Arte, Cultura & Spettacoli

Il '400 a Fermo, grande operazione per cultura e turismo

Imperdibile occasione per visitare anche la città

Ci sono epoche storiche e storie d'arte irripetibili. Come quella che segnò Fermo nel Quattrocento quando la città divenne centro politico e artistico. Non solo luogo di potere, ma fucina d'arte grazie all’arrivo di maestri, tanto ricca da commissionare preziosi manufatti dall’Italia centrale, da Venezia e dal Nord Europa che arrivando in loco influenzarono il substrato culturale locale, facendo nascere altri talentuosi artisti. Tutto questo è raccontato nella bella mostra, aperta dal 20 aprile a Fermo, che ha già richiamato oltre 8000 visitatori. “Il Quattrocento a Fermo. Tradizione e avanguardie da Nicola di Ulisse a Carlo Crivelli”, organizzata dalla Regione Marche e dalla Città di Fermo e allestita presso la Chiesa di San Filippo della splendida città marchigiana, è stata pertanto prorogata fino al 7 ottobre.

Curata da Alessandro Marchi e Giulia Spina, la mostra fa parte del progetto di valorizzazione del patrimonio culturale “Mostrare le Marche”, promosso dalla Regione Marche, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali  e da Anci Marche, attuato in sinergia con la Prelatura Territoriale di Loreto, il Comune di Macerata, il Comune di Ascoli Piceno, il Comune di Fermo, il Comune di Fabriano e il Comune di Matelica.

Un progetto territoriale ed un circuito espositivo di grande respiro culturale e importanza che dimostra anche la coesione di chi - amministrando le politiche culturali - sta facendo ripartire questa parte di Italia dove le ferite del post terremoto del 2016 non sono ancora del tutto sanate, anche se Fermo si presenta sostanzialmente integra e godibile.

La mostra di Fermo è davvero imperdibile. Tra le opere spicca la splendida ed epica tela di "Sant’Andrea e la battaglia tra ginesini e fermani” di Nicola di Ulisse da Siena in prestito dalla Pinacoteca civica di San Ginesio, due opere di Fra Marino Angeli, il “San Francesco che riceve le stimmate e San Michele Arcangelo che combatte col drago” in prestito dal Municipio di Falerone e il Trittico “Madonna col Bambino, San Sebastiano e San Biagio” dalla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino e la dolcissima “Madonna che allatta il Bambino e due angeli” di Pierpalma da Fermo conservato nella Pinacoteca civica di San Ginesio.

Bello l'allestimento voluto da Sistema Museo: questi tesori emergono da un azzurro celestiale che oltre ad esaltarli nelle loro vivaci cromie, esalta anche il contesto della Chiesa di San Filippo, sconsacrata da tempo e perfetto contenitore culturale per opere di arte sacra. Di straordinaria ricchezza i capolavori in mostra: oltre alle pale d’altare e alle sculture, anche oreficerie, miniature, tessuti.

Fra gli oggetti  esposti, anche un bel gruppo di opere ceramiche: boccali e piatti dell’Officina ‘Sforzesca’ di Pesaro della seconda metà del Quattrocento fra cui un preziosissimo  Boccale con volto di donna a rilievo, un Boccale con decoro alla foglia gotica detta ‘cartoccio’, ed un Boccale con stemma dipinto.

Da non perdere  una visita anche all'Oratorio di Santa Monica, secolo XV, dove ammirare un interessante ciclo di affreschi con incisi degli ex-voto della popolazione locale. Il Vangelo viene narrato con figuranti in costumi rinascimentale. L'autore  è ignoto, ma si pensa che il ciclo sia opera di mani diverse di una bottega del tempo, probabilmente artisti della vicina Camerino.

L'oratorio è visitabile al ticket simbolico di 1 euro per chi ha acquistato il biglietto (8 euro) che consente la Mostra del '400 e include anche la visita al bellissimo Teatro dell'Aquila (uno dei vanti di Fermo), le cisterne romane (imperdibili!) ed il polo dei musei scientifici che si trova proprio davanti alla Chiesa di San Filippo.

