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Ferdinando Camon: lo Stato non deve arretrare. Mai

Il carabiniere con la pistola in pugno ha sbagliato

Un carabiniere con la pistola in pugno, di guardia a una partita di calcio a Roma, arretra minacciato da teppisti, e preferisce beccarsi una bottigliata in testa piuttosto che sparare. I teppisti gli scaraventano addosso un cassonetto di rifiuti. La ministra della Difesa e l’Arma dei carabinieri lo elogiano: “Ha pensato non solo all’incolumità delle vittime, ma anche all’incolumità dei suoi aggressori”.

Non sono d’accordo. Quel carabiniere “doveva” sparare alle gambe del più vicino e più pericoloso degli aggressori.

Lui “è lo Stato” e lo Stato non scappa. Se avesse sparato alle gambe del teppista più scalmanato, lo avremmo preso e sapremmo chi è. Invece sono scappati tutti, il carabiniere li ha protetti. E non era lì per questo.


Autore: Ferdinando Camon

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