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Papa Luciani, è Beato

Causa conclusa - Approvato il miracolo: una ragazza di Buenos Aires.

Papa Luciani, è Beato. La Sala Stampa Vaticana ha finalmente dato l'attesa notizia con un comunicato ufficiale: “Durante l’Udienza concessa a Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il Sommo Pontefice ha autorizzato la medesima Congregazione a promulgare il decreto riguardante il miracolo attribuito all’intercessione del Venerabile Servo di Dio Giovanni Paolo I (Albino Luciani), Sommo Pontefice; nato il 17 ottobre 1912 a Forno di Canale, (oggi Canale d’Agordo, Italia) e morto il 28 settembre 1978 nel Palazzo Apostolico (Stato della Città del Vaticano)”.

Gioia in tutta la provincia di Belluno ed in particolare a Canale d'Agordo, paese natale del Papa del Sorriso.

"Quanto sognato nel lontano 2002 dall'allora vescovo di Belluno-Feltre Vincenzo Savio si sta finalmente avverando - commenta il direttore della Fondazione Papa Luciani di Canale d'Agordo Onlus, Loris Serafini. Fu infatti mons. Savio a proporre la figura di Albino Luciani come esempio di santità ordinaria per la propria Diocesi e per la Chiesa universale. "Fu indicato modello di una santità assolutamente comune e accessibile a tutti. Il sogno di mons. Savio diventerà realtà, accogliendo le richieste di moltissimi fedeli che da tutte le parti del mondo lo volevano posto all'onore degli altari".

Nella causa di beatificazione di Papa Luciani, c'è ovviamente il miracolo: una ragazza di Buenos Aires, nell'ex diocesi di papa Francesco, dove erano partite preghiere speciali per chiedere la grazia del 'Papa del Sorriso'. La giovane, colpita da un male incurabile, è poi guarita, cosa inspiegabile per la medicina.

Benedetto XVI non aveva dubbi. “Personalmente sono convintissimo che fosse un santo. Per la sua grande bontà, semplicità, umiltà. E per il suo grande coraggio. Perché aveva anche il coraggio di dire le cose con grande chiarezza, anche andando contro le opinioni correnti. Sì, sono convintissimo che sia un santo!” disse Josef Ratzinger.

Giovanni Paolo I appena eletto con colui che prenderà il suo posto: Giovanni Paolo II

Albino Luciani rifuggiva i posti d'onore. Preferiva sentirsi piccolo. A Vittorio Veneto e a Venezia ripeteva «Quando parlo da solo a Dio e alla Madonna la mitra, lo zucchetto, l’anello scompaiono; mando in vacanza l’adulto e anche il vescovo, per abbandonarmi alla tenerezza spontanea, che ha un bambino davanti a papà e mamma». Perfino da Papa ripeteva questo concetto: «Dobbiamo sentirci piccoli davanti a Dio. Quando io dico: «Signore, io credo»; non mi vergogno di sentirmi come un bambino davanti alla mamma; io credo al Signore, a quello che egli mi ha rivelato». La santità che preferiva Albino Luciani era quella della vita quotidiana, quella della “Madonna delle pignatte” che, diceva, «si è fatta santa senza visioni, senza estasi, si è fatta santa con queste piccole cose. Lavava scodelle, preparava minestre, pelava patate o qualcosa di simile».

"Possiamo davvero essere felici che la Chiesa abbia ufficialmente riconosciuto la santità di questo “straordinario” aggiunge Loris Serafini. "È una santità accessibile, perché non è un merito conquistato, ma un dono gratuito del Signore, come risposta alla fiducia riposta in Lui. Adesso attendiamo con gioia la data della sua beatificazione."

Grande gioia a Canale d'Agordo, paese d'origine del Papa del Sorriso che ha istituito il  Musal, Museo Albino Luciani ricavato in un palazzo quattrocentesco affacciato sulla piazza principale del paese, anticamente ospizio, che si sviluppa su 4 piani. Il museo MUSAL fu inaugurato il 26 agosto 2016 dal segretario di Stato Vaticano cardinale Pietro Parolin, è gestita dalla Fondazione Papa Luciani Onlus costituita per valorizzare la persona e gli insegnamenti di Giovanni Paolo I. 

Meta di molti pellegrini a Canale d'Agordo è la Casa Natale del Papa a sua volta un piccolo museo, meta di visite continue. Al piano terra c’è la cantina dove si trovano la gerla di mamma Bortola e gli arnesi da lavoro del padre Giovanni. Al primo piano c'è la ‘stua’,  la stube dove nacque il piccolo Albino, il quarto maschietto dopo che altri tre fratellini, dello stesso nome Albino, non ce l’avevano fatta.

le fasce originali in cui fu avvolto il piccolo Albino alla nascita

C’è poi la camera da letto dei genitori, una stanza dei ricordi di famiglia e la stanza da lavoro della mamma e della sorella con la macchina da cucire originale. Locali umili che restituiscono la semplicità dei Luciani e che vengono visitati ogni anno da sempre più numerosi pellegrini.

Dopo i lavori di ristrutturazione è visitabile per intero, con cinque nuove stanze e il secondo piano interamente visitabile.

 

La piccola e povera cucina di casa Luciani

Nella casa natale si possono vedere la camera dei fratelli Albino e Edoardo da giovane; quella delle sorelle Amalia e Antonia; quella dei genitori Giovanni e Bortola e la stanza a lui riservata quando, da vescovo, soggiornava in famiglia durante le sue periodiche visite. Ci sono poi i locali di Edoardo e Antonietta, fratello e cognata del Papa, con i ricordi da loro conservati del Sommo Pontefice.

Inoltre è a disposizione anche una stanza in cui viene proiettato filmato della visita di papà Giovanni Paolo II a Canale d'Agordo nel 1979.

 

La casa Museo a Canale d'Agordo


Autore: Corona Perer

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