Continua anche la mostra satellite di  Matelica “Milleduecento. Civiltà figurativa tra Umbria e Marche al tramonto del Romanico”, visitabile al Museo Piersanti fino al 4 novembre 2018 (coupon sconto scaricabile dal sito www eventi.turismo.marche.it). Curata da Fulvio Cervini è preziosa per la rarità del periodo che presenta, il Medioevo, con alcuni capolavori assoluti, come gli imponenti e monumentali Crocifissi lignei.E' una eccezionale finestra aperta sul 1200  tra scultura, pittura e oggetti preziosi, un eccezionale momento storico che vede - tra Umbria e Marche - la trasfrormazione del linguaggio figurativo verso un naturalismo di grande potenza plastica con la scultura in legno policromo.

Un vero e proprio tour dentro la bellezza, che durante l'estate ha consentito di allargare lo sguardo anche sul cospicuo patrimonio storico-artistico di Ascoli Piceno dove è stato possibile visitare la mostra su “Cola dell’Amatrice. Tra Pinturicchio e Raffaello” alla  Pinacoteca Civica di Ascoli, e l’importante collezione permanente del Museo. Un evento che ha riunito oltre sessanta opere provenienti da sedi prestigiose affiancate a capolavri di Raffaello, Pinturicchio, Perugino. E' stato esposto anche il taccuino di disegni di Cola dell’Amatrice, fra cui spiccano i suoi studi su Luca Pacioli, su Leonardo, le sue riflessioni sulla stanza della Segnatura e, dunque, su Raffaello.

Progetti come ''Mostrare le Marche'' sono imperdibili opportunità per attingere e  conoscere il grande patrimonio storico-artistico della Regione Marche, visitare i suoi borghi incantati e, soprattutto, contribuire con la propria presenza al progetto di rinascita dei luoghi che sono stati colpiti dal sisma del 2016 e che attraverso queste iniziative  segnano un importante percorso di rinascita.

“La volontà di prorogare questa esposizione da parte dell’Amministrazione Comunale di Fermo in accordo con la Regione Marche – afferma l’assessore regionale alla Cultura e al Turismo, Moreno Pieroni –  è un bellissimo messaggio di attenzione verso il territorio e una testimonianza di come la Città di Fermo rappresenti sempre un punto di riferimento nel sistema culturale regionale”.

Molto soddisfatti anche gli amministratori di Fermo che procedono spediti e a ritmo serrato con i restauri del centro storico e l'ammodernamento della città. A luglio sono entrati in funzione ascensori e scala mobile che collegano la parte a valle con la rocca e i suoi monumentali palazzi. L 'impianto di risalita meccanizzato  dal Terminal arriva fino a Via Sant'Anna e facilita l'ingresso ai turisti attirati. Un terzo ed ultimo troncone, da Via Sant'Anna a Piazzale Carducci è già appaltato e in fase di revisione dopo i disagi causati dal sisma. Raggiungere i testori artistici di Fermo è dunque più facile e questo non potrà che dare una mano  alla cultura e alla stessa mostra sul Quattrocento.

“Siamo lieti dell’ottimo riscontro avuto – aggiunge l’assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Fermo, Francesco Trasatti -  dimostrazione della voglia di bellezza e di cultura da parte di residenti e visitatori. Turisti che si annunciano anche per il mese di settembre e che dunque non mancheranno di ammirare queste preziose opere esposte nella Chiesa di San Filippo”.

Un ricco programma di itinerari per la città e biglietti d’ingresso agevolati, permettono  a cittadini e visitatori di scoprire le tracce di questo importante secolo.

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IL QUATTROCENTO A FERMO
Tradizione e avanguardie da Nicola di Ulisse a Carlo Crivelli
FERMO, Chiesa di San filippo
Prorogata fino al 7 ottobre 2018

Pacchetti e offerte su www.turismo.marche.it

SENTIRE consiglia:
dove dormire: Palazzo Romani Adami in corso Cavour, 94 - Fermo
dove mangare: Enoteca Bar a Vino, Piazza del Popolo - Fermo


Autore: Corona Perer

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