Arte, Cultura & Spettacoli

Villa Bassi Rathgeb, culla della cultura veneta

La nuova mostra tra Seicento e Novecento, da Magnasco a Fontana

(Abano Terme, 26 settembre 2020 - C.Perer) - Villa Bassi Rathgeb a ridosso del cuore del centro termale di Abano Terme è oggi un museo. E' piena espressione architettonica della cultura veneta. Ne è anzi la culla. Ora è il contenitore culturale di Abano che si appresta ad ospitare la nuova mostra "Seicento-Novecento - Da Magnasco a Fontana. Collezioni in dialogo Bassi Rathgeb – Merlini" che mette a confronto i gioielli di casa con i grandi della pittura italiana. E così sarà un confronto tra Magnasco e Fontana, Moretto da Brescia con De Chirico, Baschenis e Van Beyeren con Soffici, Severini, Melotti, Guttuso, Parmiggiani, de Pisis, tra questi (vernissage il 16 ottobre).

La cinquecentesca dimora fu fatta edificare tra il 1566 e il 1576 dal medico di origini cremasche Giovanni Antonio Secco. E' la tipica villa veneta per residenza estiva. Il piano nobile è ricco di affreschi che esaltano  miti e scene religiose, il trionfo dell'amore coniugale e la superiorità dell'arte della musica e della conoscenza. Un'impronta che si riceve sin dalla splendida Loggia, ingresso originario alla villa.

Gli affreschi del salone adibito a sala per conferenze o concerti,  trattano il tema della fedeltà attraverso la vicenda dei coniugi Cefalo e Procri il cui amore fu turbato da tradimenti reciproci. Del mito, tratto dalle metamorfosi di Ovidio, vengono rappresentati i momenti di seduzione inganno e tragedia l'epilogo mostra la disperazione del giovane nell'aver scoperto di aver accidentalmente ucciso la moglie che per gelosia lo aveva seguito di nascosto durante una battuta di caccia.

La villa fu ereditata nel 1776 da Giovanni Dondi dell’Orologio, che decise di collegarla ai “bagni” (da lui stesso aperti) e al Montirone con uno stradone: l’attuale via Mazzini.

''Questo fu un passo fondamentale, perché nel lontano Settecento, Dondi dell’Orologio, con questo illuminato intervento urbanistico, individuò la sua residenza quale fulcro dell’attività culturale del territorio'' afferma Cristina Pollazzi, l’Assessore alla Cultura del Comune di Abano, che ha voluto fortemente coluto e lavorato per l’apertura di questa Villa-Museo. "Fin dalla metà del ‘400 ha avuto funzione di collante territoriale tra città e campagna ed ha imposto il gusto del Bello e dell’Ospitalità".

Oggi è un altro piccolo diamante incastonato nella già ricca offerta che una città termale come Abano può offrire ai suoi 2 milioni di turisti l'anno, offrendo al comprensorio turistico "Terme-Colli" un motivo in più per arrivare da queste parti" aggiunge Francesco Pozza, vicesindaco e assessore al turismo di Abano dal 2017.

Dopo molti passaggi di mano, divenne proprietà comunale nel lontano 1979 e a partire dal 1995 si è provveduto al suo recupero e restauro per farne la "casa" del patrimonio donato alla Città dalla vedova di Roberto Bassi Rathgeb, illustre collezionista, storico dell’arte e intellettuale bergamasco.

Sebbene l'edificio venisse subito destinato a centro culturale, espositivo e a biblioteca, servirono quasi due decenni per definire il progetto di conversione della nobile Dimora al nuovo uso pubblico e programmare i lavori di restauro. Nel dicembre 2018 il Comune di Abano Terme, con Regione Veneto e Soprintendenza, l'hanno aperta al pubblico come Museo Bassi Rathgeb.

Oggi è il museo civico di Abano Terme, aperto alle visite dei molti turisti che amano la città termale,  ed ospita la preziosa raccolta d'arte ricevuta in dono dal collezionista Bergamasco, una ricca collezione che dice il gusto enciclopedico del XIX secolo con oltre 450 pezzi tra dipinti, disegni, incisioni, acqueforti, miniature, sculture, arredi, mobili, armi antiche ed armature nonché reperti archeologici.

Nei saloni affrescati del Piano Nobile si respira il gusto di un epoca e quel collezionare quasi ossessivo che ci permette oggi, grande all'intuito di pochi e di avere opere di enorme pregio...per tutti. Al primo piano sono tornati i mobili d’epoca, i dipinti, le armi e armature, collezionati dal raffinato intellettuale bergamasco. La sua Quadreria è al secondo piano della dimora, un tempo usata come foresteria. Negli ambienti ipogei della Villa, di grandissimo fascino, sono ospitati invece eventi temporanei e stage.

Villa Bassi Rathgeb fa infatti anche sperimentazione e si confronta con la formazione. Per due settimane, undici giovani restauratori che si stanno laureando in Conservazione e restauro dei Beni Culturali all'Università di Urbino, hanno condotto un laboratorio-stage con una duplice missione. L'equipe (11 studenti di cui dieci ragazze) coordinata dalla docente universitaria Mariella Gnani,  si è occupata dell'allestimento della nuova mostra "Seicento / Novecento. Da Magnasco a Fontana, dialogo tra collezioni"  per la curatela di Virginia Baradel. Hanno cioè controllato lo "stato di salute" delle opere della Collezione Merlini che saranno messe a confronto con quelle della Collezione Rathgeb, patrimonio permanete del museo. Si tratta di opere del Novecento italiano di artisti importanti quali Modigliani, Morandi, De Chirico, Fontana, Guttuso, Melotti, De Pisis. Hanno quindi lavorato al percorso espositivo compiendo uno stage operativo sulle fasi di apertura di una grande mostra.

Intanto la villa ospita alcune suggestive opere di Luigi Pellanda, solo una preview di "Oltre l'apparenza", una sorta di assaggio della sua attività di pittore iperrealista (fino al 7 novembre prossimo). Ma è solo un'anteprima della vera mostra che si terrà in realtà nel 2021.

"Occasione importante per consentire agli allievi, di confrontarsi sul campo con il mondo del lavoro" commenta l'assessore  Pollazzi  "ma sarà loro compito anche restaurare due terracotte e altrettanti gessi della Collezione Rathgeb, oggi in condizioni abbastanza precarie. Attendiamo solo che la Soprintendenza ci dia il via libera all'intervento sul quale, per legge, vigilerà".

(Corona Perer)

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Seicento-Novecento
DA MAGNASCO A FONTANA
Collezioni in dialogo Bassi Rathgeb – Merlini

vernissage: venerdì 16 ottobre, ore 11.30
Abano Terme, Museo Villa Bassi Rathgeb

info: museovillabassiabano.it

 


Autore: Corona Perer

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