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Professioni trendy: il birraio

Nuovi mestieri - Il mercato è in continua crescita

L'industria della birra registra dati di costante crescita e aumenta anche la domanda di tecnici qualificati nel settore. L’Osservatorio Birra parla di un aumento negli ultimi 5 anni di almeno 4000 unità. In Italia operano 870 birrifici per 2,47 miliardi di euro di stipendi. In Italia si registra anche un aumento della coltura di orzo da birra per la produzione di birra artigianale.

Tra i lavori emergenti che fanno parte del settore della filiera della birra spicca il tecnologo della birra, una specie di mastro birraio dei giorni nostri che segue la produzione della birra ma che deve avere anche conoscenze per quanto riguarda le materie prime e le tecnologie di trasformazione. Questa figura deve assicurare la qualità del processo produttivo individuando anche anomalie e avere competenze manageriali.

Servono anche sommelier della birra, profili commerciali specifici e il corrispettivo dell'enologo quella figura che conosca proprietà organolettiche della birra, del mercato di riferimento e dei processi di produzione. Tutte posizioni ormai ben pagate.

In Veneto, nel Comune di Caorle, nella Barchessa di una antica casa contadina, ristrutturata secondo i criteri della bioedilizia, ha sede il birrificio artigianale B2O, non solo luogo di produzione a di degustazione, ma anche spazio per l'enogastronomia e i prodotti del territorio dell' Oasi della Brussa, una costa sabbiosa di oltre 4 km nel comune di Caorle dentro un ecosistema di territori bonificati nel secolo scorso.

Dal Veneto, al Trentino: in Primiero una piccola azienda trentina, nata dal nulla, ha raggiunto in poco tempo l'eccellenza. Loro si definiscono “i fondamentalisti della birra”, e in magazzino hanno anche il loro manifesto. Sono così determinati che hanno sfondato lavorando a testa bassa. Sono due giovani intraprendenti che con un ingente investimento hanno raccolto già i primi importanti frutti. La loro birra artigianale ha conquistato premi e palati eccellenti: si chiama BioNoc ed è ormai nota come ''la birra del Primiero''. Viene prodotta senza coloranti  e conservanti, può essere bionda o rossa, non filtrata, non pastorizzata, con colori che variano dal giallo-verdolino al marrone chiaro.

Dal Trentino al Piemonte: il Birrificio contadino Cascina Motta di Sale (AL) è l’unico a livello nazionale a coltivare direttamente, oltre ai luppoli, tutte le materie prime cerealicole, maltarle con la malteria artigianale di proprietà e trasformarle, infine, in proprio in birra contadina, completando tutta la filiera della birra all’interno della medesima azienda. Una scelta che mira a massimizzare il concetto di economia circolare permettendo anche un abbattimento dei costi di produzione.

Ma come si diventa birraio? In Italia ci sono diversi percorsi. Per diventare birraio,  è bene partire da un percorso di studi universitari come Agraria, Tecnologie alimentari o simili, che abbiano alla base la trasformazione e quindi la produzione di prodotti alimentari. Successivamente, è consigliabile specializzarsi nella produzione della birra attraverso corsi specifici organizzati da enti riconosciuti e con un alto profilo.

L'Università degli Studi di Perugia, per esempio, propone il corso riconosciuto dal Miur per diventare tecnico birraio all'interno della laurea in Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari. Per chi vuole approfondire ulteriormente la materia può, poi, accedere al Master di I^Livello in “Tecnologie Birrarie – Brewing technologies”, del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali.

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