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Donne Arabe: la difficile battaglia per essere normali

Cade un odioso tabù: possono guidare

In Arabia Saudita, ad un anno dall'annuncio, il tabù è finalmente caduto: alle donne è permesso guidare. Tante attiviste, che hanno lottato per anni per ottenere questo risultato, sono però ancora in carcere.

Un lungo cammino iniziato negli anni Novanta quando circa 40 donne salirono a bordo delle loro automobili e percorsero alla guida una delle strade principali della capitale Riad. Vennero fermate dalla polizia e sospese dal lavoro. Nel 2007 venne lanciata una campagna di lettere al defunto re Abdullah. L’anno successivo Wajeha al-Huwaider filmò se stressa alla guida e pubblicò il filmato su YouTube l’8 marzo, Giornata internazionale delle donne. Altre donne fecero lo stesso nel 2011: alcune vennero arrestate, una fu condannata a 10 anni, altre furono costrette a firmare un documento nel quale promettevano di desistere da ulteriori proteste. Nell’ottobre 2013 la campagna riprese slancio. Il sito venne hackerato e alcune attiviste ricevettero minacce. Nel settembre 2017 l'annuncio della fine del divieto a partire dal 24 giugno 2018, ma molte protagoniste della campagna hanno ricevuto telefonate in cui venivano ammonite a non commentare pubblicamente la novità.

Molte altre riforme nel campo dei diritti delle donne sono necessarie per normalizzare il paese. Da anni, le attiviste per i diritti delle donne chiedono il diritto di poter guidare e la fine del sistema repressivo del tutore. Servirà più giustizia perchè le principali protagoniste della campagna contro il divieto di guida – come Loujain al-Hathloul, Iman al-Nafjan e Aziza al-Yousef – sono tra le otto persone finite in carcere nelle ultime settimane a causa del loro impegno in favore dei diritti umani. Alcune di loro sono agli arresti da oltre un mese e rischiano un processo di fronte al tribunale antiterrorismo e una pena detentiva fino a 20 anni.

Ancora oggi le donne subiscono una sistematica discriminazione, tanto per legge quanto per prassi. Non possono viaggiare, lavorare, accedere all’istruzione superiore o sposarsi senza il consenso di un tutore di sesso maschile. Coloro che sposano cittadini stranieri non possono trasmettere la loro nazionalità ai figli, a differenza di quanto accade agli uomini sauditi.

“L’abolizione del divieto di guida si deve alla determinazione e al coraggio mostrati dalle attiviste per i diritti umani sin dagli anni Novanta” ha dichiarato Samah Hadid, direttrice delle campagne sul Medio Oriente di Amnesty International. “ L’abolizione del divieto di guida è un provvedimento lungamente dovuto ma dovrà essere seguito da riforme che pongano fine alla discriminazione nei confronti delle donne. Se il principe della corona Mohammad bin Salman intende accreditarsi come un sincero riformatore, deve liberare come prima cosa gli attivisti e le attiviste per i diritti delle donne e includere gli uni e le altre, insieme ad altri rappresentanti della società civile, nel processo di riforma, che in primo luogo deve comprendere l’abolizione del sistema del tutore” ha sottolineato Hadid.

L’ultimo giro di vite nei confronti di coloro che difendono i diritti delle donne è iniziato proprio durante la campagna internazionale di pubbliche relazioni che intendeva presentare il principe della corona come un autentico riformatore.

“La repressione nei confronti di coloro che difendono i diritti delle donne e l’agghiacciante campagna diffamatoria tuttora in corso sono il segno che il principe della corona bin Salman vuole impedire che vi sia una narrazione diversa rispetto alle riforme nel paese”, ha proseguito Hadid.

“Gli alleati dell’Arabia Saudita – soprattutto Usa, Regno Unito e Francia – non devono rimanere in silenzio di fronte alle gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani e alla repressione dell’attivismo per i diritti umani in corso nella monarchia del Golfo. La comunità internazionale deve premere sull’Arabia Saudita affinché cessi la repressione contro gli attivisti e le attiviste per i diritti umani”, ha concluso Hadid.

 

 


                                                                      
 

 

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