Arte, Cultura & Spettacoli

Amarcord, 100 anni fa nasceva Federico Fellini

Numerosi eventi per ricordare il grande regista

(Foto di copertina: un ritratto di Sandro Becchetti) - Il 20 gennaio del 1920, 100 anni fa, nasceva a Rimini il grande Federico Fellini. Regista, sceneggiatore, fumettista e scrittore italiano, è considerato uno dei maggiori nomi della storia del cinema mondiale. Nell'arco di quasi quarant'anni, ha collezionato 4 Oscar  per ''La strada'', ''Le notti di Cabiria'', ''8½'' e ''Amarcord'' mentre nel 1993 gli è stato conferito quello alla carriera. I titoli dei suoi più celebri film, tra cui anche I vitelloni, La dolce vita e Roma, sono diventati famosi in tutto il mondo.

Da Roma, la sua città d'adozione che tanto ha amato, in cui si trasferì nel 1939 per cercare di intraprendere la professione giornalistica e in cui morì nel 1993, partirà un delicato, toccante e ironico omaggio teatrale. Un "amarcord", direbbe lui.

Martedì 21 gennaio 2020, ore 21, presso il teatro Lo Spazio di Roma, andrà in scena "In viaggio con Fellini - Note, ricordi, sue fantasie", in cui l'attore e regista Francesco Sala interpreta Federico Fellini che racconta di sé e della sua immortale arte. Accanto a lui ci saranno la cantante Raffaela Siniscalchi, il maestro Antonio Nasca al pianoforte e il contributo artistico di Brivido Pop, all'anagrafe Marco Innocenti. Con la regia dello stesso Francesco Sala e con la preziosa collaborazione di Viola Pornaro, prodotto da Enrico Carretta. In programma anche letture speciali e omaggi artistici. Per i mesi successivi, invece, lo spettacolo viaggerà prevalentemente all'estero: ci sono già richieste, infatti, da Budapest, Amsterdam, Polonia e Iran.

Una grande passione di Fellini  fu il disegno come racconta il critico d'arte Sandro  Bongiani dando notizia del ritrovamento nella soffitta di una  vecchia casa a Salerno, di una caricatura inedita originale eseguita   a pastelli nel 1937  dal giovane Federico  Fellini. Ritrae il suo prof. salernitano di ginnastica  Luigi  C.  che in quell’anno insegnava al liceo classico Giulio Cesare di Rimini.

"L'opera è autentica" afferma Sandro Bongiani. E' stata disegnata a pastelli su Carta Bristol  di cm 25x35  nel 1937 con una tecnica  già  matura  nonostante i suoi 17 anni. ''L’opera risulta di grande importanza, soprattutto, per capire la personalità  geniale del giovane Fellini.  E’ di sicuro una delle poche o forse l’unica  opera firmata dal grande regista, la firma di Fellini è visibile dentro un piccolo quadrato inclinato  in basso a destra del foglio, di fatto risulta una delle prime opere giovanili  già convincenti e geniali del maestro''.

Fellini  faceva spesso delle caricature, per gioco, ritraendo i compagni e gli insegnanti del liceo e che poi regalava   agli amici erano apprezzati  al momento e quasi sempre buttati via. Fellini ha sempre disegnato accanitamente: da bambino, quando riempiva le tovaglie di casa con interminabili ghirigori, da studente, quando faceva le caricature degli insegnanti o andava sulla spiaggia di Rimini, vestito di tutto punto, a caccia di clienti a cui fare il ritratto, da giovane in cerca di fortuna quando collaborava come umorista e poi da regista, quando il disegno gli serviva per fissare i lineamenti di un personaggio, per abbozzare un costume, una scenografia.

Ma quello venne regalato al prof con una scritta “Professore, a me non mi piace la scuola, lo conservi perché io un giorno sarò un grande”. Certezza che fu confermata  anche dall’attore Alberto  Sordi che lo conobbe da giovane e spiantato, ma sempre pronto a dire “... un giorno sarò un grande regista”.

In effetti Fellini  compie studi ''incerti'' al Liceo Classico e a scuola non andava per niente bene. Nel 1937  Fellini aveva iniziato anche a guadagnare qualcosa grazie al pittore Demos Bonini, che  aveva aperto la bottega “Febo” dove i villeggianti andavano a farsi immortalare in azzeccate caricature  firmate “FEBO”, acronimo di Fellini  che disegnava e Bonini che li colorava.

“La scuola mi offriva l’opportunità di disegnare con la scusa di prendere appunti o di scrivere e quindi di vivere nel mio mondo di fantasia, mentre fingevo di ascoltare le parole degli insegnanti. Disegnavo di nascosto caricature, sperando di non essere mai scoperto e che tutti pensassero che stavo prendendo appunti su appunti” racconterà il regista in "Io, Federico Fellini" (A. Mondadori, 1995) 

Nel 37’ tanti bozzetti che Fellini produceva per pochi centesimi sul lungomare di Rimini quasi sempre venivano  buttati subito via perché ritenuti di poco conto. Proprio in quegli anni  inizia a collaborare con alcune riviste inviando vignette sino a diventare un collaboratore fisso del settimanale fiorentino “420” e poi del “Marc’Aurelio”: siamo  ormai nel 1939 anno nel quale Fellini si trasferisce a Roma con la scusa di iscriversi a giurisprudenza. Comincia a frequentare l’ambiente dell’avanspettacolo e della radio, a scrivere copioni, gag e battute per spettacoli e film vari. E continua a disegnare. Si conoscono maggiormente i disegni degli anni 50 fino agli anni 80 legati al cinema, ma rimane poco conosciuta la parentesi degli anni di Rimini.

Questa caricatura copre quindi un vuoto.               
 

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Gallery

Commenti (0)

Articoli correlati