Arte, Cultura & Spettacoli

Recanati: Lorenzo Lotto dialoga con Giacomo Leopardi

Il Progetto ''Infinito'' nel biennio 2017-2019

(foto di copertina: 'Ritratto di Ludovico Grazioli' di Lorenzo Lotto) -  “Lorenzo Lotto dialoga con Giacomo Leopardi”  è evento che fa parte della programmazione di mostre ed eventi culturali programmati nel biennio 2017-2019 dal progetto "Recanati verso l'Infinito", elaborato da di Società Sistema Museo, che fa leva sulla forte identità della città legata all'arte, alla poesia e alla musica, con il contributo della Regione Marche e del Comune di Recanati.

Cratore della mostra è Vittorio Sgarbi che mette in rapporto due anime inquiete e di grande sensibilità: il poeta e il pittore, Leopardi e Lotto, uno marchigiano, l'altro veneto. Entrambi a Recanati hanno lasciato il loro genio. Lotto lasciò una splendida Annunciazione conservata nel museo civico di Villa Colloredo Mels dove è allestita la mostra. Leopardi il nostro modo di percepre l'Infinito.

Tanti i punti di contatto con il poeta di casa Giacomo Leopardi. Due anime inquiete e figure di grande sensibilità che, pur affrontando mondi artistici differenti, hanno espresso l'esigenza di raccontare la realtà e il conflitto interiore. Le opere in mostra mettono in rapporto due uomini meditativi, contemplativi e in possesso di doti straordinarie. Due uomini eccezionali, atipici, dall’intelletto tormentato.

"Non è una singolare coincidenza che Lorenzo Lotto abbia lasciato alcuni dei suoi capolavori a Recanati, dove si tormentò e si espresse Giacomo Leopardi, manifestando uno spirito improvvisamente nuovo, aperto all’infinito della natura. E' come se per entrambi ci fosse un passaporto che va oltre il loro tempo'' afferma Sgarbi.

Lotto è stato finalmente capito nel Novecento, ma anche Leopardi è stato compiutamente compreso in tempi recenti, che hanno individuato la modernità de La ginestra, de Il tramonto della luna, delle poesie della piena maturità, dello Zibaldone. Sentire insieme i due artisti, il pittore e il poeta, è dunque un'opportunità. Tra l’altro il poeta aveva in casa un’opera di Lotto acquistata dal padre Monaldo.

Lorenzo Lotto fu definito da Bernard Berenson “il primo pittore italiano ad essere sensibile ai mutevoli stati dell’animo umano”, un “pittore psicologico in un’epoca che stimava quasi soltanto forza e gerarchia, un pittore personale in un’epoca in cui la personalità stava per diventare meno stimata del conformismo, evangelico di cuore in un paese in cui un cattolicesimo rigido e senza anima ogni giorno più rafforzava la sua presa”.

 

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