli evo''.
Le cene a tema sono degustazioni di pietanze trentine accompagnate con oli evo e presenza dei produttori. Degustare un olio è un'arte, significa scoprire  profumi, sapori, aromaticità, retrogusto.
Piacciono anche le cene di degustazione su pietanze elabrate con le erbe di montagna, il miele e le verdure delle Valli del Leno e della  Val di Gresta. Sono cene che diventano esperienza e i commensali vanno oltre il ristorante, si aprono a una visione del territorio, all'arte del fare, e capiscono il cibo sano, buono e di qualità .

Quindi una cucina....comunicazione?
Proprio così. Il nostro motto (fin dalla apertura del locale nel 2009) è divulgare, farci ambasciatori del territorio e della autenticità della nostra tradizione gastronomica. La promozione del territorio passa dal gusto e per questo abbiamo creato il brand "Pino Nero in Viaggio": insieme ai produttori del territorio siamo spesso fuori dal Trentino per promuovere la terra trentina e i suoi sapori. Un ristoratore deve conoscere e divulgare il territorio facendo del piatto una narrazione emozionale.

La vostra ambizione?
Essere un ristorante che tocca tutti i sensi del viaggiatore con la storia, le ricette, la riscoperta di sapori antichi. Per questo prepariamo anche i Pic-nic nella natura proposti dal 2019 in ambiente rurale con conoscenza delle erbe e della loro trasformazione o i picnic in montagna.

Quale è stata la soddisfazione più grande finora?
Sembra banale, ma la nostra migliore soddisfazione è la soddisfazione del cliente, vederlo interessato e appagato alle nostre proposte, partecipe. Ecco quello è il momento più bello e la nostra più grande soddisfazione.

**

Ristorante Bosco dei Pini Neri
Loc, Frazione Pozza, 76, 38068 Trambileno TN
Telefono: 349 384 9933

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Gallery

Commenti (0)