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Pro Loco: 140 anni di impegno per la società

Festeggiamenti conclusi al Senato della Repubblica

E’ trentina la prima Pro Loco italiana, quella di Pieve Tesino. Il suo 140° compleanno viene celebrato con una serie di appuntamenti  tra spettacoli, grandi ospiti,  approfondimenti e divertimento.

La  Pro Loco di Pieve Tesino fu antesignana del movimento sorto proprio a Pieve Tesino nel 1881 e che oggi conta oltre 6300 associate in tutta Italia. Il Senato della Repubblica e l’UNPLI – Unione Nazionale delle Pro loco, hanno celebrato la lunga storia delle Pro Loco omaggiando simbolicamente la Pro Loco di Pieve Tesino, prima Pro Loco italiana (1881).

Settembre è stato il mese delle celebrazioni per il 140° anniversario della fondazione di uno dei più longevi movimenti associativi italiani, quello delle Pro Loco, sorto proprio in Trentino 140 anni fa con la Pro Loco Pieve Tesino (1881).

"Celebrare la Pro Loco di Pieve, significa anche celebrare i principi che accomunano le 6300 Pro Loco italiane” afferma  Monica Viola, presidente della Federazione Trentina Pro Loco “Ci sono oltre 20.000 volontari attivi nelle nostre 190 Pro Loco, che attraverso migliaia di eventi valorizzano le tradizioni, la vita sociale, il benessere delle nostre comunità” sottolinea la presidente.

Dopo le feste locali, le celebrazioni si sono concluse  a Roma, al Senato della Repubblica, con una celebrazione dedicata alle Pro Loco centenarie d’Italia ed un convegno dedicato all’impatto delle Pro Loco sul sistema economico e sociale dei territori.

L’universo Pro Loco, oggi oltre 600mila volontari, nasce a Pieve Tesino e si dirama in tutt’Italia grazie a quell’intuizione messa in pratica nel 1881. Un modello virtuoso che si conferma ogni giorno più attuale, con la consapevolezza di costituire una risorsa per i territori, cui garantisce anche un concreto ritorno socio-economico;  a partire dai 110mila eventi organizzati del 2018, cui hanno preso parti 88 mln di visitatori e proseguendo con  le 20 mila sagre e fiere, dello stesso anno, che a fronte delle spesa complessiva di 700 milioni di euro sostenuta della Pro Loco,  hanno prodotto, fra effetto diretto, indiretto e indotto, un valore economico e sociale di 2,1 miliardi di euro, dal quale, tra l’altro, sono scaturiti anche 10.500 occupati (fonte Ricerca CGIA di Mestre, 2018).

Le Pro Loco rappresentano valori che in questi centoquaranta anni di storia non sono mutati: passione, impegno e dedizione volti allo sviluppo, sostegno e promozione delle singole comunità.

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intervista - ''Le Pro Loco attivano le Comunità''

La presidente Monica Viola parla del futuro delle Pro loco

(di Corona Perer) - E' stata eletta in un  passaggio delicato  per il mondo del volontariato dall’Assemblea della Federazione trentina Pro Loco e dal Comitato UNPLI trentino.
La presidente lavora in campo sanitario ma nel mondo del volontariato ci è entrata all’età di 14 anni, nella Pro Loco del suo paese, la Pro Loco di Zambana (Pro Loco che organizza uno degli eventi più importanti del Trentino, la Festa Patronale dell’Asparago Bianco). Qui ricopre prima la carica di consigliere per 4 anni, poi di vice presidente e dal 2016 di presidente.


Dal 2016 è diventata anche consigliere della Federazione trentina Pro Loco – UNPLI Trentino, di cui dallo scorso giugno è la presidente: è la prima donna in Trentino a ricoprire questa carica. E intanto l’attività delle Pro Loco del Trentino è stata garantita per l’intero 2020: il finanziamento di 850 mila euro a sostegno dell’operatività delle associazioni territoriali è stato riconfermato dalla Provincia. L'abbiamo intervistata.

Presidente, Abbiamo spesso sentito dire che la burocrazia ''uccide'' il volontariato. E' davvero così?
Io credo che il rapporto che abbiamo con la burocrazia dipenda molto dal nostro atteggiamento: se la viviamo come una limitazione, allora tutto ci sembrerà pesante; se invece la prendiamo come una forma di protezione, che tutela noi e i nostri volontari, tutto cambia.

Quale è la norma che più vi mette in difficoltà? e cosa proponete per mitigarla?  
L’emergenza sanitaria ha ovviamente aumentato la mole di lavoro in questo senso: proprio per questo, ora più che mai, la Federazione Pro Loco si sta impegnando per venire incontro alle Pro Loco fornendo tutto ciò che può essere utile per far fronte a queste incombenze, attraverso corsi di formazione, materiali informativi e supporto diretto. Siamo però certi che non sarà questo impegno aggiuntivo a bloccare le nostre attività: le Pro Loco non si sono mai tirate indietro davanti al fare, e lo dimostrano le numerose iniziative che si stanno avviando in tutto il Trentino.

Il DL depositato al Senato che dovrebbe alleggerire il peso sostenuto dalla Pro Loco per attività di promozione sociale come sagre o fiere, è andato avanti?
L’iter è in atto, è stato interrotto in questo periodo in cui i lavori parlamentari si sono concentrati su temi più urgenti, ma verrà portato avanti non appena possibile. Siamo comunque fiduciosi in un esito positivo e celere, giacché il Disegno di legge, presentato in Senato lo scorso febbraio, è stato condiviso e sottoscritto dai rappresentanti di tutti gli schieramenti politici.

Che ruolo avrà la Pro Loco del futuro tra Agenzie di spettacolo, APT e riforma del turismo?
Le Pro Loco costituiscono l’anello di congiunzione tra il territorio e il turista: con le loro proposte, permettono ai visitatori di entrare nella parte più autentica dei luoghi, di scoprirne l’anima e le risorse più significative, in virtù della loro natura spontanea e nata dal basso. Facendo animazione, le Pro Loco fanno però molto di più che creare occasioni di divertimento ai turisti: soprattutto, tengono vivo il territorio, permettono la partecipazione, la condivisione e coesione sociale: in ultima analisi, aumentano la qualità della vita di chi risiede nei territori.

Come definirebbe le Pro Loco del Terzo Millennio?
Le definisco come luoghi “attivatori di comunità”,  soggetti capaci di creare una “nuova cultura dell’accoglienza” in cui il territorio è bello e vivibile sia per i residenti che per chi lo viene a visitare. Un concetto, questo, inserito  - su nostro stimolo - nella nuova riforma del turismo trentino, che riteniamo possa essere la chiave per lo sviluppo turistico sostenibile di domani. E’ questo il ruolo cruciale per le Pro Loco di domani.

Che cosa vorrebbe portare avanti nel suo mandato?
Il mio impegno sarà indirizzato a rendere le Pro Loco consapevoli di questo ruolo di “attivatori di comunità”: un processo di cambiamento culturale che non sarà veloce né semplice, ma che renderemo possibile fornendo loro strumenti ad ampio raggio - corsi di formazione, occasioni di confronto, servizi e progetti dedicati – ed ascoltando e dando voce ad ogni realtà, anche la più piccola. L’obiettivo è quello di costruire insieme a loro territori sempre più vivibili, sani ma soprattutto felici e degni di essere visitati.

 

